L’emergenza coronavirus sbatte anche contro le barriere architettoniche. L’insegnante e poetessa aviglianese Carmen Lucia, autrice delle pubblicazioni “Oltre la notte” e “Vivere” (Altrimedia Edizioni, Matera), prosegue la sua battaglia per l’abbattimento delle barriere architettoniche ricordando il suo caso tramite un post di facebook.

“Mi chiamo Carmen – comincia l’ennesimo sfogo di Lucia – e nel maggio 2004 nella mia vita è entrata la sclerosi multipla. Ed ora racconto la mia battaglia contro la malattia, le barriere architettoniche, i pregiudizi, la discriminazione, l’ignoranza. C’è solo l’imbarazzo della scelta. Nella lotta alla malattia – continua il messaggio di Carmen Lucia -, in sedici anni, dopo un anno senza cura, in attesa della conferma della diagnosi, ho cambiato sei volte, con gravi conseguenze. Fino a quando ho camminato senza stampella lo scontro con i pregiudizi è stato relativo, ma quando nella mia vita è entrata la prima stampella è stata una lotta quotidiana. La malattia è andata avanti rapidamente e negli ultimi sei anni sono passata da una a due stampelle alla sedia a rotelle. Ovviamente per me è stata una grande sofferenza. (…) Nel 2012, nel pieno di una ricaduta, ho fatto il concorso a cattedra e l’ho vinto per due classi di abilitazione, ma quando la scuola mi ha assunto, nel 2015, già camminavo con una stampella e per molti era ovvio che poiché non camminavo bene anche la testa non funzionava! Il sindacato di fronte a questa palese discriminazione – sottolinea Carmen Lucia non mi ha difeso, mi ha fatto imboccare una strada che non volevo. Ora sono un insegnante fuori ruolo! È iniziata dopo l’ennesima visita per questo ruolo (la scuola dove ero non mi voleva) la ricerca di una scuola che mi volesse ed alla fine, per intercessione del presidente del circolo di poeti cui sono iscritta, sono approdata al liceo classico. È stato un anno da incubo poiché una persona mi ha preso di mira e mi ha letteralmente fatto la guerra, solo una collega mi ha difeso, ma esasperata me ne sono andata. Dove sono oggi non ho difficoltà con i colleghi, il lavoro mi piace, ma per ragioni legate alla mia patologia ed al mio hobby trentennale ho chiesto il trasferimento”.

Carmen Lucia abita tutt’ora a Palazzo Corbo di sotto, nel centro storico di Avigliano. Ma da oltre tre anni lotta per l’abbattimento delle barriere architettoniche.

“Quando camminavo con le stampelle uscire era andare a scalare l’Everest, ora sono prigioniera di casa”, chiosa l’insegnate Lucia.