Quella ”Casa” nei Sassi presidio di legalità

Un bene sequestrato dallo Stato alla criminalità nel lontano 1997 e poi passato al Comune di Matera che, grazie a un Pon legalità e a un investimento di 1 milione di euro, ne farà un presidio di informazione, formazione, buone pratiche per le scuole, i giovani, in grado di contrastare per esempio la dispersione scolastica che spesso è il ”brodo di coltura” della malavita per sostituirsi allo Stato laddove non riesce a darerisposte su temi come lavoro, istruzione, servizi, inclusione. La casa palazziata di piazza San Pietro Caveoso, in località Pianelle, ha attivato e da tempo un percorso di ”reintegrazione” nel tessuto sano della comunità locale con l’esperienza passata della ”casa delle buone pratiche” di associazioni come Legambiente e Tolbà all’insegna della trasparenza, partecipazione e legalità. E ora al taglio del nastro, alla presenza del sottosegretario all’Interno Carlo Sibilia, e con l’inno di Mameli eseguito dai ragazzi della Scuola Minozzi-Festa a segnare la presenza dello Stato laddove c’è da rimboccarsi le maniche e creare opportunità di ripresa, dovrà seguire la stagione dei contenuti, della formazione e della progettualità.

Si attende la pubblicazione di un bando per l’affidamento della gestione a realtà private, come ha annunciato il sindaco Domenico Bennardi, anche in relazione alla dotazione di strumenti innovativi- come ha detto l’assessora alla Cultura, Tiziana D’Oppido- della quale la ” Casa ” si doterà. E qui le Istituzioni, tutte, dalla Prefettura alla Questura, dal Comune alla Provincia, alla Scuola hanno fatto sistema. ” Lo Stato c’è” e questo conta, aldilà delle ricorrenze luttuose di strage come quella di Capaci e di altri episodi che hanno fatto tacere per sempre ”uomini e donne” in prima linea nella lotta alle mafie. Il taglio del nastro tricolore, effettuato con una forbice dall’impugnatura azzurra, i colori di Matera, hanno sancito l’avvio di una stagione di impegno e partecipazione

“Oggi è una giornata importantissima, ed essere qui a Matera, in un bene confiscato
alla mafia ha detto il Sottosegretario all’Interno, Carlo Sibilia- ha una doppia valenza: da un lato bisogna sempre ricordarsi di quello che è successo nel nostro Paese, con la
memoria delle stragi, ma bisogna soprattutto pensare al futuro. E’ ancora vivo, forte – ha aggiunto
Sibilia – il ricordo di chi ha tentato di infliggere dei colpi fortissimi al nostro Paese, cercando di farlo cadere sotto l’illegalità. Prendere i beni confiscati alla mafia – ha
proseguito il Sottosegretario – restituirli alla civiltà e renderli luoghi di aggregazione, con condivisione e trasparenza, dà la dimensione di quanti passi in avanti siano stati fatti in
questi 30 anni”. E ha avuto modo di parlare anche della situazione di Scanzano Jonico, retta da un commissario prefettizio, e con una presenza e una attenzione continua di Prefettura, Questura, forze dell’Ordine, Direzione distrettuale e investigativa antimafia, oltre che di associazioni, partiti, dopo la recrudescenza di episodi intimidatori contro operatori economici.

“Scanzano Jonico -ha aggiunto il sottosegretario- non tornerà nelle mani
della mafia .Se è pur vero chela Basilicata – ha continuato Sibilia – non ha delle
infiltrazioni importanti, di sicuro non vogliamo una nuova
emergenza che possa nascere qui. Vogliamo rispondere immediatamente a questi delitti da persone che sono fuori dalla legalità, ma lo Stato – ha concluso il sottosegretario – è già sulle loro tracce”. Una guerra che richiede determinazione, pazienza e collaborazione a tutti i livelli. Tutti sono chiamati a fare la loro parte, con attività di sensibilizzazione, formazione, contrasto. Nelle comunità, a scuola. E non mancano indicazioni, proposte, venute dall’Associazionismo Rocco Montalbano e Angela Cristina Di Noia per il mondo della scuola e, a nome della Regione Basilicata dal consigliere Piergiorgio Quarto per la istituzioni di un ”Osservatorio sulla legalità”, per individuare cause e soluzioni per risolverle. Una scommessa che riguarda aspetti come trasparenza e rafforzamento della vita democratica, per constare infiltrazioni e connivenze. Buon lavoro. La ”casa” , oltre 200 metri quadrati, su tre livelli offre opportunità per investire sui giovani e tutelare libertà e istituzioni.

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