” Siamo sempre sotto esame e la cosa non ci dispiace, anzi”. Salvatore Adduce, presidente della Fondazione ” Matera- Basilicata 2019” parla seriamente anche quando accenna a un largo sorriso e ringrazia per considerazioni, apprezzamenti e osservazioni che la Commssione cultura e istruzione del Parlamento europeo ha effettuato a Matera, al termine di un tour istituzionale sul programma da anno da capitale europea della cultura. E lo ha fatto a conclusione degli interventi degli esponenti della commissione e del suo presidente , la tedesca Sabine Verheyen, utraentusiasti per quanto visto, apprezzato, gustato e ”suonato” con strumenti mai visti prima. Che siano la cupa cupa e altre invenzioni di Rino Locantore da ”suoni del futuro remoto?”. Puo’ darsi.” Se abbiamo conseguito risultati positivi -ha detto Adduce- è perchè abbiamo maturato una esperienza decennale e con i primi due anni impegnati a studiare le esperienze di altre capitali. Poi ci siamo messi a lavorare sodo e sostenere i primi esami sul dossier, già a Roma presso il Ministero, davanti alla commissione e in un minuto dissi che non si trattava di semplici carte, ma che  stavamo elaborando un progetto per il futuro della città. Il resto è venuto passo dopo passo, condiviso con la città, abitanti culturali e temporanei” . Ma c’è dell’altro e mentre alla commissione pensano di attivare anche un sito web per rendere più stretto il rapporto-confronto tra le Capitali ed evidenziano come anche in Asia guardano a una esperienza europea, che porta appena 1,5 milioni di euro per questo progetto, Adduce evidenzia come Matera sia già avanti in questo percorso con l’incontro a Tokyo tra ”capitali” della cultura e la interazione con lo Japan festival Europe, senza dimenticare le anticipazioni per il 2020  con le Olimpiadi di Tokyo e l’Expo internazionale a Dubai. E poi le sfide che sulla carta sembrano essere impossibili. a sostenere interessanti iniziative di dialogo e di collaborazione tra città che hanno avuto ”sofferte” storie in passato, ma che possono contribuire a rafforzare gli ideali e i principi dell’ unità europea. Adduce sarà l’8 novembre a Gorizia che nel 2025 si candiderà a capitale europea della cultura con la città slovena di Nova Gorica . Ma c’è da pensare al 2020,a quello che si dovrà fare vista la inevitabile contrazione di risorse finanziarie e umane di progetti. Capitoli aperti, che seguiranno alla cerimonia di chiusura a dicembre. Volontari in apprensione e Adduce  promette che non resteranno con le mani in mano…

E veniamo alla commissione.Sono i concetti e le esperienze di “inclusione” e di “consapevolezza” che la cultura è accessibile a tutti, sperimentati e attuati con successo da Matera capitale europea della cultura 2019, che la commissione dell’Unione europea  come esempio di buone pratiche per altre città che ricopriranno il ruolo o si candideranno a ”Capitali” negli anni a venire. Lo ha detto la parlamentare Sabine Verheyen,presidente della delegazione della Commissione cultura e istruzione del Parlamento Europeo, al termine di incontri istituzionali e visite per il  programma ufficiale di Matera 2019. ” Il coinvolgimento della popolazione -ha detto Sabine Verheyen- e la accresciuta consapevolezza della fruizione e della accessibilità della cultura per tanti, come visitare una mostra o un museo, o partecipare a esperienze di produzione cultural, rappresentano davvero una esperienza unica che Matera ha saputo realizzare e che può essere d’esempio per altre esperienze”. La presidente ha evidenziato in proposito il lavoro positivo svolto tra Fondazione ”Matera-Basilicata 2019”, i cittadini delle diverse fasce di età, con i giovani anche di altri Paesi e l’utilizzo del passaporto (sul quale abbiamo in più occasioni evidenziato perplessità) che ha consentito la fruizione di eventi, progetti e iniziative. ” Altre cose- ha aggiunto  Sabine Verheyen- ci hanno colpito come la sostenibilità, in una città e in un ambiente davvero unici, il rapporto con altri centri della Basilicata,  progetti come l’Open design school e l’utilizzo di spazi come Cava Del Sole e Cava Paradiso che sono pietre angolari del fare culturale. E poi il lavoro di rete con altre città “ capitali’’ che hanno portato a risultati positivi anche nell’economia turistica. Sono-ha concluso la presidente della commissione – ottimi fattori e risultati da cui ripartire per dare continuità nel 2020 al programma di Matera 2019”. Molti di loro torneranno con famigliari e amici da ospiti, da cittadini europei. E questo conta. L’Europa ha bisogno di rinnovarsi su percorsi identitari che passano per cultura, ambiente, cooperazione, inclusione.E Matera ha solcato un percorso da imitare. Quasi quasi servirà registrare brevetto e copyright. C’è da guadagnarci e far quadrare il bilancio 2019 in corso d’opera e a consuntivo. Percorso fattibile, giriamo la proposta ai tecnici della Fondazione. O suggestione, come quella che Adduce ha ripreso e rilanciato alla presidente della commissione, invitandola a passare il ‘sentimento’ positivo su Matera 2019 al governo dell’Unione Europea, a quello italiano e a quello della Basilicata. Un invito a non spegnere i riflettori e, aggiungiamo, a non stringere i cordoni della borsa. Del resto Matera è stato l’unico evento spendibile a livello internazionale per il BelPaese e un minimo di ‘riconoscimento’ ci spetta aldilà delle considerazioni politiche o da retropensiero che qualcuno (è inevitabile) potrebbe tirare fuori. Stiamo ai fatti. Matera 2019, con tutte le considerazioni che ognuno vorrà fare, i risultati li sta portando.