“E’ in corso, in queste settimane, un vivace confronto tra l’Amministrazione Comunale di Matera, ed i “residenti” ed “operatori” che negli ultimi 30 anni si sono insediati nei Rioni Sassi e li hanno riportati alla vita, dopo il loro “svuotamento” degli anni ‘50’ – ’60. Residenti ed operatori economici che hanno “creduto” nell’operazione culturale/urbanistica di “risanamento conservativo” avviata dall’A.C. con la Legge speciale n.771/86, e che vedeva nelle “sub-concessioni” degli immobili demaniali, uno dei meccanismi principali per la sua attuazione con il concorso culturale, progettuale ed economico-finanziario, dei cittadini materani. Meccanismo che ha consolidato un “nuovo” assetto urbanistico, socio-economico, giuridico-catastale, che ormai costituisce l’ANIMA dei nuovi Sassi.” Inizia così una nota diffusa a nome della rete “Per la Marcia Cultura e Lavoro“, da Eustachio Nicoletti, che interviene nel dibattito di questi giorni sul futuro degli antichi rioni materani e che così prosegue: “Risultato: i Sassi rivitalizzati hanno consentito a Matera antica di schizzare in un trentennio, da “vergogna nazionale” ad ECoC/2019. In questo contesto, negli ultimi tempi, stanno venendo progressivamente a scadenza le Convenzioni trentennali che regolano le sub-concessioni degli immobili demaniali dei Rioni Sassi, ed è forte la tentazione di trasformare quella che è stata una conquista collettiva, culturale ed identitaria, della comunità materana, in un calcolo ragionieristico di rivalutazione dei canoni di sub-concessione di tale patrimonio immobiliare, che rischia di mettere “fuori mercato” gran parte di quei cittadini (soprattutto “residenti”) che trent’anni addietro hanno creduto, investito ed in ultima analisi realizzato i programmi di “preminente interesse nazionale” che la L.n.771 prevedeva: ridare “vita urbana” ai Rioni Sassi! Con il rischio di aprire il “mercato dei Sassi” al capitale immobiliare, anche internazionale, per i suoi investimenti nel settore del “turismo culturale”: fenomeno che sta generalmente interessando le cosiddette “città d’arte” di tutto il mondo, e che ovunque ci si affanna a gran voce a “regolamentare” (se non ostacolare). La “MARCIA PER LA CULTURA ED IL LAVORO” ritiene che nel rinnovo delle Convenzioni trentennali, e relativi canoni, vada assunto un “atteggiamento prudente”, che non consegni alle regole spietate del “mercato immobiliare” un patrimonio che è l’identità stessa della città, e la sua storia, anche contemporanea: il che significa procedere alla riconferma dell’impianto delle Convenzioni vigenti, con un “addendum” di proroga e di rivalutazione dei canoni di sub-concessioni nell’ambito dei già previsti adeguamenti ISTAT. Convenzioni del resto collaudate (in un quadro di stabilità legislativa – L.771), da oltre 30 anni di applicazione, e che non richiedono pertanto gli ulteriori controlli del MIBACT che si vogliono introdurre: un enorme “macigno burocratico” sulla strada dei rinnovi! Allo stesso tempo però, tale rinnovo è l’occasione per riprendere a ragionare del “futuro” degli antichi Rioni materani, alla luce della ormai affermata “Matera – città d’arte e cultura”, e dei problemi che il massiccio sfruttamento turistico inducono nella qualità della vita della città (congestioni, servizi, canoni locativi, ecc.). La MARCIA chiede pertanto all’Amministrazione Comunale l’adozione di una breve proroga alla scadenza del 30 giugno per consentire, sul tema della rivalutazione dei canoni, un approfondimento e confronto con i cittadini che risiedono e/o operano nei Sassi. Contestualmente, la MARCIA richiede inoltre all’Amm.ne Com.le l’avvio immediato di una ricognizione dello “stato dell’arte” nel processo di rivitalizzazione dei Rioni Sassi (sub-concessioni, recuperi, destinazioni d’uso, sacche d’abbandono, servizi, ecc.), sui cui risultati andranno adottate eventuali misure correttive e/o nuova programmazione con la partecipazione dell’intera comunità materana: dando così organica continuità al processo avviato 40 anni addietro. Il “futuro” dei Rioni Sassi non può essere affidato alle regole del “mercato immobiliare”, o alla burocrazia ministeriale: la programmazione del “futuro” è, e deve restare, prerogativa della comunità materana: che è stata la più importante “conquista” della legge speciale n.771! I RIONI SASSI devono restare DI MATERA!”

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