L’esperienza proprio non insegna nulla. E a rimetterci è l’immagine di Matera, che non può permettersi assolutamente di navigare a vista “purchè le cose si facciano comunque’’ tra improvvisazioni, coabitazioni di eventi e un flusso continuo di comitive di turisti, in aumento dal proclamazione a capitale europea della cultura per il 2019.
Lo conferma quanto accaduto nella mattinata di domenica 19 marzo in piazza Vittorio Veneto, dove – come da programma affisso sulle locandine e illustrato in conferenza stampa – avrebbe dovuto tenersi a partire dalle 10.00 la ‘’mostra statica di veicoli storici e a seguire, seguita alle 12.00 dalla passeggiata nei Sassi e sosta in piazza San Pietro Caveoso.
Una indicazione, disattesa sul campo, che collideva ma da tempo con la presenza di altri eventi preannunciati in calendario come il mercatino e di altri aggiuntisi nei giorni scorsi. Il corteo di auto d’epoca, precedute dalla staffetta, sono giunte comunque attraversando strombazzando festosamente la piazza e creando non poco disagio a quanti si aspettavano un afflusso meno caotico in piazza e di non incorrere nei disagi creati dalla ‘’barriera’’ di lamiere che da via La Vista- a ridosso della Fontana- ha occupato gran parte della piazza- e da qui lungo i lati di via del Corso dove le auto hanno sostato su ambo i lati della strada.
Una pessima immagine sul piano dell’accoglienza turistica, e non solo dei proprietari di auto d’epoca, ma anche delle comitive che hanno dovuto scansare non solo le auto – e questo sul piano della sicurezza agli accessi alla piazza non è possibile- ma anche la inevitabile barriera di curiosi, alcuni dei quali con cani al guinzaglio, carrozzini e bici al seguito, che ha contribuito ad alimentare il disagio.
Non è possibile che in presenza di eventi consolidati, come l’aggregante e ben organizzato mercatino delle cose del passato, in calendario da mesi, e posto su un ampio versante della piazza. l’Amministrazione comunale conceda l’uso dell’arra a partire dalle 10.00 per una mostra statica di veicoli d’epoca.
E né valgono le scusanti che a Matera, capitale europea della cultura per il 2019, si siano presenta to un numero di veicoli superiore alle 100 preventivate. Ne siamo contenti sia per l’appeal che la città esercita fuori regione e sia per i turisti di veicoli d’epoca. Ma occorre organizzarsi e fare le cose per bene. Se ci sono le condizioni di piena fruibilità degli spazi bene, altrimenti gli eventi vanno fatti svolgere altrove.
Ed è bene che anche gli organizzatori, dei quali apprezziamo la buona volontà e la passione, si guardino meglio intorno facendo tesoro delle esperienze che si fanno in altri contesti, a garanzia degli stessi appassionati e dei veicoli che hanno un costo di gestione e di restauro che supera largamente quello effettivo. Non è possibile, come avevamo paventato nel corso della conferenza stampa di presentazione dell’evento, che tra le auto stipate come sardine negli spazi residuali della piazza e una parte incolonnate in via del Corso si avvicinassero biciclette, carrozzini e persone poco accorte con il rischio di procurare danni alle carrozzerie di mezzi restaurati spedendo un bel po’ di quattrini.
Gli inviti, ai quali un appassionato come il sottoscritto ha assistito- anche energici dei proprietari – si sono sprecati davanti ai riottosi… Le auto in mostra statica, lo ricordiamo agli organizzatori, vanno tutelate con transenne o catene leggere e con la vigilanza di personale.
In piazza Vittorio Veneto tutto questo non è accaduto tra comitive di turisti che hanno attraversato la piazza scansando i veicoli,dallo strombazzare festoso e dallo sgassare (e questo non va bene) di alcuni mezzi .
Ricordiamo che in quel versante della piazza erano state concesse le autorizzazioni per la collocazione di iniziative politico sociali con i gazebo del Movimento cinque stelle, del banco di Libera per la manifestazione “E tu di che pasta sei ?’’ e per il camper del Lions club Matera sul Glaucoma. Sabato sera c’era stata la situazione paradossale vissuta dal gruppo delle “sentinelle in piedi’’ che era al centro della piazza leggendo passi di alcuni libri, dovendosi ‘’scansare’’ dall’improvviso arrivo – da via del Corso e contromano- di una troupe di ripresa a bordo di un veicolo che procedeva due Fiat 500. Uno spot ? Non sappiamo.
Ci vogliono un regolamento sulle attività consentite nella piazza o in altri siti sensibili del centro storico, che non è un’area qualunque della città, fissando precise direttive e responsabilità per quanti ne chiedono l’uso. E’ importante che l’Amministrazione comunale coordini meglio questo aspetto per evitare che la mano destra non sappia, per assenza di comunicazione o per altri motivi , quello che fa la sinistra e viceversa.
Ma in piazza Vittorio Veneto accade di tutto. Più volte abbiamo segnalato il ‘’ passeggio ‘’ (si fa per dire) spensierato di proprietari di cani pericolosi al guinzaglio, ma privi di museruola, che rischiano di impaurire e chissà, anche di azzannare – se dovessero sfuggire ai padroni- cittadini, minori o spaventare anziani e cardiopatici. Su questo aspetto vigilanza e contrasto zero e lo stessa valga per il tappeto di deiezioni canine che lastricano il salotto buono e non solo, della città. La carta del benessere animale è un quadro di riferimento, ma il decoro urbano è un’altra cosa e va fatto rispettare con azioni preventive e sanzionatorie. Attendiamo di conoscere i risultati di questa azione, ma finora nulla.
Anche su questo aspetto Piazza Vittorio Veneto e altre zone del centro, quelle più battute dai turisti, è zona franca. Cosi non va bene. Una città con vocazioni turistiche in aumento non può continuare a mostrare queste lacune. Quanto alle auto d’epoca l’auspicio è che gli organizzatori, con l’apporto e l’esperienza dei club di appassionati, facciano tesoro di un esordio gestito con buona volontà- e lo apprezziamo- ma con i problemi prevedibili segnalati,che hanno offuscato l’evento.
Restano, però, le presenze degli appassionati con pezzi di pregio come una Austin del 1935, MG e Morris di varie epoche, superbe Citroen Ds e Id degli anni Sessanta, tante Alfa, spider fiat 850 di vari carrozzieri, splendide Balillla, tante 500 e una graziosa ‘’Gamine’’ Vignale, Autobianchi Bianchina, un maggiolino ‘’Herbie’’ con il numero 53, un maggiolone con le ciglia posticce sui fari, tante Mercedes con alcune ‘’Pagoda’’ e 170 D, molte Alfa Romeo e tra questa una SZ , Lancia seconda serie, Jaguar E Type, una Chevrolet Corvette con il cofano interno aerografato , Lancia e Fiat della scuderia Martini e due pezzi ‘’con targa materana un furgoncino Balilla e una AlfaRomeo SS di un brillante colore rosso.
Sogni d’altri tempi e questa è cultura motoristica che fa turismo. Matera 2019 deve riservare la giusta attenzione, con una accoglienza adeguata, a questo tipo di visitatori. Giriamo il suggerimento e la richiesta a potenziali organizzatori e a quanti saranno chiamati a guidare la Fondazione e il governo della città


