Orecchiette, cannoli, lampredotto e un brindisi con Primitivo, Brunello e Marsala… Sintetizziamo così con i prodotti e piatti riconosciuti l’utile scambio attivato tra Puglia, Sicilia e Toscana sul turismo legato alla gastronomia e con la terra dell’ex Granducato che svetta nel priomo rapporto sul turismo enogastronomico italiano. Tante le potenzialità come riferisce nella nota che segue Nino Sangerardi e tante utili indicazioni per migliorare l’offerta. Certo ogni ”paniere” e ogni menù hanno il loro fascino. Mantenerne l’integrità significa vendere bene i territori e tutte le loro risorse. Itinerari precisi e credibili…se si vogliono prendere i turisti per la gola.

Turismo enogastronomico,Toscana Sicilia e Puglia al vertice

Nino Sangerardi

” La Toscana è la destinazione principale scelta dagli italiani per il turismo enogastronomico”. Risultato che emerge dal “Primo Rapporto sul turismo enogastronomico italiano”,presentanto in quel di Milano.

Studio ideato e organizzato dall’Università degli studi di Bergamo e della World Food Travel Association, con il patrocinio di Touring Club, Ismea Qualivita, Federculture e la collaborazione di Seminario Veronelli e The Fork- TripAdvisor.

Roberta Garibaldi, esperta a livello nazionale e internazionale di turismo enogastronomico rileva che «Questo lavoro mette a fuoco un trend in forte ascesa. Risulta sempre più evidente come la gastronomia stia condizionando la scelta dei viaggi. Troviamo un rafforzamento su ogni fronte: ora gli italiani si muovono anche per cercare esperienze legate al cibo e al vino. Un atteggiamento sempre più simile a quello di molti stranieri”.

Nel rapporto si riscontra che le esperienze più gettonate- dopo il mangiare piatti tipici del luogo in un ristorante locale (indicata dal 73% dei turisti)– sono visitare un mercato con prodotti del territorio (70%) e comprare cibo da un negozio tipico (59%). Notevole l’interesse verso il beverage, non solo vino, ma anche birra locale.

All’estero gli italiani come si comportano? Anche se desiderano conoscere le tradizioni culinarie del Paese che visitano, ci sono prodotti a cui non vorrebbero rinunciare.Per esempio pasta, pizza, vino italiano e caffè.

La regione più desiderata dai turisti italiani è la Toscana. Comunque finalmente si rileva un grande interesse per il Sud Italia. Innanzi tutto Sicilia e Puglia.

Non poche regioni hanno un potenziale inespresso e non vengono percepite come mete enogastronomiche , nonostante siano ricche di eccellenze.

Il ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali, Maurizio Martina afferma: «C’è una domanda crescente di servizi per i turisti del cibo che va soddisfatta di più e meglio. È molto positiva la crescita dei viaggiatori che visitano i nostri territori alla scoperta delle ricchezze enogastronomiche. Serve ora aprirsi ancora di più, aggiungendo alla qualità e alla sostenibilità la parola multifunzionalità. La ricezione turistica, anche attraverso l’apertura delle strutture produttive ai visitatori, può diventare uno strumento essenziale per avvicinare produttori e consumatori, oltre che essere una voce di reddito aggiuntiva”.

«Su questa strada – conclude – dobbiamo fare di più a partire dalla formazione professionale. Abbiamo bisogno di professionisti del cibo, che sappiano interagire anche con i turisti e i buyer stranieri. Il nostro impegno andrà avanti, come dimostrato di recente anche dalle nuove regole dell’enoturismo, che oggi rappresenta una delle chiavi più avanzate dell’agroalimentare italiano’’.

Il Rapporto mette in luce che il 63% dei turisti italiani valuta importante la presenza di un’offerta enogastronomica o di esperienze tematiche quando sceglie la meta del viaggio.

Elementi imprescindibili sono qualità e sostenibilità non solo per le produzioni agroalimentari, ma anche per le strutture ricettive e gli eventi.

Per concludere,il turista enogastronomico è acculturato, con maggiore propensione alla spesa, cerca nell’enogastronomia un’opportunità di conoscenza e contatto con la cultura di un territorio. Organizza il suo viaggio affidandosi al web, sia per raccogliere informazioni sia per prenotare le singole componenti del viaggio.

L’offerta enogastronomica italiana,anno 2018, è la seguente: 821 Indicazioni geografiche food & wine, 586 ristoranti di eccellenza, 11.329 agriristori, 18.632 agriturismo con alloggio, 169 Strade del vino e dei sapori, 12.446 strutture agrituristiche agriturismo con proposte di escursioni guidate a piedi o in mountain bike, fattorie didattiche,musei del gusto,scuole di cucina.