E ora nel BelPaese si tende a correre ai ripari, dopo la fase delle maglie larghe dell’estate con controllo blandi e tamponi zero…o quasi,e una politica mediatica di attesa dei bassi numeri che ha portato all’exploit dei contadi di questi giorni. Con gli inviti a scaricare l’APP immuni sul quale restano le perplessità funzionali e di affidabilità (ne abbiamo parlato in vari servizi) e in attesa del vaccino che, come ripetuto da esponenti di Governo dovremmo (il condizionale è d’obbligo) avere entro l’anno e fornito in milioni di dosi nel 2021. Un annuncio che dovrebbe soddisfare le attese della popolazione mondiale e locale e delle case farmaceutiche, che lavorano al business sin dal 2019…altrimenti il covid o virus a corona avrebbe portato un’altra data. E pensare a male ci si azzecca, quasi sempre, come ricordava il perspicace ”Presidente” del consiglio Giulio Andreotti. E poi dalle calamità qualcuno ci guadagna sempre, anche quando prepara un software per monitorare il contagio. Ma evitiamo allarmismi. Piuttosto e lo ripeteremo fino alla noia conta la volontà e la possibilità di attuare i protocolli sanitari e le buone pratiche di contagio: tamponi, mascherine, distanziamento fisico ( e non sociale che si continua a scrivere e a dire in maniera impropria) e lavatevi le mani.

Il governo, e lo abbiamo sentito anche nella trasmissione di domenica 11 ottobre di Rai Tre ” Mezz’ora in ” condotta da Lucia Annunziata esclude che si possa arrivare a un nuovo periodo di chiusura o di confinamento domiciliare (lasciate perdere gli anglicismi modaioli) per nuclei famigliari e attività produttive. E allora l’indicazione è quella di favorire il lavoro a distanza da casa, in tutte quelle situazioni dove è possibile farlo. Non si esclude anche la didattica a distanza, fallimentare sul piano didattico e formativo ricordiamolo sia per la precarietà del funzionamento e della dotazione delle tecnologie sopratutto al Sud e sia per la ‘debolezza’ dell’attività formativa. Senza dimenticare il disagio per gli insegnanti, sopratutto le donne nel doppio ruolo di madri e lavoratrici. E allora, rivedetevi la trasmissione su RaiPlay, sono venute rassicurazione e precisazioni. Ne riassumiamo alcune.. Su tutte quelle del Commissario per l’emergenza Domenico Arcuri Arcuri ”Oggi -ha detto non ci sono le condizioni per tornare al lockdown, c’è bisogno di prendere tutti coscienza e
farci carico di un necessario incremento di responsabilità”. E a sostegno di quanto affermato ha citato quanto fatto di buono finora rispetto alla scorsa primavera. ” Il 31 marzo – ha precisato – c’erano in terapia intensiva 4.023 pazienti, ieri 10 ottobre ce n’erano 390. E’ il segno della risposta che il sistema ha dato rispetto all’epidemia e negarla vuol dire che si è poco informati” . Ne prendiamo atto, ma riteniamo che qualcosa in più sul piano della sorveglianza e della prevenzione andava fatto. Ci saremmo risparmiate le ‘riconcorse” e le ”restrizioni” di queste settimane, con l’obbligo di mascherina all’aperto ( con i dovuti distinguo) e le precisazioni sulle attività sportive all’aperto come da circolari ministeriali. ” Chi fa attività motoria all’aperto – scrive il capo di Gabinetto del Viminale Bruno Frattasi- dovrà indossare obbligatoriamente la mascherina. La disposizione che prevede l’uso della
mascherina “esenta dall’obbligo di utilizzo – scrive Frattasi – solo coloro che abbiano in corso l’attività sportiva e non quella motoria, non esonerata, invece, dall’obbligo in questione”. Altro passaggio è il coinvolgimento dei medici per effettuare i test rapidi. Saranno i medici di base ad effettuare i test antigenici rapidi. Un annuncio dopo la chiusura della gara per 5 milioni di test, che ha visto la partecipazione di 39 imprese. Ora i tempi tecnici per valutare le offerte poi l’avvio del servizio. ”Molto velocemente metteremo in campo questi strumenti -ha detto Arcuri- e lo faremo non solo per porti e aeroporti ma ci sarà anche un certo numero a disposizione dei medici di medicina generale. I test dunque “arriveranno ai medici di base e sarà ancora più importante il lavoro che già stanno facendo”.

Fuori trasmissione e sui social un passaggio dal mondo della scuola, dalla ministra Luciana Azzolina. “Non c’è alcuna ipotesi di provvedimenti restrittivi per le scuole -ha scritto. Il Governo non ne ha affatto discusso. E sarebbe strano il contrario E sarebbe strano il contrario: i dati ci confermano che le scuole sono luoghi molto più sicuri dialtri”. Ne prendiamo atto a Matera alcuni focolai rientrati e con tanto di riscontro di tamponi negativi. Ma occhi aperti sulle attività pubbliche, dove le persone covid positive e asintomatiche ci sono state con l’inevitabile preoccupazioni da contatti e contagi.