Nel corso di una conferenza stampa tenutasi in modalità online, con diretta su Facebook, è stato presentato ufficialmente il progetto di rete e sinergia “Economie di libertà”, che coinvolge le regioni Calabria e Basilicata. Obiettivo è di fare rete, a tutela di quanti sono stati vittime di usura ed estorsione. I lavori sono stati introdotti dalla giornalista Maria Paola Vergallito. Sono stati individuati 5 presidi della legalità, 3 in Calabria (Cetraro e Cassano allo Ionio (CS), Limbadi (VV) e 2 in Basilicata (Potenza e Montescaglioso (MT), che diventeranno veri e propri punti di riferimento operativi per portare avanti le attività del progetto ed offrire aiuto e assistenza per le vittime di usura o di racket. Si tratta di territori cruciali, nei quali da tempo esistono realtà importanti ed attive in tal senso. E’ stato attivato un numero di telefono contattabile 24 ore su 24 (338 860940): risponderanno persone valide che forniranno consigli idonei oltre che infondere coraggio. Il progetto è promosso dalla Fondazione nazionale Interesse Uomo Onlus e finanziato dal  Ministero degli Interni nell’ambito del progetto operativo legalità. Partner ufficiale la Fondazione antiusura S. Matteo Apostolo di Cassano allo Ionio (CS); altri partner importanti sono l’Associazione FAI Antiracket “Falcone – Borsellino” di Montescaglioso, l’organizzazione di volontariato S. Benedetto Abate di Cetraro, l’Università della Ricerca, della Memoria e dell’Impegno “Rossella Casini” di Limbadi. Il progetto è stato presentato da don Marcello Cozzi, presidente della Fondazione Interesse Uomo, il vescovo di Cassano allo Ionio Monsignor Francesco Savino, i referenti dei presidi di legalità don Ennio Stamile per Limbadi e Cetraro ed Ambrogio Lippolis per Montescaglioso. E’ stato sottolineato il fondamentale ruolo rivestito dall’informazione; agli operatori della comunicazione è stato chiesto di “adottare” il progetto, arrivando ovunque nei territori di riferimento, per trasmettere il messaggio di una via di uscita e che nessuno deve sentirsi e restare solo.

Don Marcello Cozzi ha evidenziato come il progetto Economie di libertà si inserisca in un percorso, già avviato da circa un anno come Fondazione antiusura nazionale con sede a Potenza, insieme ad altre Fondazioni antiusura del Sud, come quella di Cassano allo Ionio. Dal percorso avviato sta emergendo come la pandemia abbia amplificato problematiche già preesistenti; c’è bisogno di mettere insieme i percorsi e le forze, per poter affrontare i problemi molto presenti nei territori interessati come usura ed estorsione. Il percorso interessa come territori d’azione Basilicata e Calabria; negli anni c’è stato modo di conoscere tante situazioni di usura ed estorsione in Calabria, che ha portato ad operazioni giudiziarie. Ha sottolineato la storia delle associazioni invitate a far parte del progetto, come importante è l’esperienza dell’associazione antiracket  e antiusura “Falcone – Borsellino” di Montescaglioso, la prima ed unica con queste caratteristiche in Basilicata. I cinque presidi della legalità saranno sportelli operativi per incontrare le persone in difficoltà economica, dar loro un accompagnamento legale e psicologico. Si tratta di fornire un servizio ma anche restituire loro la libertà; ha affermato che la persona “vittima di usura ed estorsione non lo è più”.

Monsignor Francesco Savino, vescovo di Cassano allo Ionio, ha rivolto un messaggio di vicinanza ed incoraggiamento alle vittime di usura ed estorsione, in favore delle quali deve essere indirizzato tutto l’impegno, svolto in modo interregionale, come squadra e non in maniera individualistica. Si vuole liberare chi è oppresso dagli strozzini ed ha perso, oltre che la sua libertà, anche la sua umanità. La denuncia deve essere collettiva e comunitaria; la vittima di usura e racket non deve mai sentirsi sola. Si deve perseguire un’economia di uguaglianza  e di libertà.

Don Ennio Stamile ha evidenziato l’attuale attenzione della cronaca e delle inchieste giudiziarie su Limbadi e come si faccia riferimento solo ad una parte di essa. Si deve porre attenzione anche verso chi opera per la crescita di questa realtà, a chi occupa gli spazi confiscati alla ‘ndrangheta, a liberare i territori da questa piaga.

Ambrogio Lippolis, presidente dell’Associazione FAI Antiracket “Falcone – Borsellino” di Montescaglioso, nata nel 1994, in un periodo buio della sua storia recente. Il sodalizio è nato grazie al coraggio delle vittime dei fenomeni criminosi (tra le quali è inclusa la sua stessa persona), che ha portato a sentenze giudiziarie che hanno ridato forza e serenità alla comunità. Ha definito ambizioso il progetto “Economie di libertà”, intessuto tra le realtà lucane e calabresi. Sarà offerto un valido supporto di accompagnamento psicologico a chi avrà bisogno di aiuto, alle persone che hanno già denunciato e a quelle che hanno voglia di denunciare. Chi è vittima di queste situazioni non esce da solo da questo stato di crisi. Un ringraziamento particolare, tra i tanti che hanno assistito online all’iniziativa, è stato riservato a 3 classi dell’Istituto “Pitagora” di Policoro, istituto scolastico del Metapontino, guidato dalla dirigente M. Carmela Stigliano, oltre che ai docenti che stanno curando un importante progetto di legalità con i loro alunni.