Per Davide e Giuseppe Nicola, due studenti dell’ Istituto tecnico Adriano Olivetti di Matera, indirizzo aeronautica e logistica, era il loro primo volo in mongolfiera, ma il fato e circostanze sfortunate hanno troncato per sempre un sogno che li avrebbe portati dopo il diploma a conseguire il brevetto da pilota.
Li hanno ritrovati i carabinieri, i vigili del fuoco e il 118 a distanza di alcune decine di metri l’uno dall’altro, il cellulare di Davide ventenne di Matera, squillava ancora. Lo cercavano ma il suo volo era finito quando stava probabilmente per ricominciare la via del ritorno.
Più avanti era Giuseppe Nicola, diciottenne di Irsina, e ancora più in là l’esperto settantenne pilota manovratore tedesco, finito con la mongolfiera contro una casa diroccata. Si è salvato riportando fratture e ustioni, in quanto il cestello è andato a fuoco. E’ in ospedale e finora è l’unico indagato con l’accusa di omicidio plurimo.
Ci si interroga sulle cause del disastro che ha funestato la prima giornata del festival. Forse il sole alto che potrebbe aver abbagliato il manovratore, forse il caso, hanno causato l’urto contro un cavo o un traliccio dell’alta tensione che avrebbe lacerato e fatto perdere pressione al pallone facendo ondeggiare il cestello, con la conseguente perdita di equilibrio per i ragazzi anche a causa del comprensibile panico creatosi.
Quello che è accaduto dopo è fatto di incredulità, panico, falsi allarmi e nomi circolati in maniera sconsiderata sui socialforum creando apprensione tra amici e parenti. Se fossimo un Paese credibile con le Authority autorevoli…e conseguenziali, dimezzeremmo il numero di esibizionisti e di imbecilli che popola la dimensione del 2. punto zero.
La realtà,invece, viaggia nella dimensione 0.0. Davide e Giuseppe erano entusiasti di sorvolare in mongolfiera il comprensorio di Matera durante il ‘’ Matera Balloon Festival’’, un viaggio da ricordare. Un docente che li aveva seguiti e accompagnati aveva promesso loro che quest’anno avrebbero volato. E invece…
Nessuna voglia di parlare all’Istituto tecnico ”Adriano Olivetti” di Matera’ che forma geometri e professionalità per il mondo aereonautico e della logistica. I compagni di classe della 5 A invitano a rispettare dolore, silenzio e la incredulità che li ha colpiti dopo aver saputo della tragedia.
‘‘Cosa dobbiamo dire? Erano bravi ragazzi con tanta passione per il volo e tanta voglia di vivere”. Qualcuno scuote il capo per le notizie frettolose sulla vicenda, a volte infondate che hanno circolato sulla rete, senza che i genitori sapessero ancora nulla.
Pensate che era stato dato per morto un giovane di Nova Siri, che per fortuna si è presentato vivo e vegeto davanti all’Istituto. Senza dimenticare la ridda di voci su dispersi e trasvolatori rinunciatari dell’ultima ora. Di certo c’è stato lo sgomento tra i docenti, il personale tecnico che con il preside Eustachio Andrulli hanno manifestato incredulità.
”Erano bravi ragazzi e partecipavano attivamente alle lezioni’‘ ripetono. Si cerca di saperne di più chiedendo in giro o scavando su facebook, dove gli amici lasciano pensieri, ricordi, commenti. Niente foto o selfies, per i curiosi, di quell’ultimo volo.
Molti vogliono ricordarli, ed è giusto che sia così, per la voglia di vivere e di volare. Tanti i commenti sulla tragedia avvenuta in località parco dei Monaci in agro di Montescaglioso , due comunità, quella di Matera e Irsina, in lutto per due giovani vite spezzate e tante attività, a cominciare dal Matera Balloon Festival, sospese.
E’ il momento del silenzio. Ricordiamoli così in quella dimensione che li ha portati a toccare l’ebrezza dei cieli.
