“Nei giorni scorsi, Giovanni Caserta ha descritto la sensazione che si prova (non proprio positiva) transitando per la stazione di Ferrandina-scalo Matera, un luogo che consente ai viaggiatori del Materano e a tanti cittadini (persino di Altamura e Gravina) di connettersi all’Alta Velocità, utilizzando il servizio Frecciarossa. Negli anni scorsi, nella stazione basentana, RFI ha realizzato un apposito e gratuito parcheggio per le automobili e, in attesa dell’allungamento delle pensiline e dell’innalzamento del marciapiede del primo binario e della costruzione della Ferrandina-Matera, si può dire che la sua parte l’ha fatta.”

Inizia così una nota di Nicola Pavese -Presidente dell’Associazione Matera Ferrovia Nazionale- in cui aggiunge:

“Sul piazzale doveva intervenire anche il Comune di Ferrandina per realizzare un terminal bus. I suddetti lavori non sono stati ancora completati e conferiscono al luogo un poco invitante stato di abbandono e di insicurezza. Sarebbe il caso di accelerare le questioni burocratiche perché la stazione di Ferrandina-scalo Matera non può rimanere in questo stato di cose. Oltretutto perché squalifica il Comune di Ferrandina e di Matera e i cittadini. In questa situazione è coinvolto il Consorzio Industriale della provincia di Matera.

Tuttavia lo spettacolo è alquanto sgradevole e lo è ancor più in tempi di Zes e piattaforma logistica. Pertanto, sarebbe il caso di portare a termine i lavori nel più breve tempo possibile, chiamando la provincia di Matera a fare la sua parte per quanto concerne la bretella verso la basentana.

Il rilancio di Ferrandina e dell’annessa area industriale non può prescindere da tali importanti opere. L’arrivo di imprenditori interessati a investire eventualmente in Valbasento troverebbe un motivo di scoraggiamento nel creare nuovi posti di lavoro.

Nel suo intervento, inoltre, Caserta ha sollevato una questione sulla quale è il caso di soffermarsi per non diventare motivi di polemiche e discussioni fuori posto. Il riferimento è alla scritta “ALIENS WELCOME” collocata nel 2019 sulla facciata della stazione e che non sfugge ai viaggiatori. (https://giornalemio.it/cronaca/sindaco-lisanti-via-aliens-welcome-da-ferrandina-scalo-togliamoci-di-dosso-il-ridicolo/)

Se la scritta è rimasta lì per dimenticanza, è il caso di rimuoverla, anche perché siamo ben oltre il 2019. Se invece si pensa di “conservarla” per il futuro, è un errore di valutazione che andrebbe evitato, perché il suo messaggio si offre a più interpretazioni in quanto non è chiaro e inequivocabile.

Nella letteratura fantascientifica il termine “alieno” viene accostato agli extraterrestri e in alcuni casi diventa addirittura ostile e ripugnante. Insomma, sembra una scelta mal riuscita e infelice, anche perché il saluto dovrebbe essere rivolto a tutti coloro che continuano a transitare per la stazione di Ferrandina-scalo Matera. Quindi ai viaggiatori occasionali e soprattutto ai turisti visitatori della Città dei Sassi. Che sarebbero considerati appunto degli “alieni”. Addirittura un saluto offensivo!

D’altro canto, che si tratti di una collocazione e di una scritta superficiale è considerazione rafforzata dal fatto che diciture simili non mi è capitato di trovarle alle porte di città d’arte grandi e piccole: da Napoli a Roma, a Firenze, come a Taormina, Perugia, Siena, Ravenna… e questo è già sintomatico ed esaustivo. Mi chiedo: come mai la stessa scritta non è stata messa in bella evidenza nei pressi dei sei ingressi di Matera proprio in occasione del 2019?

Credo che bastino queste considerazioni per rimuovere una scritta sulla proprietà delle FS che poteva essere giustificata e conservata nel tempo solo se avesse salutato i viaggiatori con “benvenuti nella terra degli ulivi”! Nulla da eccepire per i totem 2019, ancora presenti nello scalo basentano.

Penso che di fronte a una scritta sul contesto ambientale di Ferrandina e del Materano in tanti si sarebbero riconosciuti. A partire dai nuovi amministratori di Ferrandina e di Matera, dai dirigenti del Consorzio industriale della Valle del Basento e dei cittadini del Materano.”