E merito va alla tenacia della moglie Antonella, dei figli Stefano e Nastasia, che non hanno mai smesso di credere in un progetto che marito e padre Pino Siggillino, scomparso due anni fa, aveva coltivato per anni con un bel lavoro pubblicato con Energheia sulla figura di un Vescovo lungimirante, che finanziò a sue spese, un’acquedotto con cisterna nel Sasso Caveoso in via Purgatorio Vecchio https://giornalemio.it/cultura/mons-di-macco-tra-gli-ultimi-dei-sassi-nel-saggio-di-pino-siggillino/. Proprio lì, dove sorgevano stele e scritta di quel monumento soprastante a una cisterna di raccolta delle acque, abbattuti durante la lavorazione di un film. Danno mai ripristinato e Pino e Antonella, che aveva comprato casa in quel vicinato nel 1983, ricordavano bene quel momento alla solidarietà che in passato, e per generazioni, avevano aiutato e non poco il popolo a ridurre i disagi dell’approvvigionamento idrico. Appelli, petizione, sensibilizzazioni passate da una Amministrazione comunale all’altra, ma invano. Non si è scoraggiata Antonella che, davanti agli amici che continuano ad essere legati a Pino, ha messo in pratica l’antico detto popolare ”chi fa da sé fa per tre”. L’opera sarà realizzata a spese proprie, dopo aver avviato tutto un iter amministrativo ( ci mancherebbe) con il Comune e la Soprintendenza ai beni artistici, archeologici e del paesaggio di Basilicata. In un mese, l’auspicio è quello, posa della pietra e realizzazione del manufatto ad altezza della porta…che vedete nella foto. E, a proposito di foto, Silvia Padula (nota ai più) ci ha mostrato foto originali del monumenti con gli scatti realizzati da Francesco Saverio Scalcione, il primo fotografo materano, e dal Franco Palumbo nel 1974. Sul retro gli appunti del medico e studioso materano, con la moglie Camilla, Mauro Padula. Scatti del passato per un progetto voluto fino in fondo. E poi i ricordi di amici, tanti, su un Pino tenace, curioso, riflessivo, deciso, capace di interessarsi a una figura religiosa ( e APPeppino non era da sagrestia) come monsignor Di Macco. Riflessioni, coloriture con un’amica che ha portato un sacchetto di cipolle, a ricordo di una ”memorabile zuppa’ dai sapori indimenticabili che ritornano, come i falchi grillai che per tutta la serata si sono soffermati sul vicinato di via Purgatorio Vecchio. Torneranno per l’inaugurazione del monumento, con gli occhi e il cuore di Pino.
LE FOTO DI FRANCESCO SAVERIO SCALCIONE


E QUELLA DI FRANCO PALUMBO

ALTRI MOMENTI DELL’INCONTRO




Bellissima ed encomiabile iniziativa di Antonella e dei figli del caro e indimenticabile Pino. Un esempio di “buone pratiche” per tutti!