Apprendiamo un po’ da fonti ufficiose e giornalistiche, è il caso dell’Ospedale di Matera, e un po’ da quelle ufficiali il Centro oncologiche regionale di Rionero che la situazione di ”autonomia” attuale non si tocca. Tutto resta come è la ”riforma”, chiamiamola così, degli accentramenti dei presidi sanitari di Basilicata con l’azienda sanitaria unica e quella ospedaliera con sede a Potenza non si fa. Almeno per ora…Ma perchè dobbiamo essere onesti e guardare ai dati sulla disponibilità finanziaria, con la spesa per la sanità e lo stato sociale (welfare come lo chiamiamo gli appassionati di anglicismi) che ha subito tagli dai mancati introiti delle royalties del petrolio oltre che dai ridotti trasferimenti nazionali e dai tagli che i vari amministratori regionali, alcuni fin troppo solerti con il taglio totale della medicina del territorio e di altre situazioni, che hanno finito con l’alimentare la migrazione sanitaria. Il nodo è proprio qui. Ma ci piacerebbe capire aldilà delle prese di posizione anche di consiglieri regionali del Materano, precisiamo questo aspetto, come si intende intervenire per ovviare alla risorse ridotte. Qualcuno suggerisce, per iniziare, di decurtare i compensi di direttori e funzionari e della filiera di unità complesse e posizioni organizzative, che hanno alimentato gli organigrammma ma non le prestazioni sul campo. Basta? I bilanci delle Asm di Basilicata sono certificati. E allora? Tagliare su servizi di corto respiro per potenziare quelli che servono all’utenza e che preferiscono guardare e calpestare l’erba del vicino che è sempre la migliore. Le scelte devono farle le dirigenze con una analisi costo benefici, che non sempre è stata improntata alla coerenza ma che ha guardato piuttoso al carrierismo e alle promozioni sul campo. Così non va. La gente chiede servizi minimi ed efficienti e le professionalità sanitarie veramente ”motivate”a lavorare con serenità. Gli accorpamenti istituzionali e amministrattivi come quelli annunciati nei giorni scorsi vanno rispediti al mittente, ma occorre fare attenzione ai tatticismi per prendere tempo…E non è la prima volta che accade. La Asm di Matera resta dov’è ? Pur in presenza di una regionalizzazione, deleteria, che in altri settori ha portato a coprire solo i vuoti finanziarie e fallimentari della provincia di Potenza? Per ora, nonostante gli annunci ufficiosi, che l’ospedale di Matera avrà competenze su quello di Policoro e su gli altri. Ma è bene che la Regione lo metta per i iscritto e riservi a Matera e alla sua provincia risorse adeguate.Ne abbiamo parlato il 18 giugno scorso nel servizio https://giornalemio.it/politica/matera-perde-altre-funzioni-che-silenzio. Da Matera e dal Metapontino non ci si va a curare a Potenza è un dato culturale e di opportunità…La città regione erogatrice di servizi, Potenza, ha fallito ed è fallita sotto questo aspetto insieme al ricorrente sogno nel cassetto di una facoltà di medicina. Ma con qualchi numeri e con quali condizioni? Volete la salute dagli ospedali? In una regione disaggregata e penalizzata con la politica degli accentramenti a tutti i costi, del potere per il potere, della carriera per la carriera e Matera è stata e continua a essere una realtà di ”passaggio” per questi percorsi virtuosi (?) e occhio alle pseudo riforme sanitarie in corso. Ne riparliamo dopo l’estate ,dopo il referendum costituzionale e al prossimo report sulla migrazione sanitaria.ospedalemdg