Gaspare, Baldassare, Melchiorre e Antonio…da Serravezza, che tira il cammello per la cavezza. I primi tre in groppa e lui a piedi. Ma a ragione perchè vuole che si faccia una figurone anche con le prenotazioni on line su ticket one. La rima ci sta tutta per dispensare a Luca Prisco e ai suoi piccoli utili consigli per non lasciare nulla al caso. L’organizzatore e i suoi sono al lavoro , e da tempo, perchè un evento atteso come il Presepe nei Sassi, quest’anno tutto nel Caveoso, offra il meglio di sè nei diversi aspetti. E questo perchè si svolge negli antichi di rioni di tufo che sono un ”presepe nel presepe”. Nel frattempo cresce l’attesa per la prima del 7 dicembre 2021 per riassaporare quel clima della Natività tra figuranti, ambienti e per la suggestiva grotta di Betlemme con i Magi in attesa di portare doni al Bambino e a Matera. Una città che deve darsi una mossa a vari livelli: da chi la governa, che non ha ancora trovato la stella cometa ( non ce ne sono cinque…ma una) a quanti continuano nel solco dell’immobilismo e dell’assistenzialismo ” E il Comune che fa per Natale, Capodanno, Carnevale, e via elencando”. Siamo alle solite e ricorrenti domande in assenza di un piano strategico del turismo,che volutamente manca, e che sia gestito a tempo pieno da professionalità esterne che possano monitorare il settore e programmare il da fare, ma facendo sistema. Le divisioni, spesso strumentali, tra Comune, Apt, Regione e non solo (aldilà delle smentite di facciata) sono il segnale che i compari di presepe hanno sbagliato scenari e meriterebbero di percorrere 1000 volte la via di Damasco. Antonio Serravezza da quarto ”re magio” della Natività ha indicato una traccia. E magari, ma questo devono farlo altri, per coinvolgere anche altri pezzi di città o dei Sassi. Dal ”Ponticello” al Barisano porgono e attendono una mano…

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LE RIFLESSIONI DI SERRAVEZZA

Sono passati una decina di anni quando iniziò l’evento del Presepe vivente. Fu un grande successo con la previsione di cinquemila visitatori al giorno. All’epoca il percorso iniziava dagli ipogei di Piazza Vittorio Veneto e attraversava sia il Sasso Barisano che quello Caveoso con la partecipazione di oltre 160 figuranti e con la speciale collaborazione di supervisor
di Susanna Susy Tartari, art director e direttrice di progetto presso Rievocare Italia. Fu un grande successo grazie anche alla collaborazione di Crispiano. L’idea di Luca Prisco fu sposata in pieno dell’allora sindaco Salvatore Adduce che vide lungo e che diede seguito facendo diventare un evento annuale. I primi due anni furono eventi spettacolari e molto professionali sia per la realizzazione dei siti che per rappresentazioni e figuranti. C’è da sottolineare che all’epoca il biglietto per la visita del Presepe vivente ammontava alla metà di quanto costi oggi, solo cinque euro ed era più popolare e abbordabile per tutti. Negli anni ci sono state molte sbavature con l’utilizzo di luci al neon, capanni realizzati con materiali non adatti per l’epoca che dovevano rappresentare, figuranti con le scarpe da ginnastica o che mostravano l’orologio al polso. Oggi il costo del biglietto è raddoppiato e costa dieci euro, si prevedono circa cinquantamila visitatori e speriamo che questi maggiori introiti aiutino l’organizzazione a curare meglio tutto il percorso che quest’anno si snoderà per vinca un chilometro partendo da piazza San Pietro Caveoso per continuare verso le Malve e Via Casalnuovo. Sarà senz’altro un successo. La novità di quest’anno è che i biglietti possono essere acquistati solo tramite TicketOne.it è il sito di biglietteria per il commercio elettronico leader in Italia per eventi di musica, spettacolo, sport e cultura.