Nessuno tocchi Caino è una associazione pro-reo della galassia radicale.
Non so se del suo patrocinio.. si sia avvalso il lucano Bolognetti, radicale messo alla graticola dai suoi per il candore delle sue idee.
Aveva ottenuto da Pannella e Bordin uno spazio in Radio Radicale (RR) più che proporzionale per la Basilicata, e ne faceva un uso egregio per sdoganare Cristo, DA EBOLI IN GIÙ.
Ma, dopo la scomparsa dei due big nel 2016 e 2019, le cose cominciarono a sfilacciarsi.
Vennero alla luce le guerre di cortile tra le diverse correnti del Partito Radicale (PR). A ciò si aggiunse il Covid: è probabile che il Maurizio di Latronico sia stato sacrificato dal Maurizio (Turco) segretario sull’altare del disperato filoscientismo di quei drammatici giorni, in una chiave liberticida estranea al pensiero radicale, almeno fino a Pannella.
Ma solo Bolognetti può dire dove e quando si incrino’ il legame con il suo mondo.
Comunque, a fine 2021 la cavallina storna radicale lo disarciono’, e lui incasso’ senza scomporsi.
Non per la censura subita dai suoi si è poi affamato Bolognetti nei suoi digiuni, bensì per l’informazione carente sulle regionali dell’anno scorso, e correntemente sul diritto denegato alla CONOSCENZA in vista del referendum sulla giustizia (che comunque sarà rinviato).
Ma vale la pena di rischiare la salute, in mancanza di una cassa di risonanza oltre regione, com’era la sua presenza in radio? Si rischia la vox clamantis in deserto.
E senza aver sciolto prima (a noi sembra) il suo vero tormento, ovvero il rapporto con radio RR ed il suo mondo in generale?
Anche questo può deciderlo solo Bolognetti stesso, che rimane tuttavia ben abbottonato rispetto alle vicende della sua espulsione. Certamente sogna di rientrare a quei microfoni.
Dopo aver trovato nel mare mosso un breve approdo nella caletta centrista di Azione. Ma Calenda non era santo da far miracoli liberali.
Bolognetti ci porge una smunta figura di ECCE HOMO (ci sta Antonello da Messina), straziata dall’indignazione, inaugurando con ciò una nuova estetica degli scioperi della fame.
Che va oltre il faccione del compianto Pannella: al netto degli scioperi, ben pasciuto alla cucina franco-abbruzzese.
A parte la cuisine, su cui tiriamo scherzosamente ad indovinare, immaginiamo che Pannella non avrebbe seguito a spada tratta e fino all’inferno di Gaza la linea pro-israeliana di cui era alfiere.
Ad uno o due passi prima del genocidio, avrebbe fatto uno dei suoi salti quantici.
La VENA UMANITARIA, coadiuvata dall’astuzia politica che non gli mancava, l’avrebbe profilato come peace maker in quello scenario.
Così fece prima della sciagurata guerra a Saddam, senza essere purtroppo ascoltato.
Il PR odierno invece si è baloccato nel recinto della guerra ad Hamas, in realtà guerra di ESTINZIONE del popolo palestinese, immemore dei principi antimilitaristi delle origini, congiunta con la lotta all’antisemitismo nel mondo (perché gli arabi non sono semiti!?).
Così tuona su RR la maître à penser per il medio oriente Fiamma Nirenstein, “razzista democratica”, diciamo dal titolo del suo primo libro. Nonostante una storia di sinistra.
Ascoltarla per credere.
Su questo e altri spinosi argomenti sarei curioso di udire cosa ne pensa veramente il corregionale Bolognetti, stato di alimentazione permettendo.
Perchè le querelle sulla giustizia vanno e vengono, ma la guerra a Gaza e in pogrom in Cisgiordania sono la condanna a morte di un intero popolo.
ULTIMORA. Mentre scrivo vengo a sapere che da Natale ha ripreso incautamente la sua azione non violenta.
“Fame, poi digiuno, poi ancora fame; poi 37 ore di sete e adesso di nuovo e ancora fame. A qualcuno potrà sembrare paradossale, ma questo è il mio cibo, è nutrimento che spera di nutrire“.
Il ricorso ai toni biblici non lascia ben sperare per l’anno nuovo.
Caro Maurizio, inutile chiederti di smettere, perché non daresti comunque ascolto allo sconosciuto che scrive. Ti invio invece l’attestazione della mia stima e solidarietà, per quanto hai fatto per ambiente e giustizia in questa terra, anche se sul referendum voteremo in modo opposto.
Sui diritti di libertà e all’informazione non si transige.
Il governo e la RAI devono darsi ora e sempre UNA BENEDETTA MOSSA.
Deve cessare l’avarizia delle informazioni dei potentati. Dei Cicchitto, Brunetta, Gasparri & company, che si fanno più larghi alla Rai che nel divano di casa loro.
Anche nella tua RR il regime viene ospitato con crescente benvolere, sebbene non so se lì hanno i divani.
– Continua –

La mia fatica di Sisifo è stata occuparmi da sempre del fenomeno lingue.
Le ho studiate in Germania e Irlanda, per poi lavorare come traduttore.
Con tutta l’ammirazione per le virtù del medium, non sarò mai un giornalista, di quelli che dicono della loro professione: “Meglio che lavorare”.
Non fa per me la separazione ipocrita di fatti e opinioni.
Credo nella dialettica e nei dialetti, nella laboriosità del pensiero lento.
La forma è contenuto, e si lascia cesellare fino a dare il più grande risalto alle idee che, si spera, hanno in sé la verve per salvarci.
Ci vorrà del lavoro a riempire il baratro di apatia in cui è precipitato il pensiero.