Siamo soddisfatti, ma allo stesso tempo restiamo vigili, dopo che il Consiglio Regionale ha espresso parere negativo e rigettato la designazione dei cinque Sindaci alla presidenza del Parco del Vulture. E’ quanto scrivono in una nota i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle Carmela Carlucci e Gianni Leggieri.

 

Il gioco delle parti che ha condotto la comunità del Parco verso la scelta di auto-nomina ha dimostrato scarsa lungimiranza e mancanza di visione politica, da parte di alcuni sindaci, nell’avvio di quello che riteniamo, ad oggi, il più importante strumento di tutela e sviluppo del Vulture: il Parco.

 

Se anche si dovesse procedere ad un’istruttoria delle candidature e ad una selezione più o meno ragionevole delle stesse, persiste, nostro malgrado,il dubbio che alcuni Sindaci vogliano davvero contribuire a mettere in piedi un Ente funzionale, innovativo e lungimirante.

 

Oggi, dopo che sono emersi profili di incompatibilità e mancanza di requisiti per titoli e meriti; dopo che cittadini, associazioni e comitati hanno insistentemente chiesto di realizzare un Parco ambizioso e competitivo, indipendente dalle logiche politiche; dopo che la Regione Basilicata ha respinto i 5 nominativi presentati dalla Comunità del Parco, chiedendone altri, qualcuno prova a insinuare, a mezzo stampa, che “i sindaci meritano rispetto”!

 

Esattamente, chiedono rispetto per aver trombato 26 persone che hanno avanzato la propria candidatura, e i cui curricula sono stati bellamente ignorati? Rispetto per aver utilizzato a proprio vantaggio il potere di selezionatori?

 

Alla luce di questi fatti, siamo sicuri che non siano i Sindaci a dover chiedere scusa?

 

Dovrebbero forse scusarsi con l’intera comunità del Vulture per l’atteggiamento, decisamente opinabile, adottato. Un atteggiamento che veicola un messaggio sbagliato, soprattutto ai giovani, che noi da sempre contestiamo e contrastiamo: per ambire a ruoli di prestigio,bisogna studiare, faticare e acquisire competenze specifiche, non è sufficiente intraprendere una carriera “politica”.

 

A coloro che replicano affermando che molti Parchi sono guidati da Sindaci, diciamo che per quanto riguarda il Parco del Vulture non ci interessa. Ci interessano solo le competenze: se i Sindaci le possiedono, ben venga, altrimenti si cerca altrove.

 

Quel che abbiamo biasimato, negli ultimi mesi, è stato un atteggiamento poco costruttivo, ispirato al solo desiderio di ottenere cariche e poteri.

 

Chiediamo ai Sindaci che compongono il Parco di guardare la luna, non il dito, fatto spesso di ambizioni personali e non collettive.

 

Non possiamo assecondare logiche di spartizione politica: bisogna razionalizzare al meglio le risorse pubbliche per perseguire progetti di investimento concreti e funzionali alla crescita del territorio.

 

Territorio in cui i Sindaci devono continuare ad essere protagonisti e fautori di iniziative politiche coraggiose nella Comunità del Parco e nei Comuni che amministrano, delegando la Presidenza al miglior direttore d’orchestra, esorcizzando il pericolo che si realizzi una Comunità Montana in versione Parco.

 

Il Parco può e deve fungere da collante di una frammentata Macroarea di Basilicata dotata di enormi potenzialità da sviluppare attraverso una cabina di regia in grado di mettere a sistema le esigenze di nove bellissimi Comuni, con quelle innovative del Turismo 4.0, con la filiera certificata dell’aglianico e dell’olio, con le acque minerali.

Abbiamo una storia da raccontare e una da scrivere.

Non sprechiamola.