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Olympia in Comune, lo sport come ponte tra i popoli del Mediterraneo

Lo sport torna a essere linguaggio universale, memoria condivisa e soprattutto ponte tra comunità e territori. Nel pieno dei Giochi del Mediterraneo nasce un progetto che guarda ben oltre la competizione agonistica e prova a rimettere al centro quei valori capaci di unire generazioni e popoli: amicizia, fair play, solidarietà, inclusione e rispetto.
Si chiama “Olympia in Comune: sulle tracce dei miti dello sport” il progetto che mette in rete quattro Comuni del Sud Italia – Gaeta, Policoro, Ripa Teatina e San Bartolomeo in Galdo – e l’antica Olympia, in Grecia, culla dei Giochi Olimpici. Un percorso di collaborazione culturale e sociale sostenuto dal Ministro per lo Sport e i Giovani, nato con l’ambizione di trasformare il Mediterraneo da possibile confine a luogo di incontro, confronto e dialogo.
Il protocollo d’intesa è stato sottoscritto a San Bartolomeo in Galdo, nell’ambito del Festival di Rocky Marciano, alla presenza del sindaco Carmine Agostinelli, del sindaco di Gaeta Cristian Leccese, del sindaco di Ripa Teatina Roberto Luciani e dell’avvocato Giovanni Di Giorgi, direttore editoriale di Lab DFG, associazione ideatrice e promotrice del progetto. Per il Comune di Policoro ha aderito all’accordo l’assessore allo Sport e alla Scuola Giuseppe Montano, impossibilitato a partecipare personalmente per motivi personali.
Una firma che racchiude storie, identità e simboli diversi, ma accomunati dalla forza dello sport.
Ripa Teatina e San Bartolomeo in Galdo sono infatti unite da un antico e profondo patto di gemellaggio nel nome di Rocky Marciano, icona mondiale della boxe. Gaeta porta con sé una forte identità legata al mare, alla vela e alla tradizione olimpica. Policoro e Olympia, invece, hanno già costruito un rapporto attraverso un Patto di Amicizia e Gemellaggio, nel segno delle comuni radici e dei valori olimpici.
Ed è proprio da queste relazioni che prende forma una rete che vuole crescere.
Il primo risultato concreto sarà la nascita del Festival itinerante del Mito Sportivo, la cui prima edizione sperimentale, nel 2026, ha già registrato una significativa partecipazione. La manifestazione viaggerà tra i territori coinvolti per promuovere la cultura dello sport, la memoria dei grandi campioni, la letteratura sportiva e l’inclusione, coinvolgendo cittadini, scuole di ogni ordine e grado e associazioni.
Non soltanto eventi, dunque, ma un vero progetto educativo e culturale.
Perché raccontare un campione non significa raccontare soltanto vittorie, medaglie o record. Significa raccontare sacrifici, cadute, coraggio, determinazione. Significa mostrare ai ragazzi che dietro ogni traguardo esiste un percorso e che spesso è proprio la capacità di rialzarsi a fare la differenza.
È questa la visione contenuta nel Protocollo: riscoprire, attraverso i miti dello sport, quelle radici umane che possono ancora guidare la vita delle comunità. Una sorta di ritorno all’antica Olympia, dove sport e vita della polis erano profondamente intrecciati.
“Un progetto che nasce dalla collaborazione di questi Comuni durante il Festival del Mito”, ha sottolineato il sindaco di San Bartolomeo in Galdo Carmine Agostinelli, definendo la sottoscrizione dell’intesa un atto storico e il risultato di una visione comune dello sport e della società.
Per il sindaco di Ripa Teatina Roberto Luciani, il progetto rappresenta il naturale sviluppo del gemellaggio con San Bartolomeo in Galdo nel nome di Rocky Marciano: “Vogliamo lasciare ai giovani un segno importante per il futuro”.
Un futuro nel quale lo sport, secondo il sindaco di Gaeta Cristian Leccese, deve tornare a essere uno strumento per riscoprire i “veri valori umani”: solidarietà, fair play, gioco di squadra e amicizia. Principi che, ha sottolineato, dovrebbero tornare al centro dell’agenda di chi ricopre ruoli di responsabilità.
Anche Policoro guarda con convinzione a questo nuovo cammino. L’assessore Giuseppe Montano ha definito il percorso un’importante occasione di collaborazione culturale e sportiva, auspicando che possa coinvolgere in futuro altri Enti Locali. Il legame con Olympia, ha evidenziato, rappresenta un patrimonio comune che affonda le proprie radici nella civiltà greca.
Dalla Grecia è arrivato anche il messaggio del sindaco dell’antica Olympia, Aristeidis Panagiotopoulos, che ha sottolineato le grandi potenzialità dell’intesa: uno strumento per favorire scambi culturali, turistici, scolastici e istituzionali tra le diverse realtà.
Dietro questo percorso c’è il sogno di Giovanni Di Giorgi, ideatore del progetto, che ha immaginato il Festival del Mito come un punto di incontro costruito attorno ai grandi valori dello sport e alle figure che hanno saputo incarnarli.
E forse è proprio questa la parola più importante di questa storia: incontro.
In un tempo nel quale il Mediterraneo può ancora essere raccontato attraverso divisioni e distanze, cinque comunità scelgono invece di costruire un ponte. Lo fanno partendo dallo sport, da quei cinque cerchi che da sempre rappresentano l’incontro tra popoli e culture, e dalle storie di uomini e donne capaci di trasformare una passione in un esempio.
Da Olympia a Policoro, da Gaeta a Ripa Teatina fino a San Bartolomeo in Galdo, il viaggio dei miti sportivi diventa così un viaggio tra territori e generazioni.
E la vera vittoria, questa volta, non sarà conquistare una medaglia.
Sarà imparare a riconoscersi negli altri.

Anna Giammetta
Anna Giammetta
Giornalista freelance . Tra le collaborazioni, Il Quotidiano della Basilicata, Avvenire, Il Fenotipo (periodico dell'Avis Basilicata), Fermenti (periodico Diocesi di Tricarico), Infooggi.
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