Se si attivassero progetti concreti e credibili di integrazione, inclusione sociale e lavorativa nel pieno rispetto delle regole e della legalità la Basilicata, come del resto nel BelPaese, potrebbe utilizzare appieno la risorsa ”migranti”. E invece, tranne le consuete eccezioni, di buone pratiche degli Sprar con 21 strutture e 71 comuni attivi, siamo appena ad una goccia…per riempire il vaso dello squilibrio demografico fatto di emigrazione giovanile, invecchiamento della popolazione, calo delle nascite e degrado del territorio. Tutto merito (usiamo un eufemismo) della mediocrità di certa classe politica e di pseudo realtà sociale che hanno fatto ben poco per invertire la tendenza, che non vada oltre la consueta emergenza degli stagionali e della precarietà mista a sfruttamento che contrassegna l’impiego dei migranti :dall’agricoltura ai servizi turistici. Siamo al sommerso, ma il polso della situazione è questo in attesa del riscontro dei numeri. E per parlarne il Dossier statistico sulla Immigrazione 2018, riguardano, anche la nostra regione è l’occasione per trattare questo e altri aspetti del problema, cercando di rimuovere quella cappa di preconcetti e a volte di paure fatto di tanti interrogativi che serpeggia nell’opinione pubblica, proprio perchè le questioni non vengono affrontate con serietà. E così sentiamo ripetere: ” Vedi la Germania? Lì devi imparare la lingua, conoscere la Costituzione e lavorare…Qui, invece, accettiamo tutti con la scusa del buonismo e di fare l’affare….Cosa fanno tutto il giorno? …E l’accattonaggio fastidioso per strada o davanti a negozi e chiese?… Alcuni delinquono… Non c’è lavoro per gli italiani, figuriamoci per noi e i nostri figli?…” Paure giustificate in alcuni, ma anche ignoranza, luoghi comuni e la constatazione che il Bel Paese, a vari livelli, non ha fatto e non riesce ad attivare una vera e propria politica per l’immigrazione e l’integrazione. E i risultati sono sotto gli occhi di tutti, con l’Unione Europea spaccata tra sovranisti e filomigranti, ma che in concreto lascia le cose come stanno con tante ipocrite pacche sulle spalle verso l’Italia. Così non va e il Dossier fotografa questa e altre situazioni. ” La Basilicata-dice Paola Andrisani, referente del Centro studi e ricerche Idos Basilicata – perde ogni anno residenti, circa 3000 persone, con uno spopolamento che avanza. I Migranti sono una risorsa ma sottoutilizzata. I dati sono contradditori per vari motivi. Senza percorsi formativi e di integrazione e senza incrementare le buone pratiche degli Sprar facciamo poco. E’ un peccato. Occorre rafforzare il lavoro di rete con politiche attive di integrazione e di inclusione”. Giriamo l’appello a quanti ci rappresentano a vari livelli, guardano i dati di degrado socio economico della Basilicata e quelli del Dossier, redatto da Centro Studi e ricerche Idos,in partenariato con il Centro studi Confronti , la collaborazione dell’Unar e sostenuta con i fondi Otto per Mille della Tavola verde-Unine delle chiese metodiste e valdesi. Eccoli
Sono 22500 i cittadini stranieri che alla data del 31 dicembre 2017 risiedono in Basilicata e incidono per il 4 per cento sulla popolazione locale. Il dato emerge dal Rapporto Immigrazione 2018,presentato a Matera da Paola Andrisani referente Centro studi e ricerche Idos Basilicata, nel corso di un incontro coordinato e concluso da Chiara Prascina Osservatorio migranti Basilicata , e che ha visto gli interventi della giornalista Nancy Porsia, di Serena Altamura presidente dell’ass. Tolbà, di Angela Maria Bitonti referente regionale Asgi e di