Due giovanissimi carabinieri in coppia, un uomo e una donna, rispettivamente calabrese e pugliese, in servizio per il centro di Matera ”capitale europea della cultura 2019”. Una presenza gradita e, naturalmente, fotografata da cittadini e turisti in altre occasioni che nei ponti festivi affollano i luoghi più visitati di una città unica e in cui tutti intendono tornare. E l’Arma con l’esperienza di sempre, trasmessa alle giovani leve in divisa, vigila affinchè accanto ai ”selfies” resti un buon ricordo della tappa materana. I due giovani carabinieri sono anche un punto di riferimento per eventuali richieste di informazione, anche per gli stranieri, vista la ”Babele” di questi giorni tra i rioni Sassi e il centro. Ma la presenza dell’Arma ha anche un significato particolare legato al 25 aprile. A quella lotta di Liberazione, seguita all’armistizio del 1943, che vide anche tanti carabinieri combattere o immolarsi per la libertà. Come non ricordare il sacrificio di Salvo D’Acquisto,vice brigadiere dell’Arma dei Carabinieri, insignito di Medaglia d’oro al valor militare alla memoria per essersi sacrificato il 23 settembre 1943 per salvare un gruppo di civili , durante un rastrellamento delle truppe tedesche che cercavano i responsabili della morte di due paracadutisti e il ferimento di altri, mentre ispezionavano casse di munizione abbandonate. I tedeschi, ligi a una ordinanza del feldmaresciallo Albert Kesserling, avevano già radunato i civili da fucilare. D’Acquisto si autoaccusò della morte e del ferimento dei tedeschi , salvando la vita ai civili. Venne fucilato alla Torre di Palidoro di Torrimpietra (Roma). Un sacrificio che salvò tante vite e che contribuì a scrivere una pagina eroica dell’Italia libera e della nuova Costituzione repubblicana. Alla Memoria di Salvo D’Acquisto, medaglia d’oro al valor militare, è seguito il processo di beatificazione. Eroe sul campo, santo nella vita e non solo per l’Arma, ma un esempio per tanti giovani che dovranno difendere diritti e libertà per le future generazioni.