Loro insistono perché ci credono fino in fondo alla portata strategica della ferrovia Matera-Ferrandina –La Martella e prosecuzione in direzione adriatica. Gli animatori dell’associazione “Matera Ferrovia nazionale’’ guidati dall’indomito Nicola Pavese non perdono occasione per insistere sull’argomento,anche quando batte il solleone e in piazza Vittorio Veneto, a Matera, la gente si sofferma, chiede, si stupisce come mai la “Capitale’’ europea della cultura 2019 abbia bucato anche questo appuntamento, per un collegamento che avviene in Valbasento grazie a bus navetta con orari da armonizzare. E gli attivisti ben volentieri sintetizzano perché e per come la “vergogna’’ , e non solo per la ferrovia, ma anche per altre infrastrutture come la strada statale Ferrandina Matera, la Bradanica o il Teatro si è su un binario morto. Serve uno scossone e il volantino verde dell’associazione, distribuito anche in Valbasento, riassume quello che è stato fatto, si attende venga fatto con i bandi per complessivi 210 milioni di euro destinati al completamento della tratta che entrerà in esercizio nel 2024. Per il prolungamento silenzio o quasi. Ma la politica tace in attesa di cercare la quadra… E l’Associazione invita a non alimentare quella tendenza, mai sopita, che la ferrovia non serve a nessuno. Perché è quello che vogliono quanti vogliono che non si faccia, per stornare quattrini altrove come è capitato nelle passate legislature regionali e con il silenzio assenso, se non totale asservimento, di quelli che avrebbero dovuto rappresentare la provincia di Matera. Purtroppo i venduti ci sono sempre…Qualcuno osserva che occorrono chiarimenti. Li attendiamo dal Parlamento e da tutti i soggetti coinvolti nel Progetto. Di seguito le note del caso: Associazione Ferrovia Nazionale e di Nicola Locuratolo.


COMUNICATO STAMPA

I cittadini materani, gli operatori turistici e gli imprenditori sono sempre più consapevoli dell’importante supporto del treno per il futuro della Città dei Sassi e dell’intera Basilicata. Che poi è quanto emerso già nelle settimane scorse nelle assemblee territoriali di Tito (PZ) e Ferrandina-Scalo Matera promosse dall’Associazione “Matera Ferrovia Nazionale”. Nel terzo appuntamento, che si è tenuto in piazza Vittorio Veneto a Matera, dinanzi a un pubblico attento e motivato e a non pochi vacanzieri, si è parlato di “Ferrovie, Turismo, Imprese, Sviluppo”, quindi dello stato dell’arte riguardante il completamento della tratta delle Ferrovie dello Stato Ferrandina-Matera e del suo prioritario e fondamentale prolungamento per Bari e per il Salento, via Gioia del Colle. Una infrastruttura che avrebbe non poche ripercussioni positive per il nostro territorio rimasto in uno stato di sostanziale arretratezza di strade e ferrovie.
Attraverso i vari interventi degli esponenti del sodalizio materano promotore dell’incontro, del Consorzio Albergatori Matera, dell’Associazione B&B, dell’Unione Pro Loco Basilicata, del Comitato Zes-Zona Franca Urbana e con il sostegno dei vertici sindacali di Cgil, Cisl e Uil, è stata sottolineata e condivisa l’importanza strategica dell’asse ferroviario Salerno-Potenza-Matera-Bari-(Taranto-Lecce), per la cui realizzazione l’Associazione “Matera Ferrovia Nazionale” chiede di finanziare l’ultimo segmento dalla Città dei Sassi fino a Gioia del Colle (stazione equidistante da Bari e da Taranto). Matera, infatti, può attrarre (via Ferrandina) il turismo proveniente da Salerno, dal Cilento, dalla costiera amalfitana, da Pompei, da Napoli e dalle isole partenopee, e dal lato inverso (via Gioia del Colle-Taranto) intercettare i turisti diretti o di ritorno da Lecce e dal Salento.
E a questo asse ferroviario che unirebbe il Tirreno, all’Adriatico e allo Jonio sono legati anche i possibili collegamenti con i porti di Bari, Taranto, Brindisi, Salerno e Napoli per l’import/export delle merci. Discorso, quest’ultimo, strettamente riferito all’attuazione della Zes Jonico-Lucana e della Zona Franca Urbana, verso le quali sono rivolte le attenzioni di quella imprenditoria che non sottovaluta i riconosciuti vantaggi delle FS e che guarda con lungimiranza al futuro di Matera e del territorio regionale. E non da meno con la tratta SA-PZ-MT-BA-(TA-LE) si rilancerebbero le diverse zone industriali sia del Potentino che del Materano, assicurando nuovo impulso anche alle aziende di Jesce (con scalo logistico e passeggeri) a partire da Ferrosud alle prese con una crisi sempre più drammatica. Temi e riflessioni di grande attualità che hanno coinvolto il pubblico nel dibattito su una regione che ha bisogno di investimenti, lavoro e nuovi cantieri per superare ritardi e criticità occupazionali.
Ma lo sviluppo passa anche dalla valorizzazione turistica delle incantevoli montagne dell’entroterra lucana fino al mare: dal Melandro-Marmo-Platano a Rifreddo, alle Dolomiti Lucane, al Parco di Gallipoli-Cognato, alle colline del Materano, alle spiagge del Metapontino. In questo modo si arginerebbe, soprattutto nelle aree interne, il sempre più preoccupante abbandono dei piccoli centri e il triste fenomeno dell’emigrazione. Di qui l’importanza di assicurare attraverso il trasporto su gomma il potenziamento capillare dei collegamenti tra Potenza e Matera con i paesi e le diverse realtà regionali più dinamiche. Che significa innanzitutto evitare le tante sovrapposizioni di linee extraregionali di bus di diverse aziende. Al treno, che arriva nel cuore delle città, si dovrebbero affidare, invece, i collegamenti sulle lunghe distanze verso il centro-nord del Paese. E con il treno statale (che nella composizione trasporta ogni volta da 800 a 1200 passeggeri) si eviterebbe alla città di Matera l’arrivo sconsiderato di 300-400 bus al giorno con relativo inquinamento da traffico, che oltre a danneggiare la salute delle persone, deturpa le facciate degli ormai celebri monumenti cittadini. In questo quadro di ottimizzazione intermodale della mobilità, vanno evitati prima possibile, da parte dell’ente Provincia i numerosi disservizi ancora presenti nei collegamenti su gomma tra Matera e la stazione di Ferrandina che penalizzano oltremodo i cittadini (costretti ad usare il mezzo privato) e i turisti provenienti dalla dorsale tirrenica.
Nel corso della recente serata materana, inoltre, è stato evidenziato a più riprese e con vero rincrescimento che la politica (dai parlamentari alle autorità regionali e locali) è completamente assente e lontana da queste problematiche di sviluppo. È proprio per superare questo stato di inerzia e di immobilismo, per cui non si utilizzano le risorse disponibili di FS, dei fondi europei e governativi, è stato deciso di organizzare in autunno un vertice al fine di discutere su queste emergenze e individuare prospettive che devono dare nuova linfa alle diverse attività produttive e imprenditoriali, insieme a risposte occupazionali alle nuove generazioni.

Con preghiera di pubblicazione.

Associazione “Matera Ferrovia Nazionale”

E quella di Nicola Locuratolo

Ho letto e riletto più volte il foglietto verde distribuito dall’Associazione “Matera Ferrovia Nazionale” ma nella testa mi è rimasta una gran confusione,non si evince infatti una chiara via risolutiva del secolare isolamento della città di Matera.
All’inizio(4° rigo) si inizia con l’ammodernamento, la velocizzazione e il rilancio della tratta Salerno-Potenza-Metaponto, ma subito dopo si passa alla strategica tratta Salerno-Potenza-Ferrandina-Matera-Gioia del colle-Bari. E la terza chicca viene enunciata subito dopo in successione con un “Ecco perchè la trasversale Salerno-Bari (via Potenza-Matera) deve diventare un obiettivo importante ed irrinunciabile di tutti i Lucani.”

Di fatto la tratta, in prima battuta, Salerno-Metaponto-Taranto viene fatta saltare dalla tresversale Salerno-Bari (via Potenza-Matera) che non può arrivare da Ferrandina, ma per forza da Salandra, relegando la “resuscitata” Stazione di Ferrandina ad un ruolo di Stazione moderna e già “musealizzata”.
Stranamente viene fatto solo un accenno molto poco significativo sul porto di Taranto che vede la sua area interportuale collocata nella piana di Pisticci-Ferrandina; questa sì che è una opportunità inaspettata e fortunata per il nostro territorio e solo se si correda in fretta della necessaria linea infrastrutturale ferroviaria di A.C.(Alta Capacità) che può correre sul binario adriatico Mi-R.Calabria-Pa (via Matera) attesa la richiesta fatta dalle Comunità pugliesi dell’Alta Murgia di collegamento con Gravina di Puglia e Spinazzola sulla direttrice di Cerignola -Foggia.
Ma di questa soluzione ottimale per la città di Matera, non c’è traccia alcuna. Siamo sempre nel marasma e nella nebbia ancora sempre più fitta.