Durante la conferenza stampa convocata dall’amministrazione cittadina per fare il punto sui lavori di realizzazione del Parco Intergenerazionale in corso in Piazza della Visitazione, l’assessora Dina Gaudiano ha assicurato che i lavori strutturali dovrebbero essere ultimati entro il 2025, mentre quelli relativi alle piantumazioni vere e proprie del parco dovrebbero completarsi nel 2026. Questo l’orizzonte temporale. Per quanto riguarda, invece, il destino della condotta idrica rinvenuta durante i lavori di scavo, Gaudiano ha reso noto la scelta di non conservarla fisicamente, ma ne verrà comunque conservata testimonianza, anche in modalità multimediatica, in un apposito spazio collocato nell’area stessa del parco. Queste in sintesi le comunicazioni che si volevano veicolare, anche a seguito della discussione avviatasi a mezzo stampa alimentata anche da parte di ex amministratori che invitavano a conservare il manufatto. E a questo proposito l’assessora, con evidente riferimento alla presa di posizione dell’ex sindaco Bennardi– ha detto: “mi fa sorridere il fatto che venga alimentata questa polemica…considerato che la precedente amministrazione era già consapevole della questione e si era adoperata per poter trovare una forma di salvaguardia alternativa a quella della conservazione…invece proprio adesso gli viene la voglia di dire che la dobbiamo conservare”. Ma quali le ragioni pratiche e temporali che portano a scegliere di abbattere la condotta e non conservarla? “La condotta idrica in questione –spiega Gaudiano- era stata già attenzionata nel momento in cui si era palesato il muro in mattoni al momento dello scavo e la sovrintendenza prima è la stessa commissione regionale per il patrimonio culturale hanno espresso parere favorevole alla demolizione avendo ritenuto che l’opera peraltro già in parte distrutta durante i precedenti lavori che hanno interessato la piazza, poteva essere valorizzata non necessariamente attraverso la confermazione in situ, ma attraverso semmai la narrazione del suo valore, del suo significato e soprattutto delle caratteristiche costruttive.” Da qui la scelta di evitare di fare la scelta conservativa che “andrebbe a interferire con le vuote di progetto del parcheggio più grande previsto, quote che se cambiate potrebbero comportare rischi di allagamento della stazione. La condotta sbucherebbe a un certo punto proprio in mezzo a questo, parcheggio non consentendone la realizzazione.” Inoltre, in base allo stato dell’arte “si andrebbe a fare uno sforzo per salvaguardare qualcosa che peraltro non sarebbe fruibile perché la bellezza della condotta sarebbe quella di fruirla dall’interno, non osservarne la mera cassaforma di mattoni esterna.” Sulla esigenza di una tempistica che non collida con la vita della città ha insistito il Sindaco Antonio Nicoletti che, sopraggiunto a conferenza stampa iniziata, ha parlato di come “Un cantiere di questo tipo, un cantiere nel cuore della città, sicuramente incide come il flusso del sangue, come il cuore con l’arterie e le vene.” “Un intervento a cuore aperto –ha detto continuando in questa metafora chirurgica- con “Il flusso che bisogna chiudere da una parte per consentire che proceda dall’altro lato, sino a quando si riuscirà a fruire di tutta l’opera realizzata.” Per cui, ha sottolineato che “Era importante affrontare questo tema dei sottoservizi e questa condotta che però non ha rilevanza tale da motivare una variazione nel progetto, perché le variazioni del progetto comportano più risorse e più tempi.” E sebbene, ha ribadito: “La sovrintendenza non l’abbia ritenuto un manufatto di particolare pregio, ciò nonostante con la documentazione disponibile e quella prodotta con le nuove tecnologie garantiremo la possibilità di fruire virtualmente di questa condotta. Mentre finora non riconoscevamo neanche l’esistenza. Quindi, senza minimizzare, diciamo che siamo consapevoli di aver scoperto una testimonianza di meno di un secolo fa, di come la città si era dotata di un sistema di gestione delle acque. E che questa documentazione rimarrà visibile e fruibile in maniera virtuale, ma il cantiere non ne deve soffrire, altrimenti ne soffre la città nel suo interesse. Il principio che abbiamo cercato di mantenere, anche se siamo arrivati da poche settimane, è quello di ridurre al minimo l’impatto sulla vita quotidiana della città e rispettare tutte le esigenze legate all’attuazione e al completamento di questo progetto.”

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