Presidente.La vogliamo risolvere la questione delle bufale?

Si susseguono comunicati, prese di posizione,, conferenze stampa, appelli, intervallati dal grido di dolore degli allevatori, costretti a ridurre o a chiudere le stalle e dal muggito delle bufale, che si vedono bistrattate proprio a casa propria, in Campania, dove ‘’ mozzarella e altri prodotti’’ sono diventati un vanto della tipicità locale. Ma la situazione non cambia. Alla Regione non si muove nulla, Tanti faremo e diremo. Ma nei fatti nulla. Si riuniranno un paio di commissioni, convocate dal presidente del consiglio. Ma non si sente la voce imperiosa e ironica, esortatrice del presidente De Luca, che alla Campania dovrebbe tenerci eccome. Che non gli piaccia la mozzarella di bufala? A Gianni Fabbris e ai componenti del coordinamento in difesa del patrimonio bufalino il compito di togliersi ogni dubbio…

COORDINAMENTO UNITARIO IN DIFESA
DEL PATRIMONIO BUFALINO

Presentata a Casal di Principe la mobilitazione straordinaria di tre settimane per dimostrare che “cambiare si può, se si vuole”
Il Movimento denuncia la incapacità della Giunta a dare risposte e chiede l’intervento urgente al Consiglio Regionale, proponendo l’incontro al Commissario
mercoledi 22 giugno ad Aversa la prima di una serie di iniziative

Gianni Fabbris, in apertura della Conferenza stampa ha reso pubblico il documento con cui il Movimento degli allevatori si rivolge direttamente al Presidente del Consiglio Regionale ed ai capigruppo. Si legge nel documento “In Provincia di Caserta sono tre gli elementi principali della nostra preoccupazione. La grave crisi generale che si sta abbattendo su tutto il settore produttivo agroalimentare del Paese che impatta con il vertiginoso e sempre più fuori controllo aumento dei costi produttivi; la condizione già di per se drammatica della parte allevatoriale della filiera colpita negli anni scorsi dal fallimento delle strategie dell’eradicazione messe in campo dalla Regione; il pasticcio istituzionale in cui si è impantanata l’azione di governo.”

Forte il grido di allarme di Fabbris che si rivolge ai consiglieri ” per chiedervi un incontro, per sollecitarvi ad assumere urgentemente e direttamente l’iniziativa e per esprimervi tutta la nostra preoccupazione per l’aggravarsi della crisi nel comparto bufalino e la sempre più evidente incapacità istituzionale di governo nel dare indicazioni chiare e responsabili.”

Fabbris, denunciando la incapacità della Giunta Regionale di dare risposte all’altezza dei problemi, nel mentre si chiede “se c’è qualcuno e chi tiene in ostaggio il presidente De Luca e la giunta”, chiede al consiglio regionale di “assumere responsabilità diretta anche perché, per il regolamento della Regione, è il Consiglio competente a decidere e non la Giunta, sempre più evidentemente vittima di grandi condizionamenti”.
Chiare le sue parole: ” Abbiamo, anche recentemente dovuto sottolineare come sono irresponsabili e inopportune, per esempio, le dichiarazioni del Dott. Antonio Limone, responsabile dell’IZSM che invece di facilitare la riforma che porta ai risultati positivi, continua a riproporre con toni inaccettabili e offensivi per la dignità degli allevatori e dei cittadini un modello di intervento che ha già dato ampia prova di avere ampiamente fallito.

La stessa nomina del Commissario Straordinario per l’applicazione del Piano (di cui comunque sottolineiamo i confini non chiari sul piano istituzionale e politico) corre il rischio di essere l’ennesima possibile occasione mancata se non si definisce un Piano condiviso ed efficace da applicare.

Preoccupati della situazione, riaffermiamo come prioritario l’obiettivo di ristabilire un clima di fiducia e collaborazione piena fra le istituzioni, i cittadini e gli allevatori. Perché questo accada, nel mentre vi sottolineiamo la nostra piena disponibilità a collaborare alle soluzioni, non possiamo che invocare la chiarezza e la trasparenza delle scelte che la politica deve mettere in campo e che finora sono mancate.

Per questo, ci appelliamo a voi, al Consiglio Regionale della Campania, di cui abbiamo apprezzato i segnali di ascolto e la disponibilità al confronto, oltre che il tentativo di tenere aperta una via istituzionale che consideriamo decisiva per superare quelle che il Vicepresidente Bonavitacola ha definito “incomprensioni”.

Ci appelliamo a voi per esortarvi a scendere pienamente in campo esercitando i vostri poteri. Del resto, il Piano contro la Brucella e la TBC, avendo un carattere di programmazione e tenendo insieme obiettivi, strumenti e misure che vanno oltre la vicenda sanitaria, è di competenza proprio del Consiglio Regionale.

