HomeCronacaQuesto si che è uno con la schiena dritta e la testa...

Questo si che è uno con la schiena dritta e la testa sulle spalle.

Non è vero che tutti debbano essere servi e complici della deriva bellicistica e della distruzione del diritto internazionale imposta con la forza dalla coppia di assassini Trump-Netanyahu. Anzi sarebbe necessario, nell’interesse dei popoli che si rappresentano, che tutti i capi di governo avessero la stessa postura dignitosa e ragionevole assunta dal primo ministro spagnolo Pedro Sanchez, ribadita poche ore fa in risposta alle minacce del bullo che siede alla Casa Bianca. Dieci minuti di parole chiare  e logiche pe chi vuole essere coerente tra ciò che su dice di voler difendere e ciò che si fa nella realtà. Rispetto del diritto internazionale, dei propri valori costituzionali, della pace. E un NO sonoro alla guerra come modalità di risoluzione delle divergenze internazionali. Dieci minuti di dignità e da esempio per chi china la testa e obbedisce agli ordini. Dal Palazzo della Moncloa, infatti, il premier spagnolo, a Trump che martedì ha definito la Spagna un alleato “terribile” e ha minacciato di tagliare i rapporti commerciali in risposta al No di Madrid all’uso delle basi militari congiunte di Moron e Rota, in Andalusia, nell’offensiva israelo-statunitense contro il regime degli Ayatollah in Iran, ha detto: “Non saremo complici di qualcosa che è dannoso per il mondo e che è anche contrario ai nostri valori e interessi, semplicemente per paura delle ritorsioni di qualcuno, perché abbiamo assoluta fiducia nella forza economica, istituzionale e, direi anche, morale del nostro Paese”.  Messaggio rivolto agli USA ma anche agli altri leader europei: “Alcuni ci accuseranno di essere ingenui per questo, ma ingenuo è pensare che la soluzione sia la violenza, ingenuo è credere che le democrazie o il rispetto tra le nazioni nascano dalle rovine o pensare che un’obbedienza cieca e servile significhi leadership“. E ancora: “Non si può rispondere a un’illegalità con un’altra perché è così che iniziano i disastri dell’umanità“. “La posizione del governo spagnolo si riassume in poche parole: no alla guerra. Spesso le grandi guerre scoppiano per una concatenazione di risposte che sfuggono di mano, per errori di calcolo, per guasti tecnici, per eventi imprevisti, pertanto dobbiamo imparare dalla storia. E non possiamo giocare alla roulette russa con il destino di milioni di persone.“ Quindi ha invitato tuttia “non ripetere gli errori del passato. Il mondo, l’Europa e la Spagna ci sono già passati 23 anni fa, quando un’altra amministrazione statunitense ci trascinò in una guerra in Medio Oriente, una guerra che in teoria, secondo quanto affermato allora, era volta a eliminare le armi di distruzione di massa di Saddam Hussein, portare la democrazia e garantire la sicurezza globale, ma che in realtà ha prodotto l’effetto contrario, scatenando la più grande ondata di insicurezza che il nostro continente abbia subito dalla caduta del muro di Berlino. Aggiungendo che la guerra in Iraq “ha generato un drastico aumento del terrorismo jihadista, una grave crisi migratoria nel Mediterraneo orientale e un aumento generalizzato dei prezzi dell’energia e del costo della vita“. Ovviamente ha ribadito la condanna al regime iraniano “che reprime e uccide i propri cittadini, in particolare le donne”, ma allo stesso tempo ha aggiunto “rifiutiamo questo conflitto e chiediamo una soluzione diplomatica e politica” e ricordato che la crisi in Iran, scatenata dagli attacchi di Stati Uniti e Israele, colpisce tutti (Spagna compresa) per questo esige da Washington, Tel Aviv e Teheran “tutta la risoluzione perché cessino le ostilità prima che sia troppo tardi“.  Sanchez ha affermato che “è ancora presto per sapere se la guerra in Iran avrà conseguenze simili a quelle dell’Iraq, se servirà a provocare la caduta del terribile regime degli Ayatollah o a stabilizzare la regione” ma, ha detto, “quello che sappiamo è che da questa non nascerà un ordine internazionale più giusto e non ne deriveranno salari più alti, né servizi pubblici migliori, né un ambiente più sano“. “Quello che per ora possiamo intravedere è più incertezza economica, aumenti del prezzo del petrolio e anche del gas, per questo dalla Spagna siamo contrari a questo disastro, perché riteniamo che il compito dei governi sia quello di migliorare la vita delle persone e di fornire soluzioni ai problemi, non di peggiorare la vita dei cittadini”, ha proseguito, definendo poi “inaccettabile che i leader che sono incapaci di adempiere a tale compito utilizzino il fumo della guerra per nascondere il loro fallimento e riempire le tasche di pochi, i soliti, gli unici che guadagnano quando il mondo smette di costruire ospedali per costruire missili“. “La domanda è se siamo dalla parte della legalità internazionale e, pertanto, della pace”, ha anche detto il premier spagnolo. “Siamo consapevoli delle difficoltà, ma sappiamo anche che il futuro non è scritto, che la spirale di violenza che molti danno già per scontata è assolutamente evitabile e che l’umanità può ancora lasciarsi alle spalle questo fondamentalismo degli ayatollah e anche la miseria della guerra”, ha affermato. In questa richiesta, ha aggiunto, il governo spagnolo non è solo. “Il governo sta con chi deve stare, con i valori che i nostri padri e i nostri nonni hanno fissato nella nostra Costituzione”, “con i principi fondanti dell’Unione Europea, con la Carta delle Nazioni Unite, con il diritto internazionale e quindi con la pace e la convivenza pacifica tra i paesi e la loro coesistenza, ha affermato il leader socialista.

 

Vito Bubbico
Vito Bubbico
Iscritto all'albo dei giornalisti della Basilicata.
RELATED ARTICLES

Rispondi

I più letti