Matera Capitale della Cultura accessibile ai disabili

Matera è una città unica ma senza ombra di dubbio dalle architetture difficili, tanto da diventare inaccessibile ai disabili.

Ed è per renderla fruibile a tutti che è nato il progetto  “Matera, Capitale della Cultura nel 2019, anche per i disabili”, promosso dall’Unitalsi in collaborazione con il Comune e lo Iat.

Un progetto prezioso che vedrà la realizzazione grazie alla sinergia tra pubblico (Comune di Matera) e privato. Prezioso, basti pensare che la presenza di disabili in città, un processo un po’ lento anche perché deve affrontare la discrezione di chi non vuol chiedere aiuto. 11.168 persone nel 2014 hanno detto di essere disabili, secondo ciò che è emerso dalle strutture ricettive.

“La nostra è un’associazione che nasce con lo scopo di trasportare ammalati a Lourdes, sin dal 1903. In questo percorso che svolgiamo insieme, abbiamo portato avanti una rivoluzione copernicana, ha detto il  vice presidente della sezione lucana dell’Unitalsi Antonella Pagliuca, nel corso di una conferenza stampa di presentazione del progetto.  Oggi siamo persone che, una accanto all’altra, compiono un percorso che conduce ad un santuario, ma che si è trasformato: le problematiche della disabilità restano le stesse, ma la sensibilità sul tema è profondamente cambiata. Parlando di disabilità, dobbiamo superare il concetto di carrozzina, ma affrontiamo un tema più  ampio. Abbiamo superato la concezione di trasporto al santuario, ma oltre alla connotazione religiosa si è aggiunta quella della vita di tutti i giorni dei disabili. Abbiamo organizzato per questo, eventi come quelli legati al Capodanno o ad eventi collettivi, come accade in altri luoghi italiani come la Sardegna dove l’Unitalsi ha una casa di accoglienza per il periodo estivo riservata ai disabili. Quello che presentiamo oggi, in particolare,  è un progetto civile nazionale finanziato dal Ministero del Welfare; abbiamo raccolto le istanze di tutte le sottosezioni diocesane ed è emersa un’esigenza molto forte: Matera 2019  dovrà essere un’occasione aperta a tutti,  anche a chi ha capacità ridotte di mobilità.

Obiettivi del progetto sono quelli legati all’accoglienza dei turisti che hanno qualche disabilità: dall’indicazione dei bagni pubblici, ai percorsi accessibili, alle strutture disponibili, in sintesi al supporto logistico.

L’assessore al Turismo, Enzo Acito ha sottolineato: “Davanti ad una azione di volontariato di questo spessore, non si può che essere più che soddisfatti. Si tratta – ha aggiunto – di una attività che merita emulazione, perché se tutti fossimo così sensibili alle esigenze delle fasce deboli passando dalle parole ai fatti come l’Unitalsi, la qualità della vita della città migliorerebbe.  A fronte di una richiesta continua di collaborazione fra pubblico e privati, inoltre, avere questa sinergia con una associazione di questo spessore è indubbiamente una nota di merito  che vorremmo si moltiplicasse. Lo stesso meccanismo, infatti, è stato applicato per il Natale a Matera  e con alcune manifestazioni che favoriranno le fasce deboli, inserite nel calendario degli eventi. Spero, perciò, che questo sia solo l’inizio di una buona pratica. Matera crescerà se doteremo di adeguata attenzione iniziative di questo genere”.

L’assessore alle Opere pubbliche, Michele Casino ha aggiunto: “Ben vengano queste iniziative che rendono accessibile la nostra città. Nelle prossime settimane, infatti, su segnalazione dei cittadini, avvierò la verifica delle barriere architettoniche per mettere a punto un piano di abbattimento. Uno dei primi interventi sarà l’affaccio di piazza Ridola. Nei prossimi giorni infatti incontreremo la prof.ssa Antonella Guida per mettere a punto piano con l’Ufficio Sassi, per intervenire in questo senso. Una città che si appresta ad essere Capitale della Cultura non può trascurare queste problematiche”.

Marian Anna Flumero, referente per il Comune allo Iat ha sottolineato che questa struttura è l’unico Infopoint ad essere autorizzata e accessibile ai sordi.  Sintetizzando le attività dello Iat (nato da un’Ati fra associazione Cultura e Turismo 2019 e Sistema Museo) sono stati illustrati alcuni dati. Oltre al personale qualificato presente nella struttura, che parla inglese, francese, tedesco, spagnolo, cinese, russo, arabo, giapponese e Lis (linguaggio dei segni), lo Iat conta anche su una pagina Facebook (Iat Comune di Matera, informazioni turistiche), su un blog (Ita Comune di Matera) e su un indirizzo di posta elettronica (iatcomunedimatera@gmail.com). Lo Iat inoltre si occupa di accoglienza dei turisti, distribuzione di materiale informativo e promozionale in diverse lingue, orientamento e informazioni di carattere storico-artistico e naturalistico oltre a informazioni su manifestazioni, eventi, mezzi di trasporto pubblico su rete territoriale e regionale, info sulla Ztl, su parcheggi e aree camper e su strutture ricettive.

Sono stati inoltre illustrati inoltre i dati sugli accessi di disabili: nel mese di agosto su 10 mila presenze, gli accessi allo Iat sono stati pari al 10%, a settembre su 8000 presenze l’8% sono stati gli accessi, infine ad ottobre su 6000 presenze gli accessi sono stati pari al 7%.

Chiudendo l’incontro, il presidente della Commissione Politiche sociali del Comune, Gaspare l’Episcopia ha tratto le conclusioni sull’incontro: “Numerosi spunti sono emersi oggi, dagli interventi. Qualcuno ha parlato di percorso da compiere insieme, che indica un superamento del concetto di servizio e il modus operandi dell’Unitalsi. Le opportunità lavorative che queste attività possono creare, sono molte. Faccio  un esempio: le motocarrozzette che percorrono la città sono tante. Se a questo servizio si aggiungesse la presenza di una pedana su questi mezzi, il Comune potrebbe essere più sensibile per  il rilascio di autorizzazione. A livello regionale, comunale e cittadino serve sinergia per giungere all’unità d’intenti”.

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