E a cassa come va? Il “re galantuomo ” Vittorio Emanuele II al suo corregionale Paolo Verri -direttore generale della Fondazione ” Matera- Basilicata 2019”- la domanda, e su richiesta del primo ministro Carlo Benso Conte di Cavour, gliela avrebbe fatta eccome. Anche per tirare il totale al giro di boa del primo semestre, fatto nella Capitale del BelPaese, da dove sono stati elargiti gran parte dei fondi per attivare tutto quel po’ po’ di roba che stanno animando Matera e altri centri della Basilicata nell’ anno da capitale europea della cultura. I bilanci si fanno alla fine, vero, ma se ci si presenta per quello semestrale e allora bisognava essere conseguenziali. E invece tanti report con la elencazione di quello che si è fatto, con l’immancabile gran messe di dati social, ma niente cifre sulla spesa, dalle spese di gestione, organizzazione, promozione,al mantenimento della pianta organica ai compensi per prestazioni professionali. E’ tutto nella Amministrazione trasparente. E chi lo mette in dubbio ma è un percorso per addetti ai lavori. Buono il dato sul numero di passaporti venduti, in generale, senza scendere nel dettagli con quelli da 19 euro per i forestieri e da 12 per i residenti acquistati nella fase iniziale. Nel report,pertanto, non sono indicati quelli giornalieri da 10 euro, da utilizzare entro la mezzanotte della data di acquisto, e introdotti in primavera dopo una lunga attesa e che hanno contributo a soddisfare le esigenze dei turisti, il 90 per cento dei quali è di passaggio. Ci sarebbe piaciuto conoscere l’impiego degli introiti dei passaporti visto che gran parte dei progetti sono stati finanziati al 100 per cento e con risorse dello Stato, che ha messo a disposizione – come accaduto per alcune mostre di pregio, su tutte quella del Rinascimento al Sud- le proprie strutture museali. Gli eventi culturali, ricordiamo, sono nella gestione della Fondazione ” Matera-Basilicata 2019” , nei fatti e nel peso a maggioranza regionale e con tutte le potenzialità e i limiti sopratutto politici che la cosa ha comportato. Per noi il ruolo della Fondazione è chiaro, per altri è diventato naturale -forse con un pizzico di superficialità-confonderla con quella del Comune che si è occupato con tutti i limiti che conosciamo di servizi e opere pubbliche. Ma non dimentichiamo Invitalia. Le responsabilità ci sono e a vari livelli, con tanto di nomi e cognomi e teste di legno.Il bilancio, e lo ribadiamo ancora una volta, si farà dopo l’anno da Capitale quando gran parte del budget per gli eventi culturali si sarà esaurito. Ma si continua con quello che è stato messo in bilancio. E auspichiamo che una parte dei progetti finanziati a livello locale, con cifre contenute, possa camminare con le proprie gambe. Gli altri , con finanziamenti maggiori e dai contenuti diversi, allieteranno l’offerta del 2019. Non sappiamo se il re galantuomo, che con Cavour si impegnò in strategie internazionali del tempo, per unire lo Stivale si sarebbe imbarcato nella giostra delle prenotazioni per assistere a questo o quello spettacolo. Ma avrebbe chiesto contezza sulla spesa, prima di passare da Palazzo Carignano sede del primo parlamento del Regno, magari per consentire una maggiore fruizione degli stessi. Alcuni veramente al top, come la mostra sul Rinascimento, davvero unica e che ci piacerebbe possa diventare (pur se in dimensioni ridotte) un punto di riferimento negli anni a venire. E ci preoccuperemmo anche di dare continuità a iniziative davvero interessanti, come la ‘Secreta camera de lu core’ che meriterebbero di trovare altri , dopo che la rappresentazione terminerà all’interno del Palazzo dell’Annunziata. E’ chiaro che la Fondazione non puo’ tutto. La Regione, oggi con una maggioranza di centrodestra, è diversa da quella del Pd ,che ha segnato la vita – tra tante discrasie, polemiche e aggiustamenti in corso d’opera-della Fondazione. Il Comune,poi, è alla vigilia del voto per rinnovare consiglio ed eleggere un nuovo sindaco. Gli altri? Si va vanti per l’altro semestre. Poi il bilancio e i conti…