Per la pubblicazione durante una puntata di Report dell’ormai noto audio della conversazione tra l’ex ministro Gennaro Sangiuliano e la moglie Federica Corsini (in cui quest’ultima chiedeva al marito allora ministro della cultura di rescindere il contratto con Maria Rosaria Boccia), l’accusa ai giornalisti della trasmissione RAI dovrebbe essere archiviata. I giornalisti Sigfrido Ranucci e Bertazzoni non avevano la consapevolezza che quella conversazione – registrata per i pm da Maria Rosaria Boccia – fosse avvenuta in una dimora privata, ossia la casa dei due coniugi. E’ questa la motivazione alla base della richiesta di archiviazione per l’appunto della Procura di Roma. (Fonte La Repubblica). La coppia Sangiuliano-Corsini, dal canto loro, hanno operato in modo da ottenere -il 30 ottobre scorso- dal gip di Roma anche la disposizione del sequestro e rimozione dei file audio dal sito web Anteprima24.it . Vicenda ricostruita in un articolo dello stesso giorno dal titolo “Caso Boccia-Sangiuliano, quando il bavaglio arriva dai colleghi giornalisti” in cui si legge che «Nella giornata di ieri presso la redazione di Benevento di Anteprima24 si sono presentati i Carabinieri della Polizia Giudiziaria di Roma su mandato del Gip del Tribunale della capitale e hanno notificato un provvedimento di sequestro preventivo in seguito ad una doppia denuncia dell’ex ministro Gennaro Sangiuliano e della moglie, la giornalista Federica Corsini. Contestualmente sono stati notificati, in altra sede, due avvisi di garanzia nei confronti del nostro giornalista e collaboratore storico Carlo Tarallo e della dottoressa Maria Rosaria Boccia». La ricostruzione dell’accaduto prosegue: «I militari, con garbo e professionalità, ci hanno intimato di cancellare dai nostri profili social parte dell’intervista realizzata nel mese di agosto alla Boccia, e hanno acquisito del materiale audio-video. Successivamente, i Carabinieri hanno raggiunto il nostro collaboratore Carlo Tarallo, al quale hanno notificato un avviso di garanzia con l’accusa di aver acquisito e diffuso illecitamente l’audio di una telefonata tra Sangiuliano e la moglie. L’audio di cui sopra non è un audio, bensì un servizio di Report andato in onda l’anno scorso; inoltre, il dottor Tarallo non è mai stato in possesso del frammento trasmesso nel corso dell’intervista». L’articolo si conclude: «Consideriamo questa denuncia una ulteriore intimidazione nei confronti della stampa libera, da parte tra l’altro di due giornalisti. Per quello che ci riguarda abbiamo piena fiducia nella magistratura e nelle forze dell’ordine, ma non possiamo non sottolineare come Sangiuliano continui a addossare ad altri, a partire dai giornalisti, la responsabilità delle sue condotte, che lo hanno portato alle dimissioni da ministro». La Federazione nazionale della Stampa italiana e il Sindacato unitario giornalisti della Campania hanno espresso preoccupazione e condanna per il sequestro disposto dalla Procura di Roma nella redazione beneventana del giornale online Anteprima24.

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