HomeCronacaNella capitale della cultura...l'Archivio ha bisogno di risposte

Nella capitale della cultura…l’Archivio ha bisogno di risposte

Bene le riflessioni e alcuni chiarimenti, venuti dalla nota del Comune di Matera che pubblichiamo di seguito, sulla vicenda, non ancora chiusa purtroppo, sul futuro dell’Archivio di Stato di via Tommaso Stigliani che ha bisogno di una nuova sede (possibilmente centrale) e di un potenziamento degli organici. E’ la priorità a far presto e a indicare tempi e modi della soluzione va fornito in tempi ragionevoli. Il tourbillon di indiscrezioni, contatti, impegni attesi e disattesi (la vicenda della caserma della polizia municipale si trascina da tre consigliature) non porta da nessuna parte. Se l’Amministrazione comunale non può contare su sedi proprie (perchè non idonee o in attesa di altre destinazioni d’uso) e nemmeno su quelle di altri enti e allora è bene rivolgersi sul mercato immobiliare, coinvolgendo altri soggetti (Ministeri, Regione) che possano contribuire in tal senso. Altra storia è la biblioteca ” Tommaso Stigliani” (un nome che ritorna) sulla quale i soggetti diretti e interessati(Provincia e Regione) sono in tutt’altre faccende affaccendati, dopo l’emergenza di bilancio (altra incongruenza) per l’annualità 2021. E qui occorre un confronto permamente tra enti, associazioni, con un preciso disegno sul che fare sul piano gestionale e della ripresa. Progetti degni di tal nome realizzati da soggetti affidabili. Conta questo e in un progetto di città, legato a quello che ha fatto, lasciato a metà o non fatto dalla ” Capitale della cultura”. Ma ora una sede per l’Archivio di Stato. La priorità è questa. Ed è questo il nostro bene comune…

L’INTERVENTO DELL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE

Nella Capitale Europea della Cultura da troppi anni, prima anche del 2019, i presidi culturali più importanti quali la biblioteca provinciale e l’Archivio di Stato di Matera vivono una fase di debolezza e fragilità nel reperimento di risorse e di personale, è un paradosso che ci portiamo avanti da troppo tempo – sostiene il Sindaco Bennardi. Solo ieri discutevamo in piazza e nei tavoli istituzionali di come poter garantire il futuro alla nostra Biblioteca T. Stigliani, medesima difficile fase, come confermato dalle notizie di questi giorni, è attualmente per l’Archivio di Stato di Matera. Proprio a sostegno di quest’ultimo, l’Amministrazione comunale ha siglato un protocollo di intesa datato 2 agosto 2021 e finalizzato all’inserimento professionale di quattro unità all’interno dell’Archivio di Stato, personale previsto nel programma del Reddito Minimo di Inserimento (RMI) in dotazione al Comune di Matera. Un gesto che andava oltre la solidarietà tra istituzioni, con la ferma volontà condivisa di mantenere un presidio pubblico fondamentale per la nostra comunità.
Oggi il problema maggiore per l’Archivio di Stato è legato alla propria sede.
L’amministrazione Bennardi ha inteso avviare una serie di dialoghi con altri Enti e Istituzioni affinché non soltanto l’Archivio di Stato venga salvaguardato, ma gli sia dato per la prima volta una sede pubblica, con la assoluta convinzione che una funzione pubblica solo così possa davvero consolidarsi in città, con tutti i benefici che comporta per la sua comunità: da una parte la consuetudine, la frequentazione, la permanenza di una funzione di grande valore storico e culturale, dall’altra i benefici economici legati all’eliminazione di un fitto passivo, che grava dal 1986 sulla spesa pubblica, che è spesa di tutti i cittadini e risulta essere iniqua, in favore di un singolo operatore privato.

L’ambizione è quella di costruire un centro di documentazione polivalente, che vada dall’archivistica alla biblioteconomia, che possa unire tutti gli archivi, da quello di stato a quelli comunali, oltre a quelli più validi privati, una cornice dove tutto parla di cultura, uno spazio aperto e fruibile da studenti, ricercatori, professionisti, non solo un “manipolo ristretto di studiosi”.
Questi sono i principi che stanno determinando le scelte, perché questa amministrazione, nella piena attuazione delle Linee programmatiche di mandato, vuole invece riabilitare il patrimonio edilizio pubblico esistente, compiendo su più fronti, tanti sforzi in merito.
Rispetto al regolamento urbanistico, tante volte tirato in ballo, – sottolinea anche la Vice-sindaca Assessora Rosa Nicoletti – quello che si è fatto è stato solo prendere atto di una classificazione che definirei distorta, poiché il vecchio piano regolatore definiva l’immobile destinato a standard dal 2007 e mai acquisito al patrimonio pubblico. Che la chiusura dell’Archivio di Stato sia imputabile all’approvazione del regolamento urbanistico è mendace oltre che fuorviante.
La proprietà dell’immobile, dove ha sede l’Archivio di Stato, non ha inteso rinnovare il contratto oltre ad aver avviato una procedura di sfratto, non ancora esecutivo, perché trattasi evidentemente di un ufficio pubblico “essenziale” con un indiscusso interesse pubblico.
L’attività dell’Archivio di Stato rimane per l’Amministrazione fondamentale per una città a forte vocazione e culturale dalle profonde radici storiche.

RELATED ARTICLES

Rispondi

I più letti