Riceviamo e pubblichiamo a seguire una nota inviataci da Michele Morelli esponente di Legambiente dopo il susseguirsi di sequestri di cantieri edilizi in una zona centrale della Città di Matera, l’ultimo questa mattina. Un riflessione su quello che forse è già da considerare una sconfitta della cultura che ha da sempre puntato ad uno sviluppo sociale equilibrato di cui l’urbanistica e tutela del territorio erano cardini essenziali. Controllori che non controllano, una politica che abdica a questo ruolo …e “non può essere la magistratura oggi l’unica risorsa per fare buona urbanistica.”

“Dopo la notizia del sequestro preventivo dei due cantieri impegnati nella trasformazione edilizia dell’ex comparto del centro direzionale in Piazza Michele Bianco continua il disinteresse della politica in città.” Dopo la notizia del sequestro preventivo dei due cantieri impegnati nella trasformazione edilizia dell’ex comparto del centro direzionale in Piazza Michele Bianco, una docente di Urbanistica mi ha scritto un breve messaggio: “E adesso che succede? Ora che l’opera è finita? Perché non si è provveduto in tempo? Ci prepariamo a un nuovo rudere nel cuore della città?”. Ci ho messo qualche minuto prima di rispondere alle sue domande, poi, di getto, le ho risposto:
“ Sono anni che raccontiamo queste e altre storie legate al mal governo del territorio. Il piano casa in particolare lo seguiamo sin dall’inizio. È dal 2009 che Legambiente, insieme a pochi altri, si batte contro quella che rappresenta una grande anomalia del diritto . Le amministrazioni che si sono succedute dal 2009 a oggi non hanno mai sollevato eccezioni rispetto all’applicazione generalizzata della legge che, con il passare del tempo, è stata persino peggiorata.
L’hanno sempre, di fatto, sostenuta e applicata anche lì dove la stessa legge ne impediva l’applicazione. Mi riferisco agli ambito cosiddetti saturi, ai limiti invalicabili di densità edilizia, all’altezza massima consentita, ecc… Sulla vicenda di piazza Bianco, le responsabilità non sono solo da addebitare alla legge regionale.
I dirigenti e gli assessori hanno sempre dichiarato che i lavori in piazza Michele Bianco sono oggetto di continuo “monitoraggio e controllo” .
L’approvazione del regolamento urbanistico nel 2021 avrebbe potuto rappresentare una occasione importante per dirimere tutte queste questione e rendere le norme e le procedure più chiare e trasparenti. Ma durante tutta la fase istruttoria – che ha coinvolto due amministrazioni, quella De Ruggieri e quella Bennardi – l’espressione “piano casa” non è mai stata evocata. Nessun accenno ai possibili effetti sui tessuti urbani saturi, su quelli di recente realizzazione o extraurbani sensibili. Non una parola da parte di chi, in questi quindici anni, ha avuto responsabilità di governo in Regione e in città. Non lo hanno fatto le opposizioni. Non lo hanno fatto gli ordini professionali. Non lo ha fatto il mondo del lavoro, né quello delle imprese. Non lo ha fatto il mondo accademico. Per non parlare del silenzio, a tratti imbarazzante, del mondo della cultura.
Mi chiedi cosa succederà adesso? Non saprei. E’ una domanda che andrebbe rivolta a chi oggi governa questa città.” Poco dopo ancora un messaggio:
“Purtroppo nessuna amministrazione ha il coraggio di fare questo bilancio, dovunque disastroso e che va avanti da Milano a Bari. Le sagome delle gru sono disseminate nei cieli urbani. Ben vengano queste azioni. Ma non può essere la magistratura oggi l’unica risorsa per fare buona urbanistica. Io sono solo un professore universitario che non può incidere minimamente su questi processi. Non ho peso politico e il dibattito è afasico”. Se il mondo accademico – cioè studiosi e intellettuali della materia – si dice avvilito e rinuncia al proprio ruolo, al proprio dovere etico di formare competenze, alimentare pensiero critico e contribuire al progresso civile, allora ci troviamo di fronte a un segnale preoccupante. Un atteggiamento che, per molti aspetti, appare come una resa. E che non depone bene per il futuro del dibattito pubblico e per la responsabilità collettiva verso il territorio.”
Matera 03/03/2026
Sottoposto a sequestro anche il cantiere del “bosco verticale” di Piazza Bianco a Matera

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