Non poteva che finire con un rinvio e una soluzione di attesa per rivedere nella sostanza (investimenti, impegni e garanzie) una ”bozza” di piano industriale- quello che la Ferrocos ha illustrare ai sindacati presso la sede dell’Api – per giungere al fitto del ramo di azienda della Ferrosud di Matera, che produce e riallestisce materiale rotabile. Un passaggio necessario, contrassegnato dal rinvio di un’ora dall’inizio fissato e poi da un confronto cominciato dopo mezzogiorno e conclusosi nel primo pomeriggio, per andare – quando la bozza sarà definita nella ultima stesura- al Ministero per lo sviluppo economico. Ferrocos, che proviene da altra filiera produttiva, ha nella produzione di compattatori per il settore ambientale il settore più consistente di investimento. Il settore del materiale rotabile è una novità e con investimenti (che non conosciamo) pù limitati. E questa situazione nei fatti non garantirebbe la piena di occupazione delle maestranze. I sindacati, naturalmente, chiedono risposte chiare. Se ne riparlerà nei prossimi giorni. Lavoratori in attesa e preoccupati per il loro futuro e per quello dell’azienda. Il senatore Saverio De Bonis(Gruppo Misto) intanto si è attivato con una interrogazione https://www.facebook.com/178948469536215/posts/568604637237261?sfns=mo rivolta al Ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli sulla vicenda Ferrosud. Una storia trentennale che occorre rimettere, con investimenti adeguati e una gestione oculata, sui binari della produttività e dell’occupazione.

LA NOTA DEI SINDACATI FIM CISL, FIOM CGIL E UILM UIL

Ferrosud di Matera, Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil: “Nulla di fatto”. Di seguito la nota integrale.
Si è tenuto nella giornata odierna l’incontro presso Confapi Matera sulla procedura dell’art 47 per il fitto ramo d’azienda da Ferrosud a Ferrocos e per la presentazione del piano industriale della Ferrocos alla presenza dell’Amministratore Unico della Coseco, società che controlla la Ferrocos.
Il piano industriale presentato ha tutta una serie di interrogativi e limiti specialmente per la tenuta occupazionale dell’intera forza lavoro del sito.
Nel contempo le Organizzazioni Sindacali hanno fatto rilevare con forza che, solo facendo investimenti seri e mirati nel settore ferroviario e nel nuovo core business della Coseco, cioè quello dei compattatori per rifiuti, si possono salvaguardare tutti i posti di lavoro.

In data odierna la Ferrocos non è stata in grado di presentare un piano industriale credibile e nello stesso tempo ci sono degli errori procedurali, la procedura infatti prevedeva alcuni fattori che sono stati disattesi.
Il tavolo si è aggiornato nelle prossime ore o nelle prossime settimane per capire se ci sono le condizioni per proseguire questo confronto.
Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil hanno fatto rilevare con determinazione che il sito di Matera va salvaguardato e rilanciato al fine di dare un futuro certo ai 79 artigiani che da anni hanno fatto non solo la storia ma che potranno ancora contribuire al rilancio di un progetto industriale serio e credibile.