Lo hanno fatto con noi i residenti del borgo Picciano A, e non solo, invitandoci a verificare sul campo come la strada provinciale n.6 Matera-Gravina sia diventata come l’autodromo di Monza, dove auto e tir sfrecciano a velocità sostenuta, e con il rischio continuo di incidenti (anche mortali, come testimoniano le croci lungo il tracciato). E altrettanto fanno con il presidente dell’Amministrazione provinciale Piero Marrese. Cronometro alla mano i 100-120 chilometri passano a razzo… e del resto la segnaletica è scomparsa ( a quando la manutenzione ?) e non esiste alcuna forma di rallentamento. E quando è sera o cala la nebbia il rischio che qualcuno ci rimetta la vita aumenta. Non ci sono occhi di gatto a segnare la carreggiata, fatta eccezione per un ”timido” bagliore di lampeggiatori nel tratto che dal borgo porta a un altro incrocio pericolosissimo che collega l’altra pericolosa provinciale ( la Matera- Grassano, che riceve tutto il traffico pesante e non solo dalla deviazione della Bradanica) con la bretella che conduce alla ” Selva” per Gravina e al borgo Venusio.

Qui servono rallentatori fisici come le ”rotonde”. e del resto gli esempi concreti che si possono fare ci sono. Quelle realizzate lungo la statale Appia tra Manduria, Massafra e Taranto ne sono una conferma. Avevamo già parlato della pericolosità dell’arteria nel servizio dell’ottobre scorso https://giornalemio.it/cronaca/sicurezza-borgo-picciano-a-rischio-e-arriva-il-maltempo/ ma senza risultato, fatta eccezione per la perdita di acqua che causava l’immelmamento periodico e la Provincia qui è intervenuta. La situazione del traffico peggiora anche perchè la strada da via Gravina si innesta al Paip e all’area industriale di La Martella e alla discarica comunale. Un problema di sicurezza che interessa tutti, Comune (invitiamo il neo assessore alla Mobilità Michelangelo Ferrara a fare una capatina da queste parti) Prefettura e forze dell’ordine, prima che accadano altri incidenti. Del resto il fondo stradale, a causa del traffico pesante, è dissestato e il fattore sicurezza lascia a desiderare. Occorre una terapia d’urto. Le soluzioni ci sono. Servono sopralluoghi, progetti e interventi di spesa. Restano le preoccupazioni dei residenti e di quanti percorrono giorno e notte quella strada.
La sicurezza è un bene sul quale investire, senza dimenticare le esigenze reali di quanti vivono nei borghi, come i i cittadini di Borgo Picciano A -Alle buone intenzioni, agli annunci, spesso di campagna elettorale in vista delle comunali o delle regionali passate e future devono seguire i fatti.