Ne sono passate di zolle di terreno sotto ai piedi, i trattori, nei cuori e nelle menti di quanti 20 anni fa cominciarono a dissodare gli aridi campi di una riforma tutta da costruire. E così da Genova, 20 anni dopo, era il 21 luglio 2001 si riparte con maggiore impegno per presentare a Tresta, alle 18.00, la Marcia per la nuova riforma agroecologica , in programma il 19 ottobre 2021. C’è tempo ma nella pentola delle cose da cucinare e da fare occorre metterci dentro contenuti e obiettivi. E a ragione se si vuole continuare a svoltare e a dissodare i terreni degli interessi di un mercato globalizzato, ma che ha bisogno dell’impegno di tutti per passare dalle parole ai fatti. Come non rioordare l’impegno di Gianni Fabbris, e di tanti altri, che non si sono risparmiati e continuano a farlo per una giusta causa? Di seguito il programma . Per il resto sfogliate pure le pagine social del sito www.sovranitalimentare.it

Cosa è la Marcia 2021 per la Nuova Riforma Agraria ed Agroecologica?.

.È, in realtà, la quarta marcia che i contadini italiani hanno sviluppato in 20 anni, dopo
quelle tenute nel 2005, nel 2009 e nel 2015 su proposta di Altragricoltura.
.
Quando si tiene?.
La data prevista per la partenza è intorno al 19 ottobre 2021 per terminare il 6 dicembre
ma il percorso di preparazione è iniziato dal 17 aprile del 2021 (dunque alla fine saranno stati impegnati 8 mesi di intenso lavoro) per un itinerario di circa 6mila km, con 47
giorni di iniziative e una media di due eventi al giorno.
Come si svolge?.
La Marcia 2021 è un percorso che compirà un gruppo di persone su un mezzo attrezzato
secondo un calendario deciso con le realtà territoriali attraversando tutte le regioni italiane
con obiettivi condivisi nel Forum dell’Alleanza Sociale per la Sovranità Alimentare. Tutto
il percorso verrà documentato da Iafue PerlaTerrra (la web/TV) e i canali del movimento.
Quali sono i suoi obiettivi?.
Cinque sono gli obiettivi principali che si è pone la Marcia 2021:
Lanciare e costituire il Forum Per la Nuova Riforma Agraria ed Agroecologica
Avviare il Centro di Documentazione per la Sovranità Alimentare e l’Inchiesta
Contadina sulla Condizione nella aree rurali e il Diritto al cibo
Estendere la Rete dell’Alleanza Sociale per la Sovranità Alimentare
Promuovere la Petizione Nazionale con la richiesta che il Parlamento assuma a
pieno i principi compresi nella Dichiarazione ONU dei Diritti dei Contadini e delle
altre persone che vivono nelle aree rurali e sviluppando la Rete dei Municipi Rurali
Sviluppare una CAMPAGNA DI INFORMAZIONE per raccontare sia la
condizione reale nelle campagne e nelle aree costiere sia le proposte del Movimento
.
Chi la promuove, chi e come la gestisce?.
La Marcia 2021 è proposta da Altragricoltura ed è gestita dall’Alleanza Sociale per
la Sovranità Alimentare che, essendo uno spazio aperto ed un percorso in costruzione,
include chiunque, condividendone la proposta , vuole partecipare.
Le tappe e i contenuti sono decisi in un Forum pubblico, con 7 gruppi di lavoro e una
segreteria. La stesura dell’agenda è prevista fra i mesi di agosto e settembre 2021.
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TUTTE LE INFO, I DOCUMENTI E GLI STRUMENTI
PER PARTECIPARE NEL SITO DELL’ALLEANZA
www.sovranitalimentare.it | info@sovranitalimentare.it

IL PROGRAMMA
Invito
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Durante le giornate della
mobilitazione di Genova
del luglio 2001, in Piazza
Rossetti, la piazza
contadina promossa da
l’Associazione Michele
Mancino, Carta dei Cantieri Sociali e il Comitato
italiano Amici del MST,
nasceva Altragricoltura.
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20 anni dopo
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Il 21 luglio 2021 presso il
circolo ARCI Barabini di
Trasta (GE), Altragricoltura e l’Alleanza Sociale per la Sovranità
Alimentare, presentano:
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LA MARCIA 2021
PER LA NUOVA
RIFORMA AGRARIA ED
AGROECOLOGICA.
.
l’evento si svolge in presenza nel salone del circolo ARCI e (dalle ore
18.30) viene trasmesso in
diretta streaming
(facebook.com/iafue.radiotv)
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PROGRAMMA
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Ore 16,30
Incontro con gli agricoltori e le associazioni del
territorio
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Ore 18.30/19.45
Assemblea pubblica
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Durante l’Assemblea,
oltre che in presenza,
intervengono a schermo
realtà direttamente impegnate nella Marcia
2021 (collegamento anche, dalla mobilitazione in
corso a Napoli contro il
vertice sull’ambiente dei
Ministri del G20)
.
ore 19.45
Brindisi di augurio per la
partenza della Marcia nel
giardino del circolo ARCI
aprile 2001


APPELLO PER UN’ALTRA AGRICOLTURA
Il cibo non è una merce!
Gli agricoltori italiani saranno a Piazza Rossetti di Genova
perché l’agricoltura è una risorsa per tutti, non dei padroni del mondo.
E’ interesse di tutti i cittadini avere un sistema agricolo che produca cibo sicuro, valorizzi il territorio, riproduca le
risorse naturali e sia diversificato, vitale e pieno di donne ed uomini al lavoro.
Per questo è indispensabile un’alternativa al modello agricolo che si cerca di imporre a livello planetario, basato
sulla furia produttivista e che ci consegna insicurezza alimentare, fame nel mondo, desertificazione o
impoverimento di interi territori. Il cibo non è una merce, il lavoro della terra ha una funzione sociale che non può
essere regolata dalla semplice competitività d’impresa che vorrebbe un’agricoltura dove il lavoro e la terra non
vengono valorizzati.
Nell’interesse di tutti i cittadini, della loro salute, del loro territorio, della giustizia sociale noi vogliamo
un’agricoltura con agricoltori, dove prevalga il lavoro sugli investimenti; siamo contro la privatizzazione delle
risorse, delle sementi, dell’acqua, siamo contro quanti vorrebbero imporre un gusto unico, omogeneo di un cibo
sterile come strumento per rafforzare i monopoli delle multinazionali agroalimentari, siamo contro il tentativo di
manipolare la vita e le risorse agricole con le tecniche transgeniche.
Noi vogliamo un‘agricoltura contadina, perché questa ha una dimensione sociale basata sul lavoro, sulla
solidarietà tra produttori e consumatori ma anche tra regioni e contadini del mondo, altrimenti le regioni più ricche
e gli agricoltori più forti lederanno il diritto alla vita degli altri, e questa logica non ha futuro. Per nessuno..
Ogni giorno in Europa chiudono seicento aziende agricole, entro quattro anni 750.000 lavoratori agricoli italiani
corrono il rischio di scomparire piegati dalle scelte di chi predica la liberalizzazione economica e cerca di imporre
un’agricoltura che esaurisce le risorse naturali, che trasforma il cibo in un pericolo per chi lo può comprare ed in un
incubo per chi non vi può accedere restando nella fame, un’agricoltura basata sui monopoli, sul terrore della
repressione nei Paesi più poveri e sulla illusione dell’efficacia di scelte antidemocratiche e antisociali dai costi
pesantissimi per la salute, l’ambiente e il lavoro. Per questo saremo a Genova, per rivendicare con forza un’altra
agricoltura che non sia governata dalle logiche della Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO) ma da
quelle – ci auguriamo più democratiche – dell’ONU, dove ad ogni Paese ed ad ogni popolo venga infine
riconosciuto il diritto fondamentale alla sovranità alimentare sottraendo così l’agricoltura ed il cibo alle scelte
irresponsabili dei sedicenti grandi del mondo.
Per questo facciamo appello a tutto il mondo agricolo, alle strutture organizzate ed ai singoli, ai lavoratori della terra
dipendenti ed autonomi, ai tecnici, ai lavoratori della filiera agroindustriale e di distribuzione perché siano con noi.
Nell’interesse di tutti.
Coordinamento Nazionale per un’altra Agricoltura
Nel Febbraio del 2001 l’Associazione Michele Mancino (nata a Metaponto nelle battaglie contro il caporalato), la Rivista
Carta dei Cantieri Sociali e il Comitato Italiano d’Appoggio al MST, produssero un appello a partecipare alle mobilitazioni in
Italia per il 17 aprile, in occasione della Giornata Mondiale di Lotta Contadina indetta da Via Campesina.


L’appello (firmato da Gianni Fabbris, Serena Romagnoli e Marco Calabria) si intitolava “LA TERRA
SENZA RECINTI”. Decine di iniziative si tennero in quei giorni; ne nacque un dibattito che avrebbe
portato alla proposta di organizzare la presenza dei contadini italiani e dei loro alleati durante la
mobilitazione contro il G8 a Genova. Fu così che a Piazza Rossetti nelle giornate fra il 19 e il 22 luglio
2021 si ritrovarono gli agricoltori italiani che sceglievano di resistere alla crisi imposta dal modello
agroalimentare neoliberista
DOCUMENTO RACCOLTO E ARCHIVIATO DAL CENTRODOC PERLATE