Picciano ” A” un borgo dimenticato o quasi con 40 famiglie, che le hanno provate tutte per migliorare le loro condizioni di vita con nota inviata, di recente, al Prefetto Antonella Bellomo, con interlocuzioni continue con il Comune di Matera, la società del gas e delle telefonia ma senza risultato. E qualcuno ha finito la pazienza e ci mostra le tessere elettorali da riconsegnare alle prossime elezioni, all’insegna delle ”promesse non mantenute” . Altri commentano negativamente la loro condizioni di gente del borgo con un intercalare ”’ Già stiamo come stiamo…E da sopra pure…”. Ma andiamo per gradi e i residenti, che incontriamo nella piazzetta della Chiesa, tirano fuori rabbia e tanta sfiducia per le risposte che non arrivano su questioni come allacciamento alla rete del gas, servizi telefonici, sicurezza, trasporti e via elencando.Vivono a un tiro schioppo da Matera, capitale europea della cultura 2019, ma è come se vivessero su Marte…come tanti naufraghi in attesa della scialuppa di salvataggio che li riporti nella civiltà del decoro , della dignità e dei diritti. A causa di una marea di problemi che li equipara a cittadini di serie ”C” come la squadra di calcio ultima in classifica…. Ci mostrano il ”supplizio ” di Tantalo degli allacci del gas pronti da quasi due anni. Ma sono costretti ad arrangiarsi con bomboloni domestici o con stufette elettriche. E la bolletta dei consumi è superiore a quella dei residenti in città. Sono stati anche nel Paip dalla società del gas, ma non hanno avuto risposte. Anzi… E’ la conseguenza di una questione ”amministrativa” su forniture, gestione e contratti che si trascina da tempo (vi risparmio la cronistoria) e che, da quanto abbiamo appreso in Municipio, dovrebbe risolversi a breve con la definizione di un ”rapporto di interconnessione” tra le società Italgas, Sviluppo Energia e Comune per l’erogazione del gas di città nelle rete comunale da quella consortile. Naturalmente a Picciano A sono come san Tommaso: non credono se non vedono, quando sarà messo nero su bianco e riceveranno l’allacciamento in casa.

Per un problema in dirittura di arrivo, e sul quale si attendono comunicazioni ufficiali, un altro che si trascina da un quinquennio nonostante in città furoreggia il progetto ” 5G” e due aziende (paradosso tutto italiano) con Tim e Open Fiber sta posizionando la banda larga. Per i ”piccianesi” niente internet e disagi per la telefonia a causa dei continui furti di rame, a causa dei cavi che sono posizionati sui pali. La Tim li ha sempre riposizionati dopo ogni furto -ci dicono- ma poi ha lasciato perdere…come nelle fatiche di ”Sisifo” ,costretto a ricominciare da capo ma senza costrutto. E per telefonare – ci dicono in coro e ognuno con un gestore diverso- bisogna arrivare sul ciglio della strada o oltre , con il rischio di essere investiti. Per farla breve l’azienda di telefonia non reputa conveniente, almeno per ora, investire in loco. Troppo oneroso per il ritorno economico per pochi utenti. Nè più nè meno come accade in alcune aree industriali. E allora…arrangiatevi. “Ma non è possibile- insistono i piccianesi-mentre in città possono fare una prenotazione sanitaria utilizzando internet o scaricare un certificato o informarsi noi continuiamo a essere cittadini di serie ”C”. E quella lettera ”C” fa rima con le contraddizioni di ”Capitale” europea della cultura e di tutte i luoghi comuni, che lasciano il tempo che trovano su abitanti culturali, open future e priorità irrisolte per assenza di programmazione, mediocrità e scarsa sensibilità della politica. Cittadini che chiedono attenzione anche su altri problemi. La strada Matera- Gravina presenta varie problematiche con i problemi di sicurezza. Le auto passano a velocità sostenuta,non ci sono rondò nè rallentatori di velocità, con la segnaletica scomparsa o quasi e nè ci sono corsie di immissione sulla strada dal borgo . ” Che si attende? Che ci scappi il morto?” ripetono in coro. E poi il buio con i migranti che in bici o a piedi percorrono la Matera-Gravina diretti con il rischio di essere investiti. Episodi luttuosi sono già accaduti e che aumentano quando piove, con il dilavamento del terreno sulla massicciata, a causa dei limiti di progettazione dell’arteria. I cartelli dei lavori in corso sono lì a testimoniare, che il problema è in agguato. Il tema della sicurezza su strada introduce quello dell’ordine pubblico con la richiesta di telecamere, visto che la zona è un ”porto di mare” da e verso la Puglia, in direzione Altamura e Gravina. Si attendono sviluppi e attuazione dal piano comunale,anche alle sollecitazioni venute per la vicina area industriale che coinvolge però altri enti.

Altra questione a cuore dei ”piccianesi” è quella dei trasporti. Ci sono sei corse al giorno, ma non ci siamo con gli orari a causa del giro più ampio che i mezzi di trasporto pubblico sono costretti a fare (passando per Picciano B) a causa degli impedimenti di manovra sulla Bradanica. I cittadini chiedono di rivedere gli orari. Finita? La lista delle doglianze riguarda anche la consegna della posta con le bollette, per quanti non hanno la domiciliazione bancaria, recapitate fuori tempo e con il rischio di finire in mora come accaduto in passato. ” Siamo dimenticati da tutti” commenta una anziana signora, che ricorda quando 40 anni fa è venuta ad abitare nel borgo e in condizioni difficili e per necessità, tra degrado e abusivismo, ma mettendo mano al portafogli .Fino alla richiesta di pagamento di cifre importanti per riscattare immobili (passati in categoria censuaria A3) che i cittadini hanno riqualificato a proprie spese. Situazione che conosciamo bene per aver realizzato tanti servizi con il compianto Franco Tamburrino, il sindaco di ”Picciano B” che con la sua azione di denuncia e di coinvolgimento aveva accesso i riflettori sulla situazione dei due borghi, invocando anche la benedizione di San Benedetto e Santa Scolastica. E fu il periodo della designazione di un delegato ai borghi, prima con Emanuele Matera, e poi con Antonio ”Tonino’ Montemurro…ma le deleghe senza risorse e poteri muovono poco e i problemi restano. A Picciano ”A” sono tanti e serve una conferenza di servizi in sede istituzionale per dare risposte a cittadini, che si sentono di serie ‘C’ ultimi nella classifica di attenzione come la locale squadra di calcio.