Con deliberazione n.35, adottata agli inizi del mese, la Giunta Comunale di Montescaglioso ha deciso -si legge nella stessa- di intitolare una via cittadina “a Francesco Paolo BUBBICO (nato a Montescaglioso il 2/2/1918 e deceduto l’8/11/1956) primo Sindaco di Montescaglioso, democraticamente eletto nella seduta del consiglio comunale del 9 aprile 1946, dopo la nascita della Repubblica Italiana.” (Ndr. Prima della nascita della Repubblica, considerato che il referendum si tenne il 2 giugno 1946). Ricordando nel contempo “che il predetto Sindaco è stato: combattente nella seconda guerra mondiale col grado di Sergente Maggiore, combattente nelle formazioni partigiane, dal 17-8-1944 al 20-10-1944 nella 69° Brigata Giustizia e Libertà e dal 1-11-1944 al 7-6-1945 nella 79° Brigata Garibaldi.” Nonchè “Consigliere provinciale della provincia di Matera dal 14/7/1952 al 26/5/1956.” Una decisione di cui va dato merito al Sindaco Vincenzo Zito e a tutti componenti dell’esecutivo cittadino per la sensibilità istituzionale dimostrata nell’aver tirato fuori dall’oblio una figura così emblematica della storia cittadina, per quanto così distante dalla propria cultura politica. Cosa per nulla scontata in tempi così divisivi e spesso politicamente superficiali; e per questo, maggiormente apprezzabile. Ora l’atto deliberativo, affinchè diventi operativo, deve attendere la prescritta autorizzazione della Prefettura di Matera a cui è stata, per questa ragione, regolarmente inviata. La “Toponomastica stradale e monumenti a personaggi contemporanei” è, infatti, ancora regolamentata dalla legge n. 1188 del lontano 23/06/1927 (promulgata dal Re Vittorio Emanuele III, firmata da Mussolini e Fedele, corredata dal visto del guardasigilli Rocco) che, all’articolo 1 recita, per l’appunto: “Nessuna denominazione puo’ essere attribuita a nuove strade e piazze pubbliche senza l’autorizzazione del prefetto…”. Nell’attesa del momento in cui la decisione diventerà operativa, registriamo la soddisfazione e l’apprezzamento per questa decisione da parte dei figli Filippo e Maria. E nel contempo, ricordiamo che la stessa Maria e il terzo fratello, Tony (purtroppo venuto a mancare prematuramente) sono stati anch’essi sindaci di Montescaglioso. Tony, fu eletto primo cittadino a soli 21 anni, in rappresentanza del PCI, esattamente il 30 giugno 1970 sino al 21 marzo del 1973. Dirigente politico sempre in prima fila nella lotte dei lavoratori, amministratore stimato anche dagli avversari politici per la sua affabilità, correttezza e disponibilità. Maria, in rappresentanza del PDS, ha indossato la fascia di prima cittadina una prima volta in sostituzione di Rocco Menzella dal 1993 al 1994, poi dopo una parentesi da capogruppo, nel 1998 fu eletta sindaca con la lista dell’Ulivo, rimanendo in carica fino al 2002 (allora la consiliatura durava solo 4 anni).

E a Maria Bubbico, nell’occasione, abbiamo chiesto qualche ricordo e considerazioni, e che ringraziamo anche per le foto forniteci. “Mio padre -ci dice- è deceduto nel Novembre del 1956, avevo 5 anni e di lui mi è rimasto un flebile ricordo. Di quando tornando dal lavoro con la “Topolino”, portava me e le mie amichette del vicinato a fare un giro per il paese; o quando mi prendeva in braccio e mi faceva divertire con smorfie e mimiche varie. Mia madre, raccontandoci episodi piacevoli di vita quotidiana condivisa, della sua ironia e dell’attenzione che aveva per noi, alimentava la memoria di noi figli. Ricordi che col passar del tempo, si sono affievoliti.” Fu poi la memoria collettiva della comunità a giungerle in aiuto e, infatti, aggiunge che: “I compagni che lo hanno conosciuto e che hanno condiviso con lui gli anni successivi alla guerra, quando si iniziava a tessere i fili della democrazia, mi hanno raccontato di quanto fosse paziente, generoso, capace di ascoltare e di esprimersi con franchezza, anche quando era in contrasto con la linea del partito. Aveva la capacità di confrontarsi in una dialettica rispettosa delle idee altrui, pur mantenendo la propria visione che aveva come focus il miglioramento della vita della collettiva.” Collettività che ancora nel corso del percorso politico di Maria, ha continuato a somministrargli pezzi del puzzle della azione paterna. Ricorda, infatti, che: “Nel 1994 fui candidata al Parlamento e, in quell’occasione, durante gli incontri della campagna elettorale, con mia sorpresa compagne e compagni dei paesi della provincia, mi hanno riportato episodi in cui mio padre si è profuso in loro aiuto. Un episodio che ho trovato particolarmente interessante ed emozionante mi fu raccontato dal Prof. Giuseppe Matarazzo (Ispettore Scolastico) che si incontrava clandestinamente (in quanto di partiti opposti DC-PCI) con mio padre (sindaco) per raccordarsi sulle procedure da attivare per istituire l’Asilo Comunale, che fu poi realizzato.” Della esperienza partigiana del padre, Maria ricorda un aneddoto: “a mio fratello gli fu dato il nome Tony come gratitudine verso un soldato americano che lo aveva salvato in una situazione di particolare pericolosità”. Aggiungendo che quelle esperienze del padre prima partigiano e poi sindaco alla fine della guerra, sono state fondamenta che, dice: “hanno sicuramente contribuito a quella che, per me e i miei fratelli, sin da giovani, è stata una passione, poi concretizzatasi anche in esperienza amministrativa.”

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