mercoledì, 28 Settembre , 2022
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Parcheggi a pagamento a Matera, a nuove regole, nuove consuetudini?

Ricevo e pubblico l’intervento di Vanni Saponaro sulla vicenda dei parcheggi a pagamento in Città

“Ma il Comune per chi lavora?

Premetto che personalmente sono più che favorevole a ridurre al massimo l’uso delle auto private e la loro presenza nei centri abitati, incrementando varie forme di mobilità pubblica e sostenibile, ma ritengo che il comune di Matera con la nuova gestione dei parcheggi a pagamento, non solo non vada in questa direzione, ma contro gli interessi dei propri cittadini.

Ogni atto regolatorio, oltre ad avere le ovvie ripercussioni amministrative, incide anche sulla vita della città e delle persone che la abitano, modificandone la vita sociale. Quando si mette mano a un provvedimento come quello dei parcheggi a pagamento, prima ancora di valutare l’aspetto burocratico ed economico, bisognerebbe chiedersi qual è l’impatto che genera sulla vita delle persone e sulla città che abitano.

Se, come sembra, questa amministrazione lavora per favorire lo sviluppo turistico, siamo sicuri che un procedimento del genere vada in questa direzione, o meglio nella giusta direzione?

Il Comune dovrebbe favorire l’abitudine dei propri cittadini di frequentare il centro storico e la piazza, una vera tradizione per i materani. Non voglio dilungarmi sugli aspetti antropologici di questa usanza, ma penso o almeno spero, dovrebbe essere chiaro a tutti che per la comunità l’incontrarsi è un momento fondamentale per rinsaldare le relazioni, risolvere i conflitti, favorire lo scambio di opinioni e idee. Lo sapevano già i greci che non c’è modo migliore di filosofare che camminando, e probabilmente le popolazioni del sud Italia, da loro hanno mutuato questa usanza, così come quella della sacralità dell’ospite.

Lo stare in piazza e lo struscio praticato dai materani sembrerebbe essere molto apprezzato anche dai turisti che pur non facendolo abitualmente nelle loro città, lo trovano evidentemente un modo interessante di relazionarsi alla città e ai cittadini, tanto da praticarlo a loro volta.

E’ di fatto divenuto un aspetto della tanto invocata esperienza turistica, molto più autentico di tante altre costruite a tavolino, che con le nuove regole potrebbe cessare per sempre.

Da un punto di vista meramente amministrativo è evidente che le regole del nuovo bando di gestione, vanno decisamente contro i cittadini e a favore delle casse della società concessionaria e del Comune. L’aumento delle entrate non sarebbe di per sè un problema, se non fosse che il parcheggio e la sanzione diventano in questo modo una tassa occulta e subdola, non progressiva e poco democratica, che potrebbe sottrarre ai cittadini il sacrosanto diritto di vivere il centro storico, scongiurando che questo non diventi un parco giochi per turisti.

Sostanzialmente da quanto appreso dalla stampa gli stalli a pagamento sono aumentati di numero ma non è dato sapere in che proporzione sono con quelli non a pagamento.

Abbiamo appreso che le tariffe sono aumentate di oltre il 40%, ma in realtà l’aumento è maggiore perché non c’è più l’intervallo pomeridiano in cui la sosta era consentita a gratis.

Per finire, anche la sosta minima sembrerebbe aumentata insieme alle tariffe dei parcheggi coperti che sono addirittura raddoppiate.

Ci informano anche, (male, naturalmente, perché oramai a Matera vengono girati i comunicati stampa così come vengono ricevuti) che una nuova tecnologia ci aiuterà a trovare i parcheggi liberi. E’ vero, ma questa tecnologia ha un suo lato oscuro, non messo molto bene in evidenza. E’ in grado di capire se la sosta è in regola rispetto al pagamento, in poche parole, poiché nella sosta si inserirà la targa, la multa potrebbe addirittura essere automatica in caso di dimenticanza o esaurimento del tempo, e se anche così non fosse, il personale saprebbe con celerità dove andare a fare le multe. In poche parole non ci sarebbe scampo a distrazione alcuna.

Ma questa tecnologia messa in campo solleva una ancora più importante questione. Se è vero come è vero che è in grado di riconoscere le autovetture e incrociare i pagamenti delle stesse rispetto alla tariffa e l’orario, perché dobbiamo continuare a pagare una tariffa forfettaria?

Se ad esempio si usa il parcheggio per 34 minuti, viste le potenzialità dell’applicazione, perché bisogna pagare forfettariamente la tariffa di un’ora?

Questione tra l’altro già sollevata rispetto alle multe dei grattini oltre l’orario, in alcune altre città.

Naturalmente i soliti tafazziani della prima ora si affrettano a dire che nelle altre città turistiche i prezzi sono più alti e che bisognava adeguarsi; ma questo non sta scritto da nessuna parte, perché dovremmo adeguarci alle tariffe di città dove, non solo hanno un reddito pro-capite doppio del nostro, ma soprattutto hanno altri servizi di mobilità che funzionano, primi fra tutti gli autobus che a Matera non coprono assolutamente le fasce notturne, per non parlare di metro, car sharing e micro mobilità o delle piste ciclabili, totalmente assenti a Matera.

Il risultato di questa operazione economicista potrebbe quindi ulteriormente stravolgere il volto e le consuetudini della nostra città, impedendo di fatto ai materani di frequentare il centro storico, andando a popolare altre aree periferiche della città e lasciando il centro ai soli turisti che ben presto, osservando una città senza cittadini e circondati da negozi di paccottiglia globalizzata, giustamente volgeranno le loro attenzioni e i loro soldi altrove.

Spero che qualcuno recepisca il messaggio e metta in atto i dovuti correttivi a questa scellerata operazione per evitare di essere ricordati come quelli che hanno posto fine a una precipua e secolare consuetudine materana, “camminare la piazza”, con tutto quello che si porta appresso.”

Vanni Saponaro

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