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Pasquetta a Matera con cielo coperto, come in un film…

Città d’arte, del cinema e con il lascito, ormai opaco, di capitale europea della cultura, che campeggia sotto il cielo grigio e battuto dal vento di Pasquetta. Per alcuni inferiore alle attese, in termini di pernottamenti, per altri ‘va bene cosi’ in assenza di quel piano di settore affidato ad esperienze, competenze e professionalità che sappiano programmare per tempo. Del resto siamo all’esordio della stagione turistica e attendiamo, per un bilancio, i prossimi ponti del 25 aprile e del 1 maggio. E allora a Matera, per il ponte di Pasqua, caratterizzato dal cielo coperto, nel segno del turismo lento per tanti visitatori italiani e stranieri, che hanno potuto raggiungere anche a piedi dai rioni Sassi – dalla passerella in legno sul ponte del torrente Gravina- il Parco della Murgia, alla scoperta degli itinerari rupestri e del luogo dove sono state installate le tre croci in legno del ”Golgota”. E ci ha fatto piacere leggere sui cartelli dell’Ente Parco, da Porta Pistola, la dicitura passerella…un invito a quanti per cattiva abitudine, ignoranza, hanno continuato a chiamare ‘ponte tibetano’ (che in Basilicata è a Castelsaraceno, per esempio) una passerella in legno.

Turisti ed escursionisti si sono avviati sul percorso che porta in cima e da qui verso i simboli della cristianità, le croci illuminate anche di sera, che confermano la lunga tradizione di Matera ” città del cinema”, simile a Gerusalemme, e set naturale per film come ” Il Vangelo Secondo Matteo” e ” The Passion” di Mel Gibson, scelti dai visitatori per un selfie o una foto ricordo. E immancabili sono state le foto scattate dai punti panoramici di piazzetta Pascoli, accanto ai musei di arte medievale e moderna di Palazzo Lanfranchi e archeologico ” Domenico Ridola che ospitano mostre tematiche, di piazza Duomo che consentono visite al museo di arte sacra (Mata), al Musma e a Casa Noha del Fai, e in piazza Vittorio Veneto a ridosso degli ipogei, che ospitano il grande serbatoio di acqua potabile denominato palombaro lungo. Un percorso , quello dell’acqua, sulle tracce della ”Balena Giuliana” il fossile ritrovato sulle sponde della diga di San Giuliano che ha portato i turisti a visitare gli spazi ”immersivi” dedicati presso il Museo Ridola e del ” Matherarium” presso gli ipogei Motta.Quest’ ultimo spazio, inaugurato proprio a Pasqua, consente al visitatore di percorrere la storia della città in filmati 4k. Fossili e non solo. La filiera della civiltà contadina, contrassegnata dalla Casa grotta di vico Solitario e da altre di dimensioni ridotte fino al Museo della civiltà contadina, dai Sassi in Miniatura e da altre attrazioni ipogee diffuse tra i Sassi e il Piano, ha consentito a cittadini e visitatori di apprezzare altri luoghi della memoria. E con un arrivederci alla prossima escursione.

ALCUNE FOTE DELLA GIORNATA

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