…O si apre un tavolo di confronto, se preferite, con l’Azienda sanitaria di Matera. E questo è un passo avanti, a patto che la cosa non decanti, come già accaduto nei mesi scorsi per quanti attendono e da tempo di sottoporsi allo screening sulle malattie professionali dall’amianto, al cvm, pvc che hanno segnato la storia di ex lavoratori e dipendenti delle aree industriali. Si mette tavola e con un menù che dovrà necessariamente passare dall’offerta ” à la carte” a quello fisso delle priorità.

Un forum permanente, sollecitato dai segretari regionali e territoriali di Cgil, Cisl, Uil e dei settori funzione pubblica e pensionati, e condiviso dalla commissaria Sabrina Pulvirenti, che dovrà prevedere quello che potrà fare la Asm e quello che dovrà mettere in campo la Regione Basilicata. E se quest’ultima, per facilitare le cose, farebbe veramente ”cosa buona e giusta” se dovesse decidersi ad attivare un altro tavolo a Potenza con i sindacati. Summa (Cgil), Gambardella ( Cisl) e Tortorelli (Uil) lo ripetono da tempo e anche su temi importanti come economia, giovani, servizi e sanità. Ma stiamo a Matera i sindacati, come abbiamo riportato nell’ampio servizio sulla conferenza stampa di presentazione, https://giornalemio.it/politica/cgil-cisl-e-uil-matera-ad-asm-e-regione-la-sanita-cambiambola-insieme/ , insistono su funzioni, servizi, organici,liste di attesa, formazione, medicina del territorio e autonomia della Asm e dell’ospedale di Matera, con le peculiarità di una provincia che ha una utenza comprensoriale.

Su questi temi hanno insistito e continueranno a farlo Eustachio Nicoletti (Cgil), Bruno Di Cuia (Uil), Giuseppe Amatulli (Uil) e i referenti dei settori funzione pubblica, pensionati,Franco Coppola (Uil), Giuseppe Bollettino ( Cisl), Giulia Adduce e Angelo Vaccaro (Cgil).

La commissaria, che ha annotato e preso appunti sulle cose da fare, ripromettendosi di convocare nei tempi necessari il tavolo di confronto, ci ha tenuto a ribadire che ”non è venuta a Matera per chiudere la Asm”.

Certo, e ricordiamo gli annunci della politica regionale, la nomina del commissario era per sei mesi : giusto il tempo per bandire e,se possibile, espletare il bando di concorso per il nuovo direttore generale.

Il resto dovranno farlo i disegni della politica e con un quadro che sarà più chiaro con l’allentamento della emergenza covid e delle varie vicende sulla sanità lucana, che dovranno chiarirsi (forse) nei prossimi mesi.