Che i privati chiedano pure al Comune di Matera la concessione in uso e quindi in locazione di un immobile da destinare per gli usi consenti, nei rioni Sassi e adiacenze, ma si evitino forzature. E del resto sarebbe bastata una deroga per farlo, così come fatto in passato(l’anno prossimo saranno 20 anni) con la modifica all’articolo 19 del regolamento di settore) ma riferendosi a immobili da restaurare o ristrutturare integralmente. A dirlo è Michele Morelli,vecchio cigno verde di Legambiente Matera, dopo l’assegnazione a privati di un immobile, come riportato in albo pretorio, e dopo l’intervento di alcuni consiglieri comunali che hanno espresso perplessità sul provvedimento.Per Morelli la cosa grave è che si sia rinunciato a una casa parcheggio, né più né meno come accaduto per altre situazioni. E cita i 70 alloggi di edilizia sovvenzionata nel Sasso Caveoso (legge 179/92 su risanamento e ristrutturazione) dei quali si san ben poco. E poi le considerazioni di carattere economico, per le casse comunali. ” La subconcessione-aggiunge Morelli- ti permette di scaricare sul canone parte degli investimenti per l’adeguamento funzionale. L’istituto della locazione No, paghi subito…Errori su errori”.

IL commento di Michele Morelli
La CANNIBALIZZAZIONE del patrimonio pubblico è una realtà che ha visto una accelerazione a partire dal 2007( modifica art. 19 del regolamento a cura dell’amm. Buccico & S.Acito). Se si voleva dare una risposta alla richiesta dell’operatore economico lo si poteva fare ricorrendo all’ennesima deroga al bando con l’istituto della subconcessione, individuando uno dei tanti immobile ancora disponibili da “restaurare/ristrutturare integralmente” con destinazione d’uso compatibile. Non è accettabile che lo si faccia con un immobile destinato a CASA parcheggio (bisognoso di intervento di manutenzione ordinaria per via sopratutto di mancata manutenzione dell’amministrazione all’indomani della morte di Maria e Damiano). Ritengo il ricorso alla deroga dell’art.19 un errore amministrativo. Sarebbe stato più corretto il ricorso al regolamento che disciplina le locazione del patrimonio demaniale degli antichi rioni (anche se quest’ultimo non prevede deroghe al bando pubblico, questa è forse la vera ragione della forzatura amministrativa). La cosa grave, ripeto, è aver rinunciato alla CASA parcheggio. Questo si è un segnale che rivela la sensibilità e la visione di questa amministrazione. Ma non bisogna meravigliarsi più di tanto, basta ricordare che fine abbiano fatto i più dei 70alloggi di edilizia sovvenzionata, scomparsi dall’agenda politica a partire dalle ultime 4amministrazioni. La CANNIBALIZZAZIONE, il che significava privatizzazione dei beni comuni, è oramai fuori controllo.

LA NOTA DEI CONSIGLIERI COMUNALI Domenico Schiavo, Roberto Suriano, Luca Colucci, Annunziata Antezza, Angelo Rubino e Raffaele Cotugno
Sub-concessione locali nei Sassi: scelta opaca e contro l’interesse pubblico.
Negli ultimi giorni la Giunta comunale ha approvato la sub-concessione di alcuni locali nei Sassi a una società privata con finalità di lucro, ricorrendo nuovamente all’art. 19 del regolamento che consente affidamenti diretti senza bando pubblico.
Si tratta di una decisione politicamente grave. Non è in discussione il soggetto beneficiario, ma il metodo adottato: una procedura discrezionale, priva di trasparenza e di confronto aperto, che rischia di compromettere i principi di imparzialità e pari opportunità nell’accesso ai beni pubblici.
Ancora più preoccupante è la destinazione dei locali: quegli spazi erano stati individuati per una casa-parcheggio, uno strumento fondamentale per affrontare l’emergenza abitativa che interessa molte famiglie in città. Scegliere di sottrarli a questa funzione sociale per destinarli a un uso privato significa compiere una precisa scelta politica, che privilegia interessi particolari rispetto al bene collettivo.
Non si tratta di un episodio isolato, ma di un modello che si sta consolidando e che alimenta dubbi legittimi su equità e trasparenza dell’azione amministrativa.
Lo ripetiamo con chiarezza, non siamo assolutamente contro chi, per finalità culturali o associative, richiede l’utilizzo di spazi, posto che il luogo non dovrebbe fare nessuna differenza, che siano i Sassi o qualsiasi altro quartiere di Matera. Crediamo anzi che bisognerebbe, come amministrazione, spendere maggiori energie per far ritornare fruibili i tantissimi spazi che abbiamo in città, molto più grandi di quelli in questione, e che potrebbero essere utilizzati anche da più associazioni contemporaneamente. Senza sottrarre, come in questo caso, dei luoghi destinati alle povertà in costante aumento nella nostra città.
Matera non può permettersi politiche che aumentano le disuguaglianze e indeboliscono la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. È necessario ristabilire criteri chiari, pubblici e condivisi nella gestione del patrimonio comune, mettendo al centro l’interesse generale e le reali priorità della comunità