Riportare il confronto nella sede competente del Consiglio Regionale sarebbe un primo segnale per ricostituire le condizioni di trasparenza indispensabili a rasserenare gli animi ed eviterebbe, per altro, ulteriori azioni nelle sedi di diritto per far valere la correttezza degli iter istituzionali.

Il Presidente del Consiglio ha già incardinato un primo percorso utile convocando le due Commissioni Congiunte (Agricoltura e Salute) con “potere deliberante”. Diversi consiglieri con loro atti, interpellanze e interrogazioni chiedono di fare chiarezza.

Vi chiediamo di proseguire e rafforzare questi percorsi fino ad arrivare ad una discussione in aula ma, anche, di istituire un tavolo di lavoro aperto alle realtà sociali ed ai sindaci del territorio per confrontare le soluzioni condivise di cui abbiamo bisogno; un tavolo garantito dalla vostra pluralità e dalla forza del vostro mandato. Un tavolo di trasparenza vero, garantito dal Consiglio Regionale è per noi, oggi, il luogo più autorevole per riportare nella correttezza istituzionale il confronto per la ricerca delle soluzioni.
Speriamo, anche in ragione dell’addensarsi di molti problemi e dei molti segnali di crisi che stiamo rilevando, di poter essere ricevuti nel più breve tempo possibile per potervi presentare direttamente le cinque proposte che abbiamo avanzato pubblicamente e che consideriamo decisive per avviare a soluzione la crisi. ”

E’ con queste parole che, dopo aver ricordato i motivi per cui il Coordinamento chiede al Consiglio Regionale un incontro urgente e un intervento risolutivo per costituire uno spazio di confronto vero (con l’azzeramento della delibera regionale che ha incaricato i cosiddetti esperti alla stesura del piano e del tavolo di trasparenza che in realtà ha avuto solo il compito di fare una inutile e stucchevole propaganda) il Coordinamento annuncia che, se l’incontro col Consiglio regionale avrà un esito positivo “allora si saranno costituite le condizioni per incontrare il Commissario Straordinario cui, ribadiamo, tutti gli elementi di perplessità sul percorso che lo ha determinato ma, anche, tutta la nostra disponibilità a facilitare il lavoro se questo è fondato sull’obiettivo di realizzare un piano credibile che, al momento, la Giunta Regionale non è in grado di garantire”.

E’ toccato a Pasquale d’Agostino (allevatore e rappresentante della Lega Bufalina) sottolineare la gravissima situazione nelle campagne casertane “ormai allo sbando, senza avere certezze con la Regione Campania che ha annunciato interventi ma, in realtà ha dirottato i fondi regionali su Salerno e ad altri settori lasciando gli allevatori casertani nella crisi”.

Raffaele Diana (incaricato dal Coordinamento di promuovere la Rete dei Municipi Rurali e di seguire le iniziative dei comuni ha dato conto della delibera con cui diversi comuni del Casertano stanno sostenendo le iniziative del movimento e che sarà la base su cui nella serata di mercoledi sera alla fin e della giornata straordinaria di mobilitazione saranno convocati i Consigli Comunali aperti dei comuni a Roma il 13 luglio.

La Conferenza stampa è stata conclusa da Peppe Pagano che, per conto del Coordinamento, ha dato conto di come si svolgerà la prima serata delle tre settimane di iniziative che si concluderanno con la mobilitazione a Roma del 13 luglio.

Mercoledi 22 giugno l’appuntamento è alle ore 20 all’Arco dell’Annunziata per procedere a piedi in un “corteo in memoria delle 300 aziende che hanno già dovuto chiudere” preceduti da una banda funebre, da una corona di fiori e dalla bufala trainata a spalla fino alla Piazza Don Diana di fianco al Comune di Aversa,

Qui in memoria delle aziende chiuse per colpa degli errori della Regione dalle ore 21,30 (in uno spazio in cui verrà allestito un cimitero virtuale con 300 lumini circondato da trentatre sedie in rappresentanza delle altrettanto aziende che hanno l’ordine di abbattimento totale delle stalle) andrà in scena l’assemblea nazionale e territoriale con circa venti interventi per lanciare la campagna nazionale e per sostenere con i sindaci e le associazioni di territorio le ragioni degli allevatori,

Al termine (alle 23) verranno letti l’appello di convocazione a Roma della manifestazione e l’appello al Consiglio9 regionale perch+ “CAMBIARE SI PUÒ SE SI VUOLE MA, SE NON ORA, QUANDO?”

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