Topolino, autore di furti e furtarelli che riesce a farla franca,Massimo e Checco che si beccano tutte le colpe del malaffare, la buonanima del marchese Donnaperna abituato a prendersi le donne del popolo, Mamma Lucia la santona pugliese che attrae devoti da ogni dove, Eminenza Cefalo esempio di italiano amorale e poi le storie e le vicende di Pier Paolo Pasolini, Danilo Restivo ed Elisa Claps, del ferroviere Bruno Bellomonte, assolto dopo 29 mesi di ingiusta detenzione. Sono questi i personaggi che si ritrovano – strano, ma vero – a Pomarico (Matera) nell’ultimo romanzo di Nunzio Festa.
Lo abbiamo letto – e con tutta la deconcentrazione che la cosa comporta – in formato elettronico, riagguantando il filo del discorso tra le situazioni, le vicende, le riflessioni e i riferimenti annodati tra i quattro capitoli del lavoro. Per Nunzio, che ringrazia dopo 140 pagine Mariolina Venezia, Maya e Ti di Malatempora e Francesca Maruccia, è senz’altro il lavoro più corposo realizzato alle presepe con la ridondante ”vox populi” che tra disinformazione e pregiudizi emette sentenze sommarie, senza un pizzico di obiettività e del beneficio del dubbio per quanti – magari a loro insaputa- finiscono sulla bocca di tutti forse immeritatamente.
Ma altri dovrebbero finirci, ma la fanno franca perchè non sono credibili per aver agito nell’ombra o perchè godono di coperture, che gli sfortunati non hanno. E il poeta, scrittore, comunicatore, giornalista e comunicatore impegnato Nunzio Festa non si fa pregare ed è capace di tanta ironia. I quadretti sui devoti pomaricani di Mamma Lucia, che si apprestano a levatacce all’alba per portarle in dono frutta e bottiglie di olio extra vergine di oliva, e le perplessità di un minore che al pellegrinaggio proprio non ci vuole andare sono senz’altro tra le pagine più simpatiche del libro.
Ma ce ne sono altre che colpiscono, per esempio, per la vita di migranti che colpiscono meridionali, romeni, che si rinfrancano dal disagio cantando e accompagnando con un bicchiere di vino. E poi c’è l’universo, di amici, parenti, sacerdoti, bempensanti,luoghi e monumenti come il palazzo marchesale che pullula di speranze, attività e progetti in attesa di benedizione. Ma a questo dovrebbe pensarci il patrono di Pomarico, San Michele, dopo l’offerta della cera.
A Nunzio l’onere di accendere lo stoppino.. con nota critica di Marino Magliani,.in una delle pagine del libro edito da Besa Salentobooks.
