“Non si vive più”, così si è espresso uno dei tanti residenti del quartiere Casalnuovo a ridosso dei Sassi di Matera. Tuonando: “chiamo l’agenzia e vendo tutto”.”

E’ quanto si legge in una nota diffusa Pasquale Di Pede, Vicepresidente Associazione Casalnuovo Rinasce, che oltre alla stampa è stata inviata anche al Prefetto e al Sindaco. Missiva che così prosegue:

Tanti l’hanno fatto negli antichi rioni ,hanno ceduto le loro , case perché esasperati, impossibilitati a convivere con le numerose attività, con il traffico caotico, gli spazi rubati, il disordine degli ambienti, i rumori ,i parcheggi selvaggi, i parcheggi vuoti e quelli chiusi da 12 anni.

Certo hanno venduto bene le loro case ma è una forma di esproprio forzato anche contro la legge dello Stato e a favore del mercato: la 771 del 1986, ancora in vigore,prevede la vocazione residenziale di quei luoghi. In questi anni è scomparso il progetto per case popolari per ben 70 alloggi che prevedeva un cospicuo finanziamento per animare gli antichi rioni e agevolare anche l’insediamento delle giovani coppie. Ci hanno pensato le strutture ricettive e di ristorazione e qualche tentativo di struttura da dedicare all’arte.

Un altro residente resiste, mi scrive: “rifiuto di pensare a quello che accade per non deprimermi. “

Una mamma esce di scatto fuori casa per difendersi dai vigili venuti nuovamente a multare , ha in braccio una tenera bambina con gli occhi spalancati: il suo futuro è segnato.

“Mi sto ammalando” mi grida una mamma lavoratrice, ha preso diverse multe per divieto di sosta rispedite al sindaco, ma lui non risponde.

Non risponde neanche a noi che ci siamo costituiti in associazione: volevamo gestire il parcheggio chiuso da 12 anni . ”Non si può” ci hanno risposto, la normativa non lo consente. Peccato che a suggerire questa soluzione è stato proprio un loro assessore.

Il sindaco ha voluto l’installazione di opere scultorie dedicate all’amore,ma qui al rione Casalnuovo in questi giorni amore è una parola sconosciuta.

C’è rabbia invece per tutte le auto che entrano nonostante un cartello all’inizio della strada segnali: Strada chiusa esclusi i residenti. Un provvedimento reso necessario per lavori di ristrutturazione ma senza un’efficiente organizzazione, senza nessun coinvolgimento dei cittadini.

Poi anche fuori dai Sassi c’è qualcosa che non va: diversi alberi di pini da abbattere salvati dai cittadini e associazioni ambientaliste impegnati a rastrellare fondi per sostenere la causa fino in fondo e a scomodare illustri avvocati e periti e a rastrellare fondi per sostenere la causa .

Ora c’è l’assalto all’altopiano murgico: un vasto complesso rupestre sotto tutela: sono previsti interventi che non convincono diversi cittadini e associazioni.
Matera ha raggiunto un traguardo di notorietà che nessuno pensava mai prima. Grazie al turismo ha avuto una importante crescita economica un po’ disordinata nella sua espansione urbanistica, in attesa del piano della mobilità sostenibile e della nuova raccolta differenziata che ha fatto cilecca fino ad oggi. Strano anche alcuni provvedimenti che cancella le piste ciclabili e poi dà i contributi per l’acquisto delle biciclette.

Con il suo titolo di capitale della cultura europea doveva essere un esempio della cultura vera, quella che fa convivere le diversità, fa emergere le competenze, fa dialogare i cittadini con le istituzioni, rispetta i luoghi della storia, avvicina la partecipazione. Non è sempre così.

La storia dei comitati di quartiere promessi varie volte ,avviati e poi ritirati, cancellati dallo statuto comunale.
Un po’ di amaro rimane dopo il clamore mediatico, lo stordimento degli eventi del 2019. Lo vedi nelle opere incompiute: qualche cine teatro a pezzi ; le opere inutili: sono già 3 ascensori nei Sassi non funzionanti; parcheggi completati e non utilizzati; ci sono opere esagerate: una mega stazione ferroviaria al centro città costata quasi 6 milioni ,dove il treno delle FAL impiega sempre quasi due ore a percorrere 60 km per raggiungere Bari, e poi nelle vicinanze c’è un terminale bus per pendolari e turisti, lasciati senza servizi, neanche una semplice pensilina per proteggersi dalle avversità atmosferiche.

L’associazione costituita dei residenti del quartiere di Casalnuovo viene ignorata da vari enti: L’azienda sanitaria, L’ Acquedotto, L’amministrazione Comunale, al punto da rivolgerci al Prefetto. Eppure si parla di igiene pubblica: una perdita di liquame si espande sulla strada a pochi metri dalle abitazioni. Si rivendicano servizi non erogati: quasi nessuna pulizia e manutenzione viene effettuata mentre in alcune zone del centro si raccoglie anche il pulviscolo di polvere.

In questa zona si lasciano aree abbandonate e degradate a cui giovani laureati si sono dedicati con i loro studi con le loro tesi di laurea con progetti di recupero di un bene pubblico da usufruire insieme. A nulla è servita la pulizia straordinaria e aver piantato alberi a cura degli abitanti per richiamare l’attenzione dell’amministrazione. Anche il noto parroco del posto è sconfortato, dice di essersi interessato con i sindaci del passato perché quell’area con i suoi locali tornasse fiorente in una delle due vie di accesso ai Sassi.

Cosa rimane di questo fatidico 2019 ? Una parentesi,un gettone di presenza dei cittadini temporanei , così venivano chiamati in questo anno convulso, coloro che hanno scelto scoperto e apprezzato Matera.

Ora che il passaporto, che dava accesso agli eventi, è scaduto e il Covid ancora attivo, quale modello partecipativo, quale programma ci attende a settembre quando si andrà a scegliere la nuova amministrazione? Saranno i migliori a rappresentarci se sapremo scegliere i migliori.”