Una pentola in continua ebollizione, che nessun coperchio potrà raffreddare o tenere…E’ quello della satira, affidato alla matita o alla penna di creativi, giornalisti, scrittori, poeti che hanno una capacità e una virtù innate di fare autocritica, fino a ridere di sé stessi se non passano ai raggi X i potenti di turno  colpendoli nelle loro debolezze.

E così nel firmamento della satira pungente si stagliano il  Marc’Aurelio e altre  testate con diversa fortuna come il Vernacoliere, l’Asino, il Male, le Canard Enchainè, Cuore, Krokodile,Libero veleno e poi tante vignette, per non dimenticare i  testi e i corsivi al vetriolo  o quasi di varie epoche, da Fortebraccio a Guareschi,  fino al francese Charlie hebdo, che è finito dilaniato di sangue e proiettili da un commando integralista nato nelle contraddizioni della “banlieue” parigina.

Dodici irriducibili della satira ci hanno rimesso la vita, restando in trincea fino alla fine rispondendo con il lavoro e a schiena dritta contro le minacce di vario tipo giunte dalla galassia integralista ammantata di nero, terrore e morte. Ma anche su questi temi la satira d’assalto, come Charlie Hebdo, non ha fatto sconti restando spesso da sola. Le guerre non si combattono solo con le matite e i pennarelli, ma con una azione di contrasto che oltre all’impiego di lunghe e dispendiose azioni militari affronti le cause di un conflitto che affonda le radici nei contenziosi locali e nella messa in discussione degli equilibri internazionale per la gestione delle fonti energetiche.

A cominciare dal nero petrolio del Medio Oriente e dagli appetiti strategici e produttivi  su regioni asiatiche come l’Afganistan. Tutto questo, insieme al nuovo ordine-disordine economico mondiale, ha anche accelerato il decadimento delle società e delle culture occidentali, a cominciare da una ‘’Unione Europea’’ che continua a restare un mosaico di realtà locali ma senza una guida politica autorevole, che poco sta facendo per favorire l’integrazione di una ‘’migrazione’’  continua di popoli dall’Africa e dall’Asia.

E l’Italia con tanta buona volontà, ma con pochi mezzi, continua a restare sola ad affrontare un flusso senza fine. L’Europa subentrerà (finchè ci saranno le risorse) nell’operazione Mare Nostrum ma,intanto, in  alcuni Paesi del Centro e del Nord Europa si chiudono le frontiere e crescono i movimenti antirazzisti.

Una situazione pericolosa di opposizione e intolleranza, che non porterà a nulla di buono. Repressione e porte chiuse…dietro le bandiere dell’opposizione a tutti i costi. E in questo brodo di coltura di mancate risposte si sviluppano integralismi, intolleranza e volontà distruttrici sui neri scenari di morte dell’Iraq, della Siria o nelle guerre dimenticate o ignorate di varie zone dell’Africa. Ombre funeree che rischiano di seminare il terrore in Occidente, mentre si susseguono prese di posizione, allarmi e iniziative di solidarietà alle vittime della strage di “Charlie Hebdo”.

E così è stato anche a Matera, giovedì sera 8 gennaio, con la presenza in piazza Vittorio Veneto di cittadini, giornalisti, amministratori locali con matite, scritte ”Je suis Charlie” o con una copia di riviste satiriche italiane. Insieme per assistere allo srotolamento di uno striscione sulla facciata del Palazzo dell’Annunziata, agli interventi di un giovane della comunità islamica locale, del sindaco Salvatore Adduce, del giornalista Serafino Paternoster a nome delle Federazione nazionale della Stampa e del professor Emmanuele Curti dell’Università di Basilicata che hanno ribadito la necessità di pace, dialogo,fermezza, rispetto e  diritto alla libertà di espressione in tutte le sue forme.

Difendere la libertà, la democrazia impone risposte forti, efficaci per rafforzare la sicurezza ma evitando derive autoritarie che avrebbero, inevitabilmente, e alla distanza il fiato corto. E allora teniamo alta la bandiera della satira. E’ il sale della democrazia e una garanzia di  libertà.

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