Primi atti in Tribunale a Matera del processo Materit, l’azienda dal passato triste per i lutti e le sofferenze che ha lasciato e per gli interventi di bonifica che ancora non si vedono. come hanno denunciato più volte Aiea, Medicina democratica, Comuni, famigliari di quanti non ci sono più o portano addosso i segni dell’esposizione ad amianto. Se ne riparlerà il 24 febbraio con l’audizione dei primi testimoni e cosi si andrà avanti ogni mese. Nella prima udienza i difensori di tre imputati Michele Cardinale, assistito dall’avvocato Roberto Macchia, Michele Bonanni difeso dall’avv. Gianluca Luongo e Lorenzo Mo , difeso dall’avvocato Paolo Zambianchi hanno riproposto la richiesta di giudizio con rito abbreviato. Istanza che è stata rigettata dal giudice Roberto Scillitani, accogliendo le argomentazioni delle parti civili rappresentate con esauriente puntualità dall’avvocato Angela Galetta. Si è inoltre, costituita parte civile, anche l’Associazione nazionale mutilati e invalidi del lavoro (Anmil) assistita dall’avvocato Mariella Tritto .

QUELLO CHE ABBIAMO SCRITTO IN PASSATO
AMIANTO, IN TRIBUNALE A MATERA COSTITUITE PARTI CIVILI
Oltre 30 persone offese , coinvolte nei cicli produttivi o eredi di quanti non ci sono più, si sono costituite parte civili davanti al Giudice per le indagini preliminari Angela Rosa Nettis,presso il Tribunale di Matera, nel procedimento a carico dei responsabili della ex aziende Cemater – Materit, dell’area industriale di Ferrandina ( Matera) che ha lavorato amianto fino alla chiusura , avvenuta il 18 settembre del 1989. E con loro l’Associazione italiana esposti amianto (Aiea), difesa dall’avvocato Angela Galetta, Medicina Democratica dall’avvocato Andrea Di Giura e il Comune di Ferrandina dall’avv. Simone Sabbattini. L’udienza è stata rinviata al 22 febbraio 2019 per la discussione della costituzione della parti civili. Poi il gip dovrà decidere , in base alle accuse e all’impegnativo lavoro di indagine condotto dal sostituto Procuratore della Repubblica dott.ssa Rosanna De Fraia, che ha una lunga esperienza in materia di questioni ambientali e della salute sui luoghi di lavoro. Il Pm , infatti, ha cominciato nella ex Procura presso la Pretura circondariale (poi soppressa)del tribunale di Matera, presieduta dal compianto dottor Nicola Maria Pace . Una Procura dove vennero trattate, ricordiamo, anche inchieste di risonanza internazionale. Quello sulla ex Cemater-Aiea è stato un lavoro di indagine paziente, a volte doloroso, che si è incrociato con le storie dei lavoratori che non ci sono più e con quelle dei loro famigliari, che hanno vissuto e continuano a vivere quel dramma. Da qui la richiesta di rinvio a giudizio, presentata dai magistrati Rosanna Maria De Fraia e Annafranca Ventricelli nei confronti di ex dirigenti della Cemater di Ferrandina e della Materit , Silvano Benitti, Pietro Pini, Michele Cardinale, Michele Bonanni e Lorenzo, accusati a vario titolo di omicidio e lesioni colpose nei confronti dei lavoratori, per averne causato il decesso o procurato malattie professionali.

LE ACCUSE CONTESTATE

Riguardano i reati di cui agli artt. 113, 589, commi 1, 2 e 4 c.p., perché, BENITTI Silvano quale Capo Servizio Tecnico presso lo stabilimento CEMATER di Ferrandina, per il periodo dal 1975 fino ai primi mesi del 1979 (data nella quale lo stabilimento sospendeva di fatto la sua attività e i lavoratori venivano messi in Cassa Integrazione), PINI Pietro, quale direttore dello stabilimento CEMATER di Ferrandina per il periodo dal 1975 fino ai primi mesi del 1979 (data nella quale lo stabilimento sospendeva di fatto la sua attività e i lavoratori venivano messi in Cassa Integrazione), CARDINALE Michele, quale Vice Presidente del C.d.A. della MATERIT dal 26.09.84 fino all’11.10.85, BONANNI Michele, quale componente del C.d.A. della MATERIT dall’11.10.1985 fino alla cessazione di attività dello stabilimento, avvenuta il 18.09.1989, MO Lorenzo, quale componente del C.d.A. della MATERIT dal 04.11.1986 fino alla cessazione di attività dello stabilimento, avvenuta il 18.09.1989, in cooperazione tra loro e con COSTA Emilio (già amministratore delegato della CEMATER S.p.A.), con MATERIA Giuseppe (già Presidente del C.d.A. della MATERIT S.p.A. dal 29.06.84 fino al 01.04.87), con FERRARI Enrico (già Amministratore Delegato della MATERIT dal 29.06.84 fino al 23.06.86), con CUNIOLO Gianfranco (già Presidente del C.d.A. e amministratore delegato della MATERIT S.p.A. dall’01.04.1987 fino alla cessazione di attività dello stabilimento), con GOVERNATO Angelo (già direttore dello stabilimento della VIC ITALIA S.p.A. e, successivamente, della MATERIT di Ferrandina, dal gennaio 1983 fino al 1989) – questi ultimi deceduti – , per colpa generica consistita in negligenza, imprudenza, e/o imperizia, nonché per colpa specifica consistita in violazione di norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali, cagionavano il decesso di ex lavoratori della fabbrica MATERIT (ex CEMATER) di Ferrandina, nonché malattie professionali ad altri lavoratori . Ed un calvario che continua, come riportano i periodici report di Aieab e di Medicina Democratica, anche su altre esposizioni ad altri cicli di lavorazione (come pvc e cvm) in altre aree produttive della Valbasento e del Materano.