Sono passati 25 dalla realizzazione del Centro di alta formazione professionale ma quell’immobile, nella zona Paip di Matera, continua a restare chiuso…quasi un monumento all’inconcludenza delle varie gestioni della politica che hanno rinviato il ”cosa, se e che farne” a ogni campagna elettorale. Ma c’è che si oppone a questo stato di cose e sbotta come Nino Liantonio, presidente della associazione zona franca urbana di Matera. ” Non è possibile – dichiara Liantonio, che quell’immobile realizzato nel 1994 dall’ex presidente della giunta regionale di Basilicata Antonio Boccia e durante il mandato dell’assessore alla formazione professionale di Nino Carelli, continui a restare chiuso. Che si aspetta ? E perchè tanto immobilismo? C’è bisogno di una sede idonea per la agenzia regionale del lavoro e apprendimento (Lab), ospitata in spazi ristretti alla Regione in via Cappelluti, e le si consenta di operare lì in maniera degna. Ma ci sono anche le esigenze della zona franca urbana di Matera, un progetto che non va dimenticato o sprecato. Noi continuiamo a lavorare e c’è necessità per i servizi alle imprese. Ma evitiamo altre perdite di tempo, dopo la parentesi degli anni 2000 di uno spazio fiere e di disponibilità a ospitare una scuola media superiore. Ci sono centinaia di metri quadrati disponibili di spazi attrezzati, anche per impieghi sportivi, costati alcuni miliardi di lire, senza dimenticare le spese aggiuntive di riqualificazione che non possono andare sprecati. Regione e Provincia, ciascuna per le proprie competenze e possibilità, si diano una regolata e prenda una decisione. Il Centro di alta formazione, forse il più grande del Mezzogiorno, non deve essere la classifica cattedrale nel deserto dalle porte sprangate. Chi ha fede e volontà di fare. Si metta mano alla coscienza e attivi quei luoghi. Noi faremo la nostra parte e in relazione a quanto si è deliberato sia per la zona Franca Urbana e sia per il retroporto di Taranto per la Zona economica speciale” . Sasso lanciato nello stagno del Paip…ma l’acqua è poca.