Questa mattina, durante un’oretta e poco più di una “corsetta” dal Cimitero nuovo sino al Borgo Venusio e ritorno, abbiamo incrociato una quindicina di donne e uomini che facevano lo stesso. E trattasi di una giornata lavorativa.

Ma tutto ciò avviene -da qualche tempo- in condizioni di rischio aumentato perché molti automobilisti, come tanti Cetto La Qualunque, se ne “fottono una beata minchia” del limite di velocità e  corrono, sgasando e compiendo sorpassi anche in presenza di persone che corrono o semplicemente camminano a bordo pista.

E’ evidente come a distanza di circa due mesi dalla decisione del Comune di Matera di ripristinare il doppio senso nel tratto di strada in contrada Pantanello che ospita (ancora tutt’ora) una pista ciclo-pedonale, essa appare ancora più incongrua per il danno arrecato alle decine di cittadini che lì continuano a recarsi per correre o semplicemente fare una passeggiata. Mentre hanno rinunciato (comprensibilmente) quelli che portavano anche i bimbi con le bici.

Una decisione che fu giustificata con l’esigenza di far defluire il traffico in occasione delle iniziative di Matera 2019 alla Cava del Sole.

Ma sono passasti due mesi e solo una volta (il giorno della inaugurazione) e poi per Brachetti, è stato necessario chiudere al traffico la statale Appia che passa dinanzi alla Cava del Sole. E non è dato sapere in quante altre occasioni (5, 10, 20?) sarà necessario fare altrettanto.

E allora perchè l’amministrazione comunale non ripristina il senso unico nel tratto di strada in cui è ancora presente la pista ciclo pedonale, restituendola alla sicurezza degli utenti per il resto dell’anno?  Magari istituendolo a salire, in direzione Venusio, in modo che possa rimanere comunque come via alternativa in quei pochissimi giorni in cui si chiuderà l’arteria che passa davanti alla Cava del Sole.

Cosa impedisce di farlo? Perché accanirsi su chi prova a fare un minimo di attività motoria per la propria salute e benessere?

Gli amministratori comunali, il Sindaco, l’assessore competente, perchè non prendono in considerazione questa ipotesi che consente di risolvere ambedue le esigenze? Eppure non costa nulla.

Anzi, sarebbe auspicabile che -oltre a questa misura momentanea- come è stato già proposto in precedenza da queste pagine, il Comune assuma l’idea di rifare la pista (dopo il 2019) prolungandola sino al Borgo Venusio e regalando così alla Città e ai suoi cittadini una infrastruttura utile ad una qualità della vita migliore.

Si attendono segnali di vita.