Se Matera, con i rioni Sassi e l’habitat rupestre, è diventata nel 1993 patrimonio Unesco lo si deve a quella relazione argomentata dall’architetto Pietro Laureano che mise in luce quel sistema di raccolta delle acque, fatto di cisterne, canali, palombari e pozzi, realizzati con tecniche tradizionali. E allora rilevare, ripristinare, rendere funzionali e visibili alla collettività quelle antiche strutture idrauliche non può che valorizzare l’identità di Matera e promuoverne le specificità, sopratutto ora che si parla – spesso a vuoto- di turismo di sostenibilità senza progettualità o voltando lo sguardo dall’altra parte quando si allargano le braccia davanti a scempi ”tollerati” nella logica del ”silenzio assenso”. E allora l’occasione aperta dai lavori di ripavimentazione di piazza Duomo possono essere l’occasione per ripristinare l’antico pozzo,rimosso nella prima metà del secolo scorso, insieme a balaustre e scalinate che circondavano la basilica. Il pozzo aveva una funzione precisa, poi ”pavimentata” nel suo perimetro. Se ne era parlato in passato con una ipotesi da ”crucifigge” per realizzare un parcheggio interrato. Altri suggerimenti erano seguiti al dibattito sulle nuove funzioni della piazza,accanto alla presenza e al ruolo del Palazzo della Curia Arcivescovile e del museo diocesano, con l’arrivo del Luxury Hotel ”Palazzo Gattini”, di Palazzo Viceconte in via Muro, di Casa Noha sede del Fai e del ripristino di Palazzo Malvezzi che dovrebbe diventare sede di rappresentanza istituzionale. Un percorso di ripristino culturale che non può ignorare la storia e l’architettura dei luoghi.

E allora quell’antico Pozzo potrebbe tornare, almeno sul piano identitario, ma non è da escluderne la funzionalità, al centro della piazza dove – dopo la pandemia da virus a corona e le vaccinazioni – tornerà la festa del 2 Luglio e il carro trionfale per i tre giri in onore della Protettrice, Maria Santissima della Bruna.

Perchè allora, non fermarsi un attimo, visto il cantiere in corso e l’assenza di flussi turistici per non mettere mano al recupero e alla visibilità dell’antico Pozzo, simbolo non solo della sete ma anche di un itinerario di antichi saperi che dal piano ai Sassi alla torrente gravina valorizzano quel legame millenario che Matera ha con l’acqua? Turismo sostenibile è anche questo: palombari, pozzi, fontane, neviere e la cultura che potrà sgorgare da quei siti. La Matera che vuol bene a Matera, che vuol difenderne l’identità si ricordi del passato e lo riporti nel presente per costruire il futuro.

Quell’antica targa scolorita, priva delle lettere bronzee, sulla facciata di Palazzo Malvezzi (del quale attendiamo conoscere contenuti e piano di gestione) che ricorda la presenza della sala concerti del Conservatorio musicale ‘ E.R Duni” è un ulteriore invito a legare le culture musicali e idrica. Magari con un concerto a tema con le musiche sull’acqua di Georg Friedrich Händel. Da piazza del Sedile, siamo certi, che darebbero un contributo all’evento come accaduto in passato. Pronti maestri? Al via piccozza e cazzuola per ripristinare il pozzo e spartito per la esecuzione musicale. Serve il ” La” dell’Amministrazione comunale. Sindaco Domenico Bennardi. Ci pensi e convochi giunta e uffici tecnici. L’assessora ai lavori pubblici Graziella Corti, da quanto riporta la nota che segue dei Verdi per l’Europa ha mostra interesse. Bene.

IL GRUPPO CONSILIARE EUROPA VERDE – PSI CHIEDE URGENTEMENTE DI INTERVENIRE PER IL RIPRISTINO DELL’ANTICO POZZO IN PIAZZA DUOMO.

Nel corso dei lavori per il rifacimento di Piazza Duomo, è tornata all’evidenza la presenza dell’antico pozzo da cui veniva attinta acqua dal palombaro sottostante alla Piazza. Il consigliere comunale Mario Montemurro a nome dell’intero gruppo consiliare Europa Verde – PSI, si è immediatamente attivato per segnalare all’assessora alle OO.PP. Graziella Corti la necessità di non perdere questa occasione per restituire un pezzo importante della storia della Città.

L’assessora ha subito accolto la segnalazione attivandosi per lo scopo. Inoltre l’assessore alle Attività Produttive, Giuseppe Digilio, ha acquisito la disponibilità di un imprenditore locale per finanziare, eventualmente, l’opera.