Tonia Bellettieri, presidente Ass. Lucana tutori volontari Msna. I residenti stranieri sono in aumento rispetto al 2016, con un ritmo di crescita pari al +8,3 per cento rispetto alle altre regioni. In provincia di Potenza risiede il 54,2 per cento dei cittadini stranieri pari a 12.195, dei quali 1939 nel capoluogo, con una incidenza sulla popolazione del 3,3 per cento. Nel Materano sono 10.305 dei quali 2591 a Matera,1407 a Policoro e 1047 a Bernalda e con una incidenza complessiva sulla popolazione del 5,2 per cento. La comunità straniera più numerosa è quella romena con il 40,5 per cento ( a prevalenza femminile) seguita da quella albanese (8,2 per cento), marocchina (7,4 per cento),nigeriana (4,5 per cento), indiana (4,4 per cento), cinese (3,7 per cento) e ucraina (3,5 per cento). I cittadini stranieri regolarmente soggiornanti sono 11.806, distribuiti sulla provincia di Potenza (6315) rispetto ai 5491 di quella di Matera. Per la gran parte sono uomini (60,7 per cento) non coniugati, provenienti da Albania, Marocco, India, Cina, Nigeria. Il 78,3 per cento ha una età compresa tra i 18 e i 64 anni, per il resto si tratta di minori e ultrasessantacinquenni. I titolari di permesso a termine sono il 53,6 per cento del totale, mentre i ”lungosoggiornanti” si attestano al 46,4 per cento. In provincia di Matera il dato presenta alcuni distinguo rispetto a quello regionale. Il 48 per cento dei permessi a termine è per motivi di asilo o umanitari, di cui il 59,2 per cento per richiesta di asilo, il 23,6 per cento riguarda permessi di soggiorno per motivi di famiglia e il 23 per cento per lavoro. Sul fronte delle nascite si registra un saldo positivo con 257 nuovi nati stranieri. L’acquisizione della cittadinanza italiana riguarda 258 persone, rispetto ai 279 dell’anno precedente, Gli studenti stranieri iscritti a scuole per l’anno scolastico 2016-2017 è di 2803 , un terzo dei quali nato in Italia prevalentemente figli di romeni, albanesi e marocchini. Sul fronte dell’accoglienza, al 1 dicembre 2017, sono stati 2519 i migranti accolti nelle strutture, dei quali 2005 nei Cas e 514 nella rete Sprar, in leggero calo (-4,8 per cento) rispetto al 2016. Quanto alla inclusione sociale ‘’perdura l’assenza di una analisi regionale complessiva e organica che quantifichi e qualifichi il fenomeno migratorio in tutte le sue sfaccettature, e che vada a supportare politiche di inclusione sociali concrete’’ . Il rapporto segnala alcuni progetti come “Tuttun- Ia non scuola ‘’a San Chirico Raparo, Le Argonautiche che coinvolge il Sicomoro, Q Accademy e il Teatro delle Albe di Ravenna, il progetto di Volontariato ‘’Il Lavoro utile ‘’del Comune di Potenza, Com.In 3.0 che coinvolge la Basilicata e quest’anno Silent Accademy per Matera 2019 e che coinvolge il Sicomoro. Un progetto, quest’ultimo, dotato di 200.000 euro che identifica una Accademia dove 400 migranti presenti in Basilicata possono insegnare alle comunità locale i mestieri di cui erano “abili’’ nei loro paesi d’origine. Ed è quello che il sindaco di Riace, Lucano (coincidenze?), coinvolto in una inchiesta giudiziaria ha attivato con successo nel suo comune colpito dallo spopolamento , proprio come accade in Basilicata. Un piccolo segnale di intervent concreto, appreso leggendo il Rapporto 2018. L’auspicio è che dia i frutti auspicati. Segnaliamo,infine, la campagna ‘’Tu da che parte stai?’’ che intende raccogliere un milione di firme di cittadini europei in 12 mesi ‘Perché vogliamo un’Europa che accoglie!’’. Se ne riparlerà con il nuovo Parlamento.Per saperne di più www.welcomingeurope.it