Uno di quegli avvenimenti che ti riconciliano con la vita l’altra sera. Ho ricevuto un invito ad una cerimonia speciale presso la Curia Arcivescovile di Matera.
La cooperativa Oltre L’Arte, si occupa da un decennio di gestione delle visite guidate ai monumenti e luoghi religiosi, ha deciso di assumere con un contratto a tempo indeterminato cinque giovani ragazzi che da un paio di anni hanno svolto attività con contratti a tempo determinato.

Nulla al di fuori dell’ordinario, anzi viene da chiedersi perché questa solennità, il luogo, tutte le autorità invitate, il Vescovo Mons. Giuseppe Caiazzo, Il Prefetto dott.ssa Antonella Bellomo, il Sindaco costretto da un grave lutto rappresentato dal Consigliere Pietro Iacovone, l’Associazione Italiana Persone Down rappresentata dal dott. Andrea Sinno e la Consulente del Lavoro dott.ssa Cecilia Sasaniello.

“Molto più di una firma – Molto più di un lavoro” il tema dell’evento.
Appena entrato nella Sala degli Stemmi della Curia riconosco un vecchio amico che subito mi presenta la figlia, Rosanna, una delle cinque risorse che la cooperativa sta per assumere a tempo indeterminato. Rosanna, affetta da sindrome di down, si presenta allegra e spigliata, la sua stretta di mano trasmette tutta la purezza e bontà del suo cuore, la sua felicità ed energia. Comprendo allora tutta la felicità di quei genitori, di quei familiari, di quegli amici che erano lì a festeggiare quell’accoglienza, quel riconoscimento che attraverso la Cooperativa Oltre L’Arte si realizzava dopo anni di trepidazione per il futuro di quei ragazzi che un difetto di cromosoma (trisomia 21) rende meno reattivi agli stimoli cognitivi, ma infinitamente più sensibili, più capaci di chiedere e donare amore.

Ecco perché tanta solennità, giusto risalto ad un evento che per il momento è ancora abbastanza raro. La mente mi riporta agli anni della mia infanzia. Mia madre, quando io ero ancora bambino, insegnava nelle “classi differenziali” delle scuole elementari e si batteva perché non esistessero più, perché i ragazzi meno fortunati di noi potessero essere accolti da una scuola che non facesse differenze ma che aiutasse a superarle. Gli alunni delle classi di mia madre erano miei amici, anche quelli assolutamente più deboli, addirittura incapaci di controllare i movimenti.
Dopo venti anni passati a recuperare alla vita questi ragazzi che allora subivano ogni sorta di discriminazione, mia madre venne comandata in Provveditorato agli Studi a coordinare il così detto Gruppo H. Fu sotto la sua guida e la collaborazione di altri colleghi che i ragazzi svantaggiati vennero inseriti nelle normali classi.
Capivo che il risultato di quella sera, l’assunzione a tempo indeterminato di quei ragazzi così vogliosi di dimostrare le proprie capacità, passava anche per il lavoro lungo e continuo che aveva svolto mia madre, ormai in pensione da molti anni, che ancora mi racconta di quando andavano nelle campagne intorno a Matera o nella provincia a”tirare fuori” questi ragazzi, tenuti nascosti nelle stalle e nei pagliai per nascondere la “vergogna” della loro condizione fisica o mentale. Furono tempi orribili per questi ragazzi, ma l’altro ieri sera si faceva festa.

Isabella, Massimo, Nicola, Niccolò e Rosanna sono stati chiamati ad esprimere un pensiero su quello che stavano vivendo. Dalle loro parole trasparivano, oltre l’orgoglio e la felicità per quello che stavano vivendo, un immenso amore e stima per i soci di Oltre L’Arte che li avevano considerati parte integrante della squadra.

Rosangela Maino, presidente della cooperativa, guardava da un angolo della sala con immenso amore ed orgoglio quei ragazzi che si avvicendavano al microfono con i loro mentori. I ragazzi ricambiavano quello sguardo con altrettanto amore per Rosangela, per Tina Burgi, la vice presidente della cooperativa, e per gli altri soci di Oltre L’Arte.
Rosanna preso il microfono con trasporto ed entusiamo dice: Poi la solennità delle firme. La Cooperativa Oltre L’Arte ha realizzato una impresa che va oltre ogni strategia di azienda, l’assunzione a tempo indeterminato di cinque ragazzi con disabilità, che rivela il cuore delle persone che hanno creato questa impresa. Auguri ai nuovi assunti e che Oltre L’Arte diventi un esempio da imitare.





Ho conseguito il titolo di Fotografo Professionista nel 1987 presso l’Istituto Europeo di Design (I.E.D.) di Roma con il massimo dei voti 110/110 (Corso Superiore Triennale di Fotografia). Dal 1987 ad oggi ho avuto moltissime esperienze lavorative nel settore della Comunicazione, Editoria, Marketing e Commerciale. E’ rimasta in me una grande passione per la fotografia, arricchita dalla voglia di scrivere e raccontare.