L’illegalità va perseguita e su questo non ci piove. Ma fa riflettere la vicenda scoperta dalla Polizia di Stato di Matera che ha arrestato un pregiudicato di 44 anni del posto, con l’accusa di estorsione aggravata nei confronti dei titolari di un bar ristorante e di averli malmenati, tanto da indurli a ricorrere alle cure del Pronto soccorso. Il motivo? Legato a situazioni contingenti, con la compagna dell’uomo che aveva continuato a lavorare senza ingaggio e di intesa con i titolari dell’esercizio, dopo essere stata licenziata a causa della crisi . Situazione di rapporto di lavoro sommerso scoperto dalla Guardia di Finanza, che aveva disposto la chiusura dell’attività, scoprendo che la donna tra l’altro fruiva del reddito di cittadinanza, ma all’insaputa dei proprietari. Da qui il risentimento dell’uomo che ha cominciato a minacciare i datori di lavoro e a chiedere il pagamento degli 800 euro del reddito minimo di inserimento, perso dalla sua compagna, con l’assicurazione di estendere la protezione ad altre attività che la coppia gestisce nel comprensorio. L’arrivo delle Volanti, dopo l’aggressione, ha messo fine alla vicenda. Ma restano tutte le responsabilità del legislatore che non ha attivato misure efficaci di contrasto al lavoro sommerso, legato oggettivamente ai costi del lavoro, alle situazioni di bisogno. E alle maglie larghe sui requisiti nella concessione del reddito minimo di cittadinanza . Uno strumento,ricordiamo, nato con i presupposti di avvio al lavoro e per un sostegno a tempo. Senza monitoraggio ,però, e senza progetti occupazionali da parte di soggetti pubblici e privati ha, alla lunga, messo a nudo i ‘’luoghi comuni’’ dell’ assistenzialismo e i limiti dell’iniziativa.

QUESTURA DI MATERA

Comunicato Stampa

Matera, Polizia arresta in flagranza pregiudicato per tentata estorsione aggravata

Nello scorso fine settimana, agenti della Polizia di Stato hanno arrestato in flagranza di reato e condotto in carcere un pregiudicato 44enne materano per tentata estorsione aggravata nei confronti dei titolari di un bar ristorante di questo capoluogo.

Le due vittime hanno chiamato il 113 riferendo di essere state aggredite fisicamente dall’uomo, che le aveva colpite con calci e pugni e anche mettendo le mani al collo di uno dei due, tanto da costringerle a fare ricorso alle cure dei sanitari del locale Pronto Soccorso.

Gli agenti della Squadra Volanti sono prontamente intervenuti, ponendosi alla ricerca dell’aggressore che nel frattempo si era dato alla fuga. Gli operatori sono riusciti in breve a rintracciarlo e a condurlo in Questura.

È emerso che i due titolari dell’esercizio pubblico avevano assunto come barista una ragazza, compagna del pregiudicato. Successivamente, per le difficoltà economiche dovute anche all’attuale emergenza sanitaria, erano stati costretti a licenziarla. Di comune accordo, tuttavia, avevano continuato a farla lavorare benché non in regola.

Nello scorso mese di febbraio, l’esercizio era stato oggetto di controllo da parte della Guardia di Finanza che aveva scoperto l’irregolarità, procedendo di conseguenza. Pertanto, i due erano stati costretti ad assumere nuovamente la donna che perdeva così il diritto al reddito di cittadinanza pari a circa 800 euro mensili, beneficio di cui usufruiva all’insaputa dei titolari del bar.

Ciò aveva provocato la reazione del compagno della donna, il quale, fortemente risentito nei confronti dei due datori di lavoro poiché la sua compagna non percepiva più il reddito di cittadinanza, aveva iniziato a minacciarli pretendendo dai due il versamento degli 800 euro, corrispondenti alla mancata somma percepita, con la promessa di fornire protezione anche per altre attività commerciali che le due vittime conducono nell’hinterland materano.

All’ennesima richiesta del denaro, i due però si sono ribellati provocando la reazione violenta del pregiudicato.

L’arresto è stato convalidato oggi dal Gip del Tribunale di Matera che ha disposto la custodia cautelare in carcere dell’uomo.