Se la linea ferroviaria Ferrandina- Matera -Stop è un monumento al fallimento di certa politica che mette la testa sotto la sabbia come gli struzzi per nascondere inadempienze, disinteresse o per privilegiare altre cattedrali nel deserto per soddisfare questo o quel collegio elettorale, e la fondovale Bradanica, per alcuni cantieri trentennali tra Puglia e Basilicata (vedi recente intervento Feneal Uil delle due regioni), è un altro monumento al fallimento sulle opere dello sviluppo, la Puglia ha altre opere costose e inutili che simboleggiano lo spreco di risorse. Il collega Nino Sangerardi, noto per inchieste e pubblicazioni su vari temi, che hanno interessato anche la nostra regione, ci parla della Diga ”Sagliocca” e di altre opere che meriterebbero un capitolo a parte,

La diga più inutile e costosa della Puglia

di Nino Sangerardi

Incompiuta e dimenticata. Porta il nome “Diga Saglioccia”.Correva l’anno 1973.
Lo Stato decide di elargire la prima struttura irrigua agli abitanti del territorio,sitibondo, della Murgia barese. Dove? Contrada Tempa Bianca, tra Altamura e Gravina : qui scorre il torrente Saglioccia.Bacino creato grazie a sbarramento alto 22,5 metri,un milione e 800 mila di metri cubi la capacità d’invaso.
Si disse, nelle riunioni indette da esponenti politici e governativi nazionali regionali e locali al cospetto di zappaterra e contadini e agitprop paesani, : ”La diga potrà irrigare ottocento ettari ,frenando così l’abbandono della terra, e assorbirà centinaia di disoccupati trasformando la campagna arida in campi di ortofrutta e bieticoltura, e nascita di aziende zootecniche. Viva l’Italia!”.
Progetto delegato al Consorzio bonifica Fossa premurgiana,in seguito Consorzio Bonifica Terre d’Apulia.
Appalto consegnato il 16 ottobre 1975 al vincitore Armando Torri spa di Milano. Quest’ultimo contesta il programma tecnico del Consorzio. Le ruspe muovono terra e calcestruzzo a giugno 1977. Importo lavori pari a 1,7 miliardi di lire,a cui il Ministero dell’Agricoltura soggiunge 4,5 miliardi del vecchio conio italico,tramite la Cassa per il Mezzogiorno.
Dopo 33 anni, il 20 dicembre 2011 si ha contezza che le opere principali della diga sono state ultimate nel 1993 da Intercantieri spa .
Ma per il completamento funzionale e esercizio dello schema idrico occorre mettere in pratica quanto segue : “…collegare all’invaso la rete irrigua,fornitura e messa in opera degli idranti di consegna,completamento degli espropri e pagamento delle indennità”.
Nel frattempo la società Intercantieri chiama in giudizio il Consorzio. Pretende euro 3.837.950,65. Il Tribunale di Bari con sentenza del 2004,confermata in Appello, ne riconosce all’impresa euro 537.789,99,sborsati dal Ministero dell’Ambiente, con ulteriore aggravio finanziario, nel 2009.
Tocca al Governo di Roma rioccuparsi della Diga Saglioccia.
Il Ministro delle Infrastrutture e Trasporti,pochi giorni fa, comunica che la stazione appaltante è sempre il Consorzio Bonifica Terre d’Apulia,che al 31.12.2014 sono stati spesi 30.290.197,00 euro,che per ultimare i lavori(56,32% eseguiti) ci vogliono altri 15 milioni di euro.
Di fatto oggi, il Consorzio Terre d’Apulia per la diga spende 200 mila euro all’anno in custodia,vigilanza,energia elettrica,telefono,manutenzioni.
Opera pubblica comunque inutile,visto che le aree circostanti,da troppi anni, risultano abbandonate e,soprattutto, coldiretti e braccianti e agricoltori sono in via di estinzione.
A chi e a che cosa serve finanziare siffatta barriera idraulica ?

Puglia, radiografia delle opere pubbliche incompiute

di Nino Sangerardi

Ottantuno. E’ il numero dei servizi pubblici incompiuti rilevati,in Puglia, dall’ultimo monitoraggio svolto dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti. Un bel salto di qualità,in materia di uso del pubblico denaro, dato che le opere non concluse passano da 59(anno 2013) a 81(fine anno 2014).
La Puglia,insieme a Calabria e Abruzzo e Lombardia, è la regione con il più alto numero di strutture essenziali non ultimate.
Ecco : a Foggia se ne contano 23, a Lecce 13, a Taranto 16,a Bari 11, a Brindisi 9, e 3 nella provincia Barletta Andria Trani. Risultano non completati impianti irrigui, carceri, scuole,cimiteri,mercati,condutture fognarie, bonifiche ambientali.
Il valore ammonta a 235 milioni di euro mentre nel 2013 era pari a 160 milioni.
Tra le opere che richiedono non pochi soldi per la fine dei lavori c’è la sistemazione idraulica di Capodacqua nel territorio che va da Gravina a Poggiorsini(34 milioni di euro), il restauro del palazzo degli uffici in piazza Archita di Taranto(33 milioni),la realizzazione del serbatoio d’acqua in agro di Altamura(30 milioni),la messa in sicurezza della fabbrica di manufatti in amianto Fibronit spa,sede legale Casale Monferrato, situata a Bari(14 milioni), la bonifica della zona Gasometro che si trova nella parte settentrionale del quartiere barese Libertà(12 milioni).
Il 3 giugno 2015 il Governo nazionale presieduto da Matteo Renzi interviene sulla questione “opere incompiute” affermando che è in via di elaborazione “ uno schema di provvedimento teso a fornire agli Enti locali il superamento delle criticità economico-finanziarie determinati l’incompiutezza delle opere,nonchè misure per il reperimento di risorse finanziarie anche attraverso un fondo specifico per quelle opere di valenza istituzionale e strategica”.
Passato giusto un anno e sette giorni,non si ha contezza di notizia o decreto in merito sia allo schema pro Enti locali e sia al Fondo unico monetario.
Nel frattempo le costruzioni incomplete restano imprigionate nel degrado,con relativa moltiplicazione dello spreco di finanziamenti statali,parastatali e regionali.

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DIGA SAGLIOCCIA