Non si puo’ andare avanti a tentativi, sovrapposizioni, disponibilità sulla carta, conferimento dati che hanno modalità e tempi di elaborazione diversi e pretendere o dichiarare che la pandemia da virus a corona, e successive varianti, sia sotto controllo. Serve un coordinamento, e presto, altrimenti la punta pandemica slitterà in primavera, con effetti negativi su società, scuola, economia. Altro che rassicurazioni sulla Basilicata in ‘’zona bianca’’. Su questa necessità di cambiare rotta e di coinvolgere tutti, a cominciare dai medici di famiglia o di medicina generale che sono l’antenna della salute dei cittadini ( i loro assistiti)sul territorio, spinge il dottor Espedito Moliterni referente regionale della Società italiana di igiene e sanità pubblica. Moliterni scende nel merito ‘scientifico e,soprattutto, organizzativo sulle cose da fare in materia di tamponi e tracciamento, individuando scale e parametri di priorità. Nel comunicato una serie di suggerimenti e richieste di buon senso, a costo zero o quasi. Servono solo buona volontà a lavorare insieme, in modo da garantire – aspetto non secondario- trasparenza su dati, statistiche, tempistica e capacità di intervento del sistema sanitario anticovid. Non una task force (gli anglicismi li lasciamo al protagonismo vuoto a perdere)ma un lavoro di squadra. Un termine tutto italiano affidato al buon senso e allo sforzo comune di affrontare emergenze ricorrenti come le pandemie.

Comunicato stampa della Sezione Lucana della Società Italiana di Igiene e Sanità Pubblica

Tamponi e tracciamento : urge coordinamento per contrastare la pandemia; il ruolo dei Medici di Medicina Generale
Nelle ultime settimane stiamo assistendo ad un progressivo aumento del ricorso a tamponi” fai da te”: lunghe file di cittadini nei pressi di farmacie, laboratori accreditati e migliaia di richieste alle Aziende Sanitarie Locali provenienti direttamente dai cittadini, senza il necessario filtro dei MMG e degli operatori sanitari preposti.
Questa modalità di accesso “fai da te” al testing per SARS-COV-2 non è idonea a perseguire obiettivi di sanità pubblica di contenimento dell’epidemia.
Innanzitutto, il numero di risorse umane e materiali impiegate in queste diagnosi è enorme e distoglie le stesse da altre attività di rilievo per la sanità pubblica (le vaccinazioni ad esempio).Inoltre, le USCA, nate per affiancare i MMG nelle attività di prevenzione e gestione della pandemia, non possono sostenere l’onda d’urto proveniente da questo indiscriminato ricorso ai tamponi.
Nell’attuale scenario, la Sanità Pubblica rischia di perdere il ruolo di regista delle azioni di prevenzione e ridursi ad una istituzione che insegue logiche personalistiche: ognuno fa il tampone come e quando crede e poi i Dipartimenti di Prevenzione e le USCA sono costretti a tentare affannosamente di riprendere il bandolo della matassa, inseguendo casi e contatti.
Questo testing allargato e senza regole rischia di essere un fattore di amplificazione dell’epidemia, sottraendo risorse ad azioni di provata efficacia come la campagna vaccinale e la sorveglianza di sottogruppi a rischio, come i soggetti con condizioni di fragilità.
La Società Italiana di Igiene richiede un intervento immediato sui seguenti punti:
Il sistema di accesso ai test per SARS-COV-2 deve essere ricondotto ad un unico meccanismo integrato, in cui siano compresi soggetti pubblici e privati, che eroghino il test con gli stessi criteri di priorità, di seguito riportati:
• Soggetti sintomatici
• Contatti di casi confermati con fattori di rischio per complicanze di COVID
• Indagini di cluster in setting a rischio
• Accertamento guarigione
2) L’erogazione dei tamponi ad altre categorie di soggetti, presso laboratori pubblici, privati e farmacie, dovrà avvenire solo qualora siano soddisfatti le esigenze derivanti dalle sopra-richiamate categorie.
3) E’ fondamentale garantire a tutti gli erogatori dei tamponi la possibilità di accesso alla piattaforma regionale per l’inserimento dei dati.

I Medici di Medicina Generale devono avere un ruolo centrale nella salvaguardia dei loro assistiti fornendo loro tutte le indicazioni utili per fronteggiare il contagio ed operare in sintonia con i Dipartimenti di Prevenzione, individuando procedure e protocolli condivisi, anche allo scopo di consentire alle USCA di ritornare a svolgere il ruolo fondamentale di assistenza alle persone contagiate, per il quale sono state istituite. In questo periodo di emergenza sanitaria solo un lavoro coordinato fra le Istituzioni deputate può evitare un inutile spreco di risorse umane ed economiche e garantire assistenza efficace alle persone colpite.
Il Referente Regione Basilicata della Società Italiana di Igiene e Sanità Pubblica
Dr. Espedito Moliterni