E’ online da ieri il nuovo numero del periodico dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia  www.patriaindipendente.it.

Lo segnaliamo perchè contiene diversi articoli dedicati al 75° compleanno di questa associazione fondata dai liberatori dell’Italia dal nazifascismo. Coloro che ci hanno ridato quella libertà di cui godiamo ancora oggi.

Il  Comitato di Liberazione Nazionale  decise, nel giugno del 1944, di dare vita all’ANPI perchè  -come scritto in un comunicato-appello del settembre 1944 rivolto a tutti i gruppi che avevano partecipato alla resistenza-  “La fiamma ideale che ha sorretto gli intrepidi pionieri dell’Italia Democratica non deve disperdersi con la liberazione del territorio nazionale: deposte le armi i loro compiti non sono finiti. La stretta comunione di intenti e di opere che li ha animati nell’azione militare, deve perpetuarsi nell’attività civile. Non il baratto del sacrificio con privilegi e prebende deve essere il fine, ma – come si addice alle forze più sane e vigorose dell’antifascismo italiano – la difesa e la ricostruzione della Patria. È tempo che un unico sodalizio avvolga ed assista con solidarietà fraterna tutti i reduci della guerra partigiana, rigorosamente scrutinati da organi ufficiali, perché sui genuini combattenti non ricada il discredito delle false etichette e delle inconfondibili speculazioni, ed è ben giusto che ne prendano iniziativa i centri politico-militari che han guidato la lotta in periodo clandestino. Il Comitato centrale di L.N., che già durante la sanguinosa vigilia ha unificato con una giunta militare, espressa dal suo seno, le bande ed i gruppi d’azione antinazisti nel Corpo Volontari della Libertà, rivendica l’onore di promuovere la fondazione della grande famiglia partigiana. A tale scopo fa appello a tutti i partigiani d’Italia, di provenienze civili, militari e senza distinzione di partito politico, affinché si uniscano nella Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, unico organo di raccolta, di rappresentanza e di assistenza, dei Volontari della Libertà.”

Un invito lungimirante (a giudicare dalla memoria corta degli italiani che stiamo sperimentando in questi anni) a mantenere in vita, unita ed intatta, questa enorme forza propulsiva della nuova Repubblica  che si apprestava ai primi passi, alla ricostruzione dalle macerie del fascismo e della guerra, con l’invito esplicito a non rompere le righe, a concretizzare e  tramandare nella vita quotidiana gli ideali di libertà e giustizia.

Il documento si concludeva, infatti, con un: “apprestatevi a rinsaldare le vostre schiere per difendere negli ardui compiti della vita civile quegli stessi ideali che vi hanno infiammati nella lotta armata.”

Ora che piano, piano; uno, ad uno per questioni anagrafiche questi testimoni diretti ci lasciano (nei giorni scorsi sono scomparse tre partigiane milanesi : Emma Fighetti, Elena Rasera -nome di battaglia Olga- e Lena D’Ambrosio).

Ora che la memoria comincia a vacillare, si arrivano a tollerare e in taluni casi a vezzeggiare manifestazioni sempre più palesi di rigurgiti neofascisti e si arriva persino a considerare con insofferenza il canto di “Bella ciao” in manifestazioni pubbliche.

Tocca alle generazioni successive, quelle che pur non hanno fatto materialmente la Resistenza, ma ne hanno introitato i valori e l’insegnamento proseguire nel compito di tenere viva e alta quella fiamma vitale, quella “missione” di tramandare alle nuove generazioni che la libertà è un bene mai conquistato per sempre.

Che solo qualche decennio fa agli italiani essa è stata tolta ed hanno dovuto vivere vent’anni sotto una feroce dittatura e ci è voluto il sacrificio dei partigiani, questi patrioti di ogni credo politico e religioso, per restituircela.

Tenere, dunque, sempre alta la guardia contro i rigurgiti fascisti comunque mascherati che periodicamente si appalesano, diffondendo e consolidando nella società e nei giovani la cultura democratica ed antifascista è l’opera meritoria che l’ANPI continua a svolgere nel nostro Paese.

Come i tre video sui crimini commessi dal fascismo fin dalla sua nascita, il primo dei quali è già uscito e ce ne siamo occupati come da articolo al seguente link: https://giornalemio.it/politica/il-fascismo-e-un-crimine-il-primo-di-tre-video-curati-dallanpi-nazionale/

Uno strumento  moderno ed efficace di illustrazione del volto vero del ventennio e del suo duce, in un momento in cui c’è una tendenza a ridurre le responsabilità del regime. Giungendo perfino in qualche caso ad una pericolosa  riabilitazione di una pagina nerissima della storia patria.

Ricordando a tutti che viviamo in una repubblica dichiaratamente antifascista e che il fascismo non è un’opinione ma un reato.

Tanti buoni motivi, dunque, per iscriversi all’ANPI e sostenerla.

Tanti buoni motivi per augurarle un enorme happy birthay e una ottima lunga vita, con una sana e robusta Costituzione.