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No a chi vuole mantenere Matera ferma al 1870. Lettera aperta al Sindaco e al Consiglio comunale di Matera

In qualità di componente dell’ Associazione Matera- Ferrovia Nazionale ho redatto questa “lettera aperta” al Sindaco di Matera e all’intero Consiglio comunale. “Gentilissimo Sig. Sindaco,
due o tre mesi fa, una delegazione di “Matera – ferrovia nazionale”, Le chiese un colloquio, concesso, in cui fosse illustrato lo stato dei lavori relativi alla costruzione-completamento della tratta ferroviaria Ferrandina – Matera.
Si comunicò, in quella circostanza, che l’impresa si stava concretizzando, dopo oltre 150 anni di attesa, andata sempre delusa. Ben si poteva parlare di “impresa” storica. Fu anche aggiunto, particolare importante, che, compiuta la tratta in oggetto, diventava necessaria la prosecuzione verso l’Adriatico. In proposito fu anche precisato che, tra Regione Puglia e Regione Basilicata, era in corso un progetto, finanziato, di collegamento dell’area industriale di Jesce con la stazione di Casal Sabini. Di qui era agevole il passaggio alla stazione di Gioia del Colle, con innesto sulla linea ad Alta Velocità Taranto – Bari. Collegata,
perciò con breve tratto ferroviario a Jesce, Matera, di fatto, si trovava inserita in un anello che la portava in tutto il resto dell’Italia e verso il Centro d’Europa. Quello che, mancava, in definitiva, era un breve tratto ferroviario di esigui chilometri.
Solo un mese dopo, o poco più, una delegazione di “Matera – ferrovia nazionale”, veniva gentilmente invitata, dall’Assessore regionale Pasquale Pepe, ad un sopralluogo sui cantieri della Ferrandina – Matera. Verificammo grande impegno, grande fervore di operai e tecnici.
Tutto documentato con foto. Poco dopo, entusiasta, pubblicai un articolo, che spero Lei abbia letto e che, in analogia con il titolo di una novella di Pirandello, intitolai “Il treno a Matera fischierà e si sentirà anche nei Sassi”.
Il caldo ossessivo di luglio e di agosto ha avvolto nel silenzio e nel torpore la città; ma non è nemmeno entrato il mese di settembre che, tramite il dr. Pasquale Di Lorenzo, persona che da tempo segue attentamente le vicende cittadine, è stata data diffusione di un gigantesco manifesto, che Lei può osservare in foto e leggere. Che cosa abbia spinto il dr. Di Lorenzo a dare diffusione ad un manifesto così ambiguo e tanto provocatorio, non è detto.
Il dr. Di Lorenzo, nel dar notizia e diffusione del manifesto, precisa, comunque, che non è opera sua. Non dice di chi. Sta di fatto che gli autori o autore poco si sa; anzi si sa nulla.  

Il testo del manifesto, tuttavia, falso o non falso, è chiaro sotto altri aspetti. Facilmente, infatti, riconduce ad una o più imprese che gestiscono autolinee e servizi di trasporto sul territorio. Lo dice, con tutta evidenza, il fatto che si chiede la sospensione dei lavori, con blocco e rinunzia alla realizzazione della ferrovia; si propone, in alternativa, l’istituzione di otto bus-navette, con risparmio di 450 milioni di euro. Si tratta di evidente “imbroglio” voluto e plateale, considerato che detta somma risulta già spesa, se non tutta, almeno in gran parte.
Il dr. Pasquale Di Lorenzo, in una replica, darà del manifesto una lettura “ironica”, non sappiamo in che senso. Invece è senz’altro di cattivo gusto e non sappiamo quanto rispettoso delle norme di pubblicità vigenti. Si cala, infatti, con effetti di disturbo e disorientamento, in una comunità in cui il problema è ormai all’ordine del giorno, già attentamente dibattuto e positivamente risolto. Di fatto ha sortito l’effetto di riaccendere antiche polemiche, non prive di toni forti. Non va sottaciuto, di fatto, che il collegamento di Matera alla ferrovia nazionale, negli anni, anzi decenni, ha sempre avuto settori avversi, economicamente interessati alla gestione dei trasporti, ancorché non adeguati ai tempi e ai bisogni della città. Trattasi, infatti, di linee abilitate al trasporto di soli passeggeri e non già di merci, accompagnate, sempre, da sostanziose sovvenzioni regionali. In questo contesto, la tratta ferroviaria nazionale, con l’inserimento della città di Matera in un circuito italiano ed europeo, di conseguenza, è stata sempre vista come una pericolosa alternativa e concorrenza vincente.
All’interno dell’ Associazione “Matera – ferrovia nazionale”, ma anche a rigor di logica, il problema della concorrenza, in verità, non si pone. Ad altra e più importante funzione è chiamata la ferrovia nazionale, che non si limita al trasporto di passeggeri, ma, soprattutto, è adatta al trasporto merci, ponendosi come cerniera che, “ bucando” l’area industriale di Jesce, si trascina dietro, verso l’Adriatico e, quindi, verso l’intero territorio nazionale e verso il Centro Europa, la Calabria e il mondo produttivo del Metapontino. La stazione di Matera, perciò, nel cuore della Basilicata, nel cuore del Sud, qualcuno la vede con funzione
nevralgica per l’intero Mezzogiorno, giusta una felice intuizione dei Borboni, risalente agli anni 1830.
Le autolinee esistenti e la stessa tratta ferroviaria a scartamento ridotto, gestione FAL, in tale discorso, avrebbero funzione complementare e autonoma, non meno vitale per il trasporto di viaggiatori e turisti dalla collina materana a Bari, e viceversa, tipo affollate navette. Tanto meglio se riusciranno a garantire il servizio senza contributi pubblici. La ferrovia nazionale, in definitiva, è la via per il lancio economico – produttivo della città di Matera. Essa non può e non deve rinunziare ai settori primari dell’agricoltura, dell’industria e del grande commercio; non può e non deve affidare il suo destino alla labilità integrativa del turismo, come finora, erroneamente, è stato fatto. Né minimamente si è considerato che detta politica, solo pro turismo, poco ha fermato il grave fenomeno della fuga dei giovani, dello spopolamento e del comunque preoccupante decremento
demografico, che, a dispetto del suo titolo di capitale europea della culturale e del dialogo mediterraneo, coglie anche Matera.
La mia lettera, Sig, Sindaco, in un momento importante per il destino della nostra città, quando ancora c’ è chi porta dubbi e confusione, e “rema contro”, è un invito pressante a entrare nella vicenda da protagonista, con il sostegno dell’intero Consiglio Comunale. Si faccia responsabile carico della questione, sancendo, in modo perentorio e univoco, la scelta per la ferrovia nazionale, isolando chi ancora pretende, con dubbi intenti, di inserirsi nella questione a difesa del proprio particulare. Si vive un momento di storica svolta, arrivata, come si diceva , dopo 150 anni. A Lei il tempo ha riservato tanto onore e prestigio.
Con rispetto e cordialità.”

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