Con una serie di comunicati in sequenza, si alza il livello della polemica sulla sorte di due progetti strategici per la Basilicata, quello sul “Green Digital Hub” di Tito e quello sull’ex “Zuccherificio di Policoro”. A sollevare la questione sono stati, ieri in una conferenza stampa, il vice presidente del consiglio regionale della Basilicata, Angelo Chiorazzo, e il capogruppo di Basilicata Casa Comune, Giovanni Vizziello che hanno inteso denunciare: “il diverso e contraddittorio atteggiamento assunto dalla Regione Basilicata sui due progetti strategici finanziati nell’ambitodella medesima misura nazionale“, pur essendo la stessa “partner istituzionale del progetto e pur insistendo l’intervento su un’area pubblica e su immobili già di proprietà regionale, quale l’area ex Liquichimica, ha progressivamente accompagnato il progetto verso un vero e proprio binario mortoamministrativo, fino al sostanziale definanziamento dell’intervento.” Ai due esponenti politici è apparso “singolare che, mentre il progetto di Tito veniva progressivamente abbandonato, il finanziamento ministeriale originariamente assegnato al GreenDigital Hub sia stato successivamente reimpiegato per sostenereil progetto SI FA – Società & energia: il Futuro dellaBasilicata, rispetto al quale la Regione non solo è subentrata, ma ha assunto addirittura il ruolo di soggetto proponente,soggetto attuatore e stazione appaltante”. Tutto questo nonostante “A differenza del Green Digital Hub, che insisteva su un’areapubblica regionale, il progetto ‘SI FA’ riguarda un’area e unimmobile privati, appunto quelli dell’ex Zuccherificio diPolicoro, relativamente ai quali dagli atti emerge una promessadi vendita in favore della società La Cascina Costruzionis.r.l.’ presieduta dall’attuale assessore regionale alla Salute, Cosimo Latronico, all’epoca della sottoscrizione degli accordi di partenariato“. A fronte di tali dubbi e perplessità Chiorazzo e Vizziello hanno annunciato di aver “presentato una articolata interrogazione consiliaree una richiesta di accesso agli atti finalizzate ad acquisire tutta la documentazione amministrativa, tecnica, patrimoniale e finanziaria relativa sia al Green Digital Hub sia al progetto’SI FA'” e chiesto “al presidente Bardi di offrire rispostechiare ai nostri interrogativi.”

A fronte di queste posizioni l’amministratore delegato del Consorzio Train, capofila del progetto Si Fa- Società & energia: il Futuro della Basilicata, Filippo Ragazzo, contesta il tentativo di legare le sorti di Policoro a quelle del progetto di Tito Scalo e in una dichiarazione afferma che si tratta di un accostamento forzato: “La Regione Basilicata non ha investito in proprio nemmeno un euro sul progetto ‘ Si fa’, nè ha sottratto risorse all’altro progetto di Tito Scalo. Il finanziamento ottenuto dal Consorzio sul progetto, pari a 30.9 milioni è concesso al 100% dal Dipartimento per la Coesione Territoriale e per il Sud, di cui usufruirà l’intero partenariato, compresa la Regione Basilicata, per la sua realizzazione. Sono progetti entrambi finanziati, sviluppati su tematiche completamente diverse, entrambi importanti per la nostra Regione, che viaggiano su due binari paralleli, che hanno in comune solo la legge di finanziamento”, ha spiegato Ragazzo che ha aggiunto: “non comprendo le notizie diffuse ieri e non comprendo il nesso di legare le vicissitudini del progetto Si Fa – che trasformerà l’ex zuccherificio di Policoro in un hub tecnologico incentrato sulla povertà energetica, a disposizione del territorio e dell’intera nazione – a quelle del progetto Green Digital Hub Basilicata. Il nostro progetto è indipendente da tutti gli altri progetti finanziati dal bando, attenzionato in tutti questi anni dal Consorzio che ha superato i tanti nodi critici posti dalla procedura negoziale a partire dall’approvazione del Piano d’ambito, fatta dal Comune di Policoro nel 2025, fino ad avere nel partenariato una Stazione appaltante qualificata, appunto come la Regione, così come richiesto dal nuovo codice degli appalti del 2023″.”

E come in una partita di ping-pong a tambur battente ecco che con un comunicato stampa Chiorazzo e Vizziello replicano: “Apprendiamo con non poche perplessità dalle dichiarazioni rese dall’Amministratore Delegato del Consorzio Train che il finanziamento ministeriale relativo al progetto ‘SI FA’ di Policoro sarebbe aggiuntivo e non sostitutivo rispetto a quello originariamente assegnato al Green Digital Hub di Tito”.
È quanto si legge in una nota diffusa da Basilicata Casa Comune.
“Se così fosse – prosegue BCC – non si comprenderebbe per quali ragioni tale circostanza non sia mai stata chiarita fino ad oggi dal Governo regionale, né nelle risposte alle interrogazioni consiliari presentate, né rispetto alle richieste pubbliche avanzate dal Sindaco e dal Consiglio comunale di Tito, che da mesi chiedono chiarezza sul destino del Green Digital Hub”.
“Le dichiarazioni rese dal Consorzio Train impongono quindi alla Regione Basilicata di fare immediatamente piena luce sul reale stato di attuazione del progetto Green Digital Hub, chiarendo se il finanziamento ministeriale risulti ancora disponibile, quali siano gli atti eventualmente adottati e quali decisioni intenda assumere il Governo regionale rispetto a un progetto strategico atteso da anni dal territorio”.
“Allo stesso tempo – continua la nota – restano fermi tutti gli interrogativi già posti con l’interrogazione consiliare e con la richiesta di accesso agli atti relativamente al progetto ‘SI FA’, a partire dalla vicenda concernente l’acquisizione dell’immobile dell’ex Zuccherificio di Policoro da parte della società ‘La Cascina Costruzioni s.r.l.’, presieduta all’epoca dell’adesione al partenariato dall’attuale Assessore regionale Cosimo Latronico”.
“Non stiamo formulando accuse, ma continuiamo a ritenere necessario che su una vicenda così rilevante vi siano trasparenza assoluta, chiarezza amministrativa e risposte istituzionali puntuali nei confronti dei cittadini lucani e delle comunità interessate”.

Iscritto all’albo dei giornalisti della Basilicata